Un governo di ottimati. L’ideale? No di certo, ma ahimè il meglio possibile nella situazione in cui l’Italia adesso si trova

Taccuino Italiano, Giornale del Popolo, Lugano,  28 novembre 2011

Per diretta indicazione del presidente della Repubblica oggi è al potere in Italia un governo di ottimati, diremo usando questa antica parola di diretta origine latina che significa persona notabile, ricca, potente, influente nei più diversi significati di tali sinonimi (che attengono a ogni forma di ricchezza, e non solo a quella economica). E’ l’ideale? No di certo, ma che cosa si può fare quando la democrazia si appanna, come in Italia è accaduto in questi ultimi anni? Una tempo, e senza dubbio era peggio, entravano in scena i capi militari, i generali, o nel caso italiano uno come Mussolini. Adesso, di fronte all’ormai inaccettabile incapacità delle forze democratiche italiane di controllare la spesa pubblica, sono entrati in scena dei notabili dell’economia e della scienza economica. Se questo è il quadro, finisce per diventare un inutile pettegolezzo la pruriginosa caccia – cui diversi si stanno dedicando in Italia —  alle appartenenze di tipo elitario che caratterizzano la biografia di Mario Monti e di diversi suoi ministri (*). Monti è o è stato un consulente della banca Goldman Sachs, è membro del Club Bildenberg, è membro della Trilateral Commission. Al di là del fatto che in questi club per pochi si ritrovano, per citare solo il caso dei loro membri italiani, anche  nomi di personalità politiche di opposto orientamento come Giulio Tremonti ed Enrico Letta, tanto per fare due esempi, o di grandi industriali privati come Pesenti e di manager di Stato come Scaroni, oppure ancora di noti intellettuali a suo tempo prestati alla politica come Piero Bassetti, che cosa c’è di sorprendente nel fatto che pure il presidente dell’Università Bocconi sia della partita? Casomai ci si dovrebbe sorprendere, se non fosse per i motivi già  detti, che il presidente dell’Università Bocconi sia divenuto capo del governo. Si aggiunga poi che se sulla natura elitaria di questi club non ci sono dubbi, va anche poi detto che la loro fama di oscura onnipotenza è ampiamente immeritata. Al di à delle loro eventuali intenzioni, oggi più che mai la complessità del mondo è tale de rendere non solo nefasto ma prima ancora velleitario  quasi progetto di occulto governo mondiale.

Tornando al caso dell’Italia, nella nuova stagione politica apertasi con l’entrata in carica del governo Monti è divenuto  soprattutto importante che il Parlamento, in quanto comunque rappresentanza democratica del popolo, torni ad assumersi fino in fondo il proprio originario ruolo di organo di controllo del governo. Un ruolo che in Italia  non riusciva più a svolgere proprio a causa del fatto che a norma della vigente Costituzione italiana il governo di Roma è espressione immediata della maggioranza parlamentare alle Camere; tanto che si scioglie al concludersi della legislatura per lasciare comunque il passo a un nuovo governo che dovrà presentarsi al nuovo Parlamento per esserne approvato. Adesso, benché la Costituzione sia rimasta quella di prima, de facto anche se non de jure per la prima volta nella sua storia il Parlamento della Repubblica Italiana si trova di fronte a un governo che non è sua diretta espressione, che è “altro” da sé. E nell’attuale Parlamento non mancano personalità che per storia e per carattere sarebbero in grado di fare realmente e con autorevolezza i parlamentari nel vero senso della parola.

Si deve sperare che il governo Monti si impegni davvero in quel risanamento generale della spesa dello Stato italiano che non sono riuscite a fare né le coalizioni di centro-sinistra né quelle di centro-destra, anche se purtroppo di questa volontà per il momento non sta dando grandi segni. Se però ciò fosse, e se il Parlamento dovesse per l’occasione riscoprire il proprio originario compito di grande controllore del governo, vuoi vedere che dovremo magari ridurci ad ammettere ancora una volta che non tutto il male viene per nuocere? Fermo restando beninteso che un bel gioco dura poco.

(*) Mancava all’appello solo l’Aspen Institute, di cui peraltro Giulio Tremonti è uno dei membri più notabili, ma in seguito si è posto rimedio alla lacuna con la nomina a sottosegretario agli Esteri di Marta Dassù,  esperta di affari internazionali vicina a Massimo D’Alema e  direttrice della rivista Aspenia.

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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