Lega Nord: quale possibile futuro

Taccuino Italiano, Il Giornale del Popolo, Lugano, 4 giugno 2012
Secondo gli ultimi sondaggi  dopo i recenti scandali, i consensi della Lega Nord sono passati in Italia dal 10 al 4 per cento. Con due presidenti di Regione (Piemonte e Veneto), 11 presidenti di Provincia e circa 300 sindaci il partito ieri di Umberto Bossi e oggi sempre più di Roberto Maroni  continua però a essere

una forza determinante sulla scena politica del Nord Italia. Resta poi da vedere che cosa ancora pesa la politica, almeno quella intesa nel senso tradizionale della parola, sulla sostanza del potere nella vicina Repubblica dove la crisi di fiducia dei cittadini nei meccanismi della democrazia è giunta a livelli tali da giustificare le più grandi preoccupazioni. Sviluppi analoghi, pur con tutte le differenze del caso, a quelli che negli anni ’20 del secolo scorso portarono alla dittatura fascista non si prospettano, ma per mancanza più di offerta che di domanda.

E’ questo il contesto in cui tra l’altro Maroni sta tentando di far rinascere il partito dalle sue stesse ceneri un po’ celebrando e un po’ divorando Umberto Bossi. In tale prospettiva sono cruciali in questi ultimi giorni le elezioni di due uomini di sua fiducia alla carica di “segretario nazionale” delle due strutture-chiave della Lega Nord, ossia la Lega Lombarda e la Liga Veneta. Dallo scorso sabato 2 giugno il nuovo segretario della Lega Lombarda è il milanese Matteo Salvini, 49 anni, studi abbandonati dopo la maturità classica, al Parlamento Europeo dal 2004 al 2006 dove era entrato grazie a 14 mila voti di preferenza; eletto consigliere comunale a Milano nel 2006 con 3 mila preferenze, e poi deputato alla Camera nel 2008.

Salvini torna poi al Parlamento Europeo con le elezioni del giugno 2009, e si dimette da membro del Parlamento italiano (dimissione non dovuta essendo le due cariche non incompatibili tra loro). Il seguito che Salvini ha tra gli elettori leghisti è indiscusso, ma il personaggio ha sin qui fatto notizia soprattutto per episodi come questi: nel 2009 ha proposto di riservare alcuni vagoni di ogni convoglio della  metropolitana di Milano alle donne e ai milanesi: “Prima c’erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinte. Adesso si può pensare”, ha detto, “a posti o vagoni riservati ai milanesi”o alla «possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l’invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari”. Sempre nel 2009 al grande raduno leghista di Pontida è stato ripreso in un video  mentre intonava un coro offensivo contro i napoletani.

Il nuovo “segretario nazionale” della Liga Veneta, Flavio Tosi, sindaco di Verona, 43 anni, tecnico informatico, non ha nel suo curriculum episodi simili,  gode nella sua città di consensi che vanno oltre l’elettorato leghista fino a comprendere anche quello delle comunità straniere più integrate nella vita cittadina; e sue recenti apparizioni in Tv gli hanno guadagnato una certa notorietà in tutto il Paese. Non di meno ha il… difetto di essere veneto in un partito dove tutte le maggiori cariche sono state sin qui appannaggio esclusivo di lombardi, e in particolare di varesini, lecchesi e bergamaschi. Né va dimenticato che la Lega nacque in Veneto prima che in Lombardia, e che fu poi Bossi a spostare in Lombardia il suo baricentro  dopo aver rudemente emarginato la Liga Veneta.  Nel suo lavoro di ricostruzione della Lega Nord dalle macerie Roberto Maroni sta giocando la carta della “Lega dei sindaci” contro quella della “Lega di Roma”, ovvero i dirigenti centrali, spesso passati attraverso cariche nel governo di Roma, nei cui circoli sono scoppiati gli scandali che hanno recentemente squassato il partito. Una scelta forse inevitabile ma paradossale visto che egli stesso è stato per anni a Roma ministro dell’Interno, ossia capo del dicastero che è il massimo pilastro del centralismo in Italia,  l’organismo che dispone della Polizia di Stato (insieme ai Carabinieri una delle due maggiori fra le cinque polizie statali italiane) da cui dipendono prefetti e questori.  Farà in tempo Maroni a rendere la Lega Nord di nuovo presentabile per le votazioni  per il rinnovo del Parlamento Italiano in programma l’anno prossimo? Riusciranno Maroni e i suoi non soltanto a ridare un volto pulito alla Lega ma anche a dotarla (si può ben dire ex novo) di quel progetto politico non ondeggiante, credibile e completo che sin qui le è sempre mancato? Questo è il problema.

Annunci

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Taccuino Italiano e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Lega Nord: quale possibile futuro

  1. michele corti ha detto:

    Pare difficile. L’elettorato si sente tradito e si orienta verso l’offerta che si presenta come un pugno allo stomaco al sistema dei partiti romani (Grillo). Un sistema in cui la Lega, grazie al rapido adeguamento a sistemi di gestione del sottogoverno, al professionismo politico di gente che in vita sua non ha mai lavorato e nemmeno terminati gli studi, ormai fa parte stabilmente. Ma diventa scomodo essere identificati con il sistema dei partiti per chi proclamava quale propria ragione sociale la “liberazione dal centralismo romano”. http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/beppe-grillo-lega-nord-est-sondaggio-1276482/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...