Fini contro Berlusconi: la vera posta in gioco

Taccuino Italiano, 7 novembre 2010 > Giornale del Popolo, Lugano

L’offensiva — che Gianfranco Fini ha avviato da tempo contro Silvio Berlusconi per sostituirsi a lui nel ruolo di massimo leader in Italia dello schieramento di centro destra – è giunta a una svolta importante ieri a Bastia Umbra (Perugia) quando, in quello che si può considerare il primo congresso del suo nuovo partito Futuro e Libertà, l’ex segretario di Alleanza Nazionale ha invitato il Premier ad aprire la crisi di governo presentando le sue dimissioni al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Se a ciò Berlusconi si rifiutasse, ha aggiunto, i ministri e i sottosegretari che fanno riferimento a lui si dimetteranno comunque dal governo. Poco dopo Berlusconi ha fatto sapere che non si dimetterà affatto sfidando Fini a presentare piuttosto se lo desidera una mozione di sfiducia contro di lui in Parlamento. Oggi è possibile che la replica di Fini venga da Milano dove egli, in quanto presidente della Camera dei Deputati, interverrà all’apertura della Conferenza Nazionale sulla Famiglia. Le Conferenze Nazionali sono in Italia degli eventi istituzionali: si tratta di grandi assemblee consultive composte di esperti e di rappresentanti di associazioni convocate una tantum da un ministero o dalla presidenza del Consiglio, ossia dal Premier, per fare il punto su un problema o su una situazione. Questa era stata convocata dalla presidenza del Consiglio e quindi l’avrebbe dovuta inaugurare Berlusconi. Poi però il caso esploso di recente della sua telefonata alla Questura di Milano in aiuto di una minorenne di sua conoscenza fermata con l’accusa di furto l’ha indotto a inviare al suo posto il sottosegretario Giovanardi, che ha tra le sue deleghe quella delle politiche familiari; e che inoltre è uno dei non molti membri del governo con una situazione familiare regolare. Fini per parte sua rientra in pieno a tale riguardo nella maggioranza dal momento che, dopo aver lasciato la donna divorziata con la quale era unito in matrimonio, adesso convive con una giovane donna già nota alle cronache rosa (la quale peraltro gli ha dato due figli con rapidità ammirevole).

Oggi insomma ne sapremo un po’ di più, ma quanto già sappiamo basta a farci capire dove punta Fini: al formarsi di una nuova coalizione di governo con un PdL che faccia perno non più su Berlusconi ma su di lui, allargata all’Unione di Centro, UDC, di Casini e nella quale il ruolo della Lega Nord sia ridimensionato. Fini è un ottimo oratore, capace con i gesti e i toni di voce di rassicurare anche quella parte dei suoi ascoltatori che avrebbero buoni motivi per preoccuparsi di quanto afferma. Per rendersene conto basta ascoltare con la dovuta attenzione il passaggio sul federalismo fiscale del suo discorso di ieri a Bastia Umbra (ripreso per intero da Sky nella rubrica “Active”) dove con il tono di voce rassicurava il Nord che lo vuole mentre con le parole garantiva al Sud che nei prossimi anni a venire non lo vedrà nessuno. La sostanza politica della sua iniziativa è quella che già altre volte ricordavamo in questa rubrica: dare rappresentanza politica organica a tutte le forze che in Italia si illudono ancora che il paese possa stare al passo con le sfide della globalizzazione  senza smontare la macchina fatta di sussidi e di privilegi di massa, e pure senza riformare una  pubblica amministrazione costosa e inefficiente che sono  all’origine di quel 50 per cento circa di prelievo fiscale sulla ricchezza prodotta che asfissia l’economia italiana (le statistiche ufficiali danno una cifra un po’ inferiore, ma chi vive in Italia verifica sulla propria pelle che sono errate per difetto). E’ vero che sin qui Berlusconi non è riuscito a far crollare questo muro, come invece aveva promesso, ma è verissimo che Fini non ci pensa nemmeno. Anzi, pensa e vuole il contrario. In quanto all’opposizione di sinistra non costituisce  un’alternativa non avendone né le idee né gli uomini. L’abbiamo già detto altre volte e ci spiace di doverci ripetere, ma se in Italia le cose non cambiano che cosa altro possiamo fare? Non possiamo annunciare delle novità che purtroppo non ci sono. Possiamo però indicare, al di là delle nebbie della cronaca, il nocciolo della questione che non è affatto personale ma anzi tipicamente politico.

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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