Invece di ciondolare attorno a Monti come pugili “suonati” perchè i partiti non lavorano a proposte politiche forti e ben definite per il 2013?

Taccuino Italiano,  Giornale del Popolo, Lugano, 15 marzo 2012
Sia per motivi di prossimità, e sia perché si tratta del solo partito importante rimasto fuori dalla maggioranza parlamentare che in Italia sostiene il governo Monti, la crisi interna della Lega Nord non può che suscitare nella Svizzera italiana particolare attenzione; ciò tanto più tenuto conto dell’ottima salute di cui gode invece  in Ticino

il partito se non fratello quanto meno non lontano parente.  Tuttavia in questo senso la Lega Nord non fa eccezione: anche tutti gli altri  partiti italiani di rilievo nazionale si trovano in una situazione analoga.

Il caso della Lega è comunque il più clamoroso.  Il motivo immediato della crisi è evidente: a causa delle sue condizioni di salute Umberto Bossi non è più in grado di tenerne a bada le tensioni interne. In forza del suo carisma di fondatore del partito riusciva comunque a pilotare la barca leghista finché le acque erano poco agitate, ma non adesso che sono in tempesta. In altri tempi non sarebbe stato nemmeno immaginabile un episodio come quello di un congresso da rifare per irregolarità nientemeno che a Varese, la provincia-madre del partito.  Il problema è innanzitutto fisico: purtroppo per lui Bossi è oggi un uomo che può muoversi soltanto se accompagnato e assistito. E’ perciò inevitabile che coloro i quali stabilmente lo accompagnano e lo assistono finiscano per assumere anche degli anomali ruoli di rilievo politico. Sono il famoso “cerchio magico” contro cui si scagliano tutti i possibili successori del fondatore. Questa è la causa immediata della crisi, ma ce n’è anche una più antica e profonda: forte del carisma del suo fondatore, la Lega Nord aveva creduto di poter rinunciare definitivamente a darsi un progetto e una cultura politica forti e ben articolati; e questo per volontà dello stesso Bossi. Anche per tale motivo, a vent’anni dalla sua entrata in scena, non riesce ancora ad avere nell’establishment consensi e  quindi collaborazioni professionali proporzionate al proprio peso elettorale; il che influisce negativamente sulla sua capacità di governo. Questo andava bene finché Bossi bastava  a tutto. Grazie al suo carisma di fondatore Bossi può permettersi anche le uscite più stravaganti e contraddittorie dal momento che i suoi elettori lo seguono non per ciò che dice ma per ciò che ha fatto, ossia per aver fondato un partito che dal nulla è divenuto una forza politica di peso nazionale. Nessun suo successore, si trattasse anche solo di un segretario politico sotto la sua ègida di presidente, potrebbe mai fare impunemente altrettanto. Sarebbe tuttavia frettoloso concludere sia che un’ eventuale futura sconfitta della Lega Nord nelle votazioni comunali prossime venture basti a farla sciogliere come neve al sole, e sia che il suo elettorato in tal caso emigrerebbe altrove. La Lega Nord ha fatto entrare sulla scena politica italiana un blocco sociale effettivo che sin qui non era rappresentato. Se essa dovesse svanire, al suo posto ne nascerebbe ben presto un’altra simile.

Sin qui la Lega Nord, ma che dire del PD di Pierluigi Bersani, dove a ogni primaria i candidati del segretario vengono sconfitti da chiunque gli amici di Nicki Vendola gli presentino contro? A  Palermo è stata battuta persino Rita Borsellino, sorella del famoso giudice ucciso dalla mafia, e malgrado che all’appoggio di Bersani si fosse aggiunto dall’esterno anche quello dell’Idv di Antonio Di Pietro. E che dire del PdL che vede Angelino Alfano sempre più nel ruolo della vittima sacrificale?

Ciò che più colpisce in questa situazione è che i maggiori partiti nazionali italiani ciondolano attorno a Monti come dei pugili “suonati” invece di approfittare dell’…anno sabbatico loro imposto dal presidente Napolitano per tenersene ben distanti  e preparare delle proposte  politiche forti e convincenti per le votazioni in calendario per il 2013.

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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