Crisi italiana: dietro gli appelli e gli scandali un disegno politico pericoloso e oscuro

Giornale del Popolo, Lugano, 29 luglio 2011

La crisi del sistema politico italiano ha compiuto negli ultimi giorni un ulteriore preoccupante passo in avanti. Ciò che immediatamente richiama in proposito l’attenzione degli osservatori è la scoperta di gravi casi di corruzione nelle file del Partito Democratico, e quindi la conseguente fine della pretesa superiorità morale.. per natura dei partiti e dei circoli intellettuali di sinistra. Se tuttavia ciò costituisce una svolta di importanza storica, nell’immediato conta forse ancora di più il progetto politico pericoloso e oscuro che s’intravede dietro la campagna di generale delegittimazione della classe politica in quanto tale di cui il “caso Penati” è stato un clamoroso colpo di gong.

“Non rivendichiamo una diversità genetica, noi vogliamo dimostrare una diversità politica. La magistratura faccia serenamente e fino in fondo il suo mestiere”: con queste parole, scritte in una sua lettera inviata lo scorso 26 luglio al Corriere della Sera, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ha definitivamente tolto di mezzo una pretesa che da sempre aveva caratterizzato prima il Partito comunista e poi tutte le varie forze che ne hanno raccolto l’eredità: la pretesa cioè che l’area di centro-sinistra fosse per natura onesta e pura, e quella di centro-destra fosse invece, altrettanto per natura, disonesta e impura. L’esplodere del “caso Penati” — innescato dalle documentate accuse di corruzione rivolte da imprenditori di Sesto San Giovanni (Milano) appunto contro Filippo Penati, vicepresidente del Consiglio (parlamento) regionale della Lombardia e fino a tempi recentissimi stretto collaboratore dello stesso Bersani – aveva reso ormai del tutto insostenibile tale pretesa di antica e tipica matrice giacobina. Dal momento che il peccato originale è cosa vera, da ciò deriva fra tante altre cose che in effetti nessuna area politica è immune dal rischio della corruzione. Ciò detto, la gente di buona volontà di ogni area ha il diritto-dovere di combatterla per quanto la concerne, ma questo è un altro discorso.

La lettera di Bersani sopra ricordata  segna appunto una svolta che – almeno relativamente alla vita politica italiana – non è esagerato definire storica.  Meglio tardi che mai; e speriamo che la stampa e l’intellighenzija di sinistra, di cui il quotidiano romano la Repubblica è la nave ammiraglia, comincino presto a tenerne conto. Così saremo finalmente liberati dal fiume di presuntuoso fariseismo che questa vera “razza padrona” dell’ordine costituito italiano versa ogni giorno a piene mani sulla vasta platea dei suoi lettori e ascoltatori.

Il contesto nel quale il “caso Penati” è esploso, o meglio è stato fatto esplodere, merita però un’ulteriore specifica attenzione.  Non è in questione il caso in sé, notizie riguardo al quale serpeggiavano da tempo nell’ambiente dei proverbiali “addetti ai lavori”, quanto piuttosto il momento in cui è stato fatto scoppiare. Prima il Corriere della Sera dà il via a una campagna contro la “casta” (ossia il ceto politico), spesso con buone ragioni ma nella sostanza in modo così indiscriminato da essere sospetto. Poi scoppia il caso Penati, quindi in rapida sequenza la faccenda dell’alloggio in cui Tremonti abita quando è a Roma e i “dossieraggi” all’interno della Lega Nord: insomma un attacco simultaneo in ogni direzione messo in moto aprendo quasi all’unisono dossier che ovviamente dovevano essere pronti da tempo. Ieri infine compare un “manifesto” politico sottoscritto dalle grandi banche, dalla Confindustria (più o meno l’equivalente italiano del Vorort svizzero) e dai maggiori sindacati storici, col quale si chiede una “discontinuità capace di realizzare un progetto di crescita”. E poche ore dopo, intervenendo a Roma a un convegno promosso da Marco Pannella, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dice che occorre fare qualcosa per affrontare i problemi del Paese cui  una politica “irrimediabilmente divisa” non riesce più a far fronte. Fermo restando che i problemi ci sono, non c’è di certo da rallegrarsi dell’eventualità di un “governo del Presidente” fatto da cosiddetti tecnici graditi ai firmatari del “manifesto”, espressione di circoli finanziari, economici e sindacali che, in quanto a privilegi personali, a impunità e rispettivamente a resistenza alle riforme strutturali di cui l’Italia ha urgente bisogno, non sono da meno del peggio della “casta”; che sono cioè parte del problema, e non certo della possibile soluzione della crisi italiana. Qui non importa la sempre presunta buona fede soggettiva di ogni parte in causa. Importa molto di più la logica dell’insieme del processo, la direzione verso cui obiettivamente si sta camminando.

Varrà perciò la pena di seguire molto attentamente la cronaca politica italiana delle prossime settimane per capire se la politica riuscirà a ritrovare credito presso il popolo oppure se l’Italia imboccherà la strada magari all’inizio attraente ma in seguito sempre pericolosa del governo forte, del governo dei “tecnici”; insomma in ogni caso di un governo tecnocratico espressione di grandi interessi corporativi, e perciò stesso radicalmente ostile a qualsiasi autentica riforma, la cui legittimazione popolare sarebbe inevitabilmente vaga e indiretta.

Annunci

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Taccuino Italiano e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Crisi italiana: dietro gli appelli e gli scandali un disegno politico pericoloso e oscuro

  1. Michele Corti ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo sulla considerazione di un non casuale “aprire il fuoco” che sottende un piano dei “circoli”. Però il governo deve reagire accelerando sulle riforme. Se sta fermo l’iniziativa dei poteri forti per un governo tecnico prederà piede

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...