La campagna dei “verdi” per il ritorno tra noi degli orsi e dei lupi: una follia non casuale

 Chi fa il tifo per orsi e lupi contro l’uomo, La Nuova Bussola  Quotidiana, 17 agosto 2014

L’altroieri nei boschi di Pinzolo (Trentino) un cercatore di funghi è stato aggredito da un’orsa nella quale si era imbattuto. L’uomo, una persona molto alta e robusta tanto da essere noto nel suo paese col soprannome di “Carnera”, si è difeso con successo a calci e pugni sfuggendo all’aggressione anche se al prezzo di ferite agli arti poi medicategli con circa quaranta punti di sutura. C’è però da domandarsi come le cose sarebbero andate a finire

se al suo posto ci fosse stato qualcuno meno capace di reagire e meno alto e robusto di lui.

Oltre a gettare luce sui rischi per chi vive o comunque frequenta la montagna, che l’improvvida reintroduzione artificiale di grandi carnivori sulle Alpi implica, l’episodio porta alla ribalta una questione antropologica di prima grandezza, perciò importante per tutti e non solo le popolazioni direttamente interessate: una questione che merita perciò di venire conosciuta anche ben al di là della ristretta cerchia dei  proverbiali “addetti ai lavori”. Si tratta del sorprendente impegno dell’Unione Europea, finanziato con diversi milioni di euro all’anno, per il ritorno sulle Alpi,e altrove in Europa, del lupo, dell’orso e di altri grandi carnivori. Difesi indiscriminatamente da convenzioni internazionali siglate quando rischiavano di estinguersi, questi animali selvatici tuttora continuano per legge a non essere cacciabili. La conseguenza è che oggi a rischio di estinzione non sono più i grandi carnivori bensì i pastori, gli allevatori di montagna, e in genere le popolazioni alpestri.

Alla radice della pretesa di far tornare artificialmente i grandi carnivori ovunque sulle montagne e nelle campagne (e non più soltanto in ristrette aree naturali specificamente controllate), esigendo poi che gli uomini che vi abitano “convivano” con essi, sta la filosofia sostanzialmente anti-umanistica dell’ambientalismo “verde”. Frutto della metamorfosi di gruppi dell’ultrasinistra soprattutto tedesca e francese degli anni ’70 del secolo scorso, sopravvissuti dando a Darwin il posto che Marx e Lenin non erano più in grado di tenere, i “verdi” vedono nell’uomo un intruso e un fattore di squilibrio della natura. Ai loro occhi l’uomo, in forza di qualcosa che sarebbe meglio non ci fosse (ossia la sua mente e la sua anima), è infatti un…mostro che sfugge alla selezione naturale. Se non esistesse la natura starebbe molto meglio, ma visto che ci si deve rassegnare alla sua presenza almeno che sia la  minima possibile, che la sua “impronta” sia lieve e furtiva, che cammini in punta di piedi senza calpestare le aiole.

Come mai l’Unione Europea e buona parte dell’establishment politico e mediatico, sia in Italia che altrove, affronti i problemi ambientali in modo del tutto succube all’ideologia “verde” è questione interessante, ma sulla quale ci soffermeremo in qualche altra occasione.  Ci interessa qui soprattutto sottolineare la crescente gravità del problema, che già avevamo avuto modo di denunciare lo scorso anno (Cfr.”Tornano i lupi e cacciano l’uomo”, La Nuova Bussola Quotidiana, editoriale, 15 novembre 2013). Oggi,come si diceva, si è arrivati anche ad aggressioni all’uomo. Già da qualche anno però sulle Alpi gli attacchi a greggi, mandrie di bovini e di equini al pascolo da parte di orsi e di lupi si stanno moltiplicando. E i fatti stanno ovviamente confermando che nessuna barriera può indurre i carnivori a dedicarsi all’ardua caccia al capriolo e al cerbiatto invece che alla facile predazione di erbivori domestici del tutto incapaci di difendersi da soli. Ai primi del corrente mese, un orso proveniente dal Trentino ha sbranato nei Grigioni due asini al pascolo superando la tripla recinzione elettrica che avrebbe dovuto proteggerli. In Francia, dove tra animali sbranati e animali in fuga precipitati da dirupi e in  fiumi, le perdite ammontano già a qualche migliaio di capi all’anno, ormai i prefetti sono stati autorizzati da Parigi a consentire ai pastori la caccia al lupo per legittima difesa. In Italia invece chi spara al lupo per gli stessi motivi è comunque un criminale. Nella Maremma toscana, dove nell’anno trascorso tra il marzo 2013 e il marzo 2014 risulta ne siano stati abbattuti 11, gli animalisti della Lega Antivivisezione di Grosseto hanno offerto un premio di 5 mila euro a chi darà informazioni utili per “individuare il responsabile” e “fermare una strage vergognosa e di stampo mafioso”. Per il suo assoluto orientamento animalista la nota di cronaca, che il Corriere della Sera ha pubblicato in proposito nella sua edizione dello scorso 29 luglio, è a suo modo un testo esemplare in quanto a unilateralità e a disinformazione. Il suo autore parla perentoriamente di lupi “massacrati” limitandosi invece con pudore a riferire come un’opinione l’idea che essi siano responsabili delle “stragi di pecore e altri animali di allevamento”(chi altro mai potrà averne fatto strage? Chi lo sa alzi la mano…). Al cronista del Corriere non  viene poi neanche il sospetto che, se venisse autorizzata come avviene in Francia, la caccia al lupo per legittima difesa diventerebbe perciò più regolare.

 

Frattanto la crescita del movimento di opposizione al ritorno dei grandi carnivori sta assumendo dimensioni internazionali. Significativo il caso delle associazioni italiane, francesi e svizzere di pastori, allevatori e di esperti di economia e società delle terre alte che, riunitesi a convegno a Poschiavo (Grigioni, Svizzera) nello scorso aprile, hanno elaborato e sottoscritto una “Dichiarazione di Poschiavo per una montagna e una campagna europee libere dai grandi predatori”. Il testo del documento, disponibile  nelle tre maggiori lingue delle Alpi, italiano, tedesco e francese, e anche in inglese, si può facilmente raggiungere sui siti del Forum Terre Alte, www.forumterrealte.wordpress.com, e dell’Associazione per  un Territorio senza Grandi Predatori, https://www.atsenzagp.org.

Nella Dichiarazione di Poschiavo vengono bene spiegati tutti i motivi per cui la “convivenza” tra gente di montagna, allevatori, pastori e grandi carnivori è impossibile. Dovrebbe essere ovvio, visto che l’impossibilità di tale convivenza risulta attestata sin dall’epoca di Esopo e delle sue favole, per non dire dell’Antico e del Nuovo Testamento. Siamo però in un’epoca in cui si deve riscoprire tutto, anche l’acqua calda; e col rischio di venire trattati per questo come malfattori.

Al di là di tutto ciò è sempre più importante che anche nelle aree urbane e nelle campagne e montagne peri-urbane, dove vive la massima parte della popolazione italiana ed europea, ci si renda conto che il ritorno generale e incontrollato dei grandi carnivori nelle aree meno abitate non è solo un problema di rilievo settoriale ma anche un aspetto, da contrastare con fermezza,  della grave crisi di civiltà che stiamo attraversando.

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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2 risposte a La campagna dei “verdi” per il ritorno tra noi degli orsi e dei lupi: una follia non casuale

  1. Studio Avv. Dott. Plinio Pianta ha detto:

    Tante grazie Robi per questo articolo, molto bello e appropriato. Senz’altro saprai che questo è il secondo attacco dopo l’€™inizio del progetto “Life Ursus” (del 1999) in Trentino! €Il progetto, finanziato con fondi dell’Unione Europea, con cui orsi catturati altrove sono stati artificialmente reintrodotti in quel territorio. Il primo attacco, come ci hanno comunicato gli amici di Trento, era stato quello di fine maggio al pensionato maestro di sci, Sisino Zanella , di 62 anni, in un bosco nei pressi (solo 200 metri di dislivello al di sopra) di Dimaro in Val di Sole!… anche lui si è salvato per poco. Grazie a un grosso bastone che portava con sé è riuscito, dopo aver subito diverse ferite e escoriazioni, a metterlo in fuga.

    Da noi nei Grigioni in Val Poschiavo la tragicommedia dell’orso continua come da copione! Quando l’orso M13 giunse nella nostra valle, la nostra associazione AmAMont intervenne denunciando la situazione al Governo dei Grigioni, ma l’orso poté continuare le sue escursioni sempre più vicine all’uomo fino a quando fu €™abbattuto il 19.2.2013! Avevamo scritto a Berna e a Coira dicendo di non farci ripetere il medesimo teatro. Invece due/tre giorni fa ci è giunto dal Trentino l’orso M25 che sul monte Sassalbo a circa 2000m ha sbranato due o tre pecore. I guadiacaccia lo hanno allontanato ordinando poi ai due proprietari di far scendere le pecore al loro ovile situato a Cologna circa 1100msm sopra Poschiavo a monte dell’ospedale San Sisto. Portate le bestie nel recinto, i due erano appena andati a casa per rifocillarsi un po’allorquando due signore, a passeggio con i loro due cani, notano che l’€™orso, il quale aveva seguito di nascosto il gregge, era saltato dentro il recinto.Per fortuna sentendo le loro grida l’animale è fuggito.

    Cordiali saluti

    Plinio Pianta
    Brusio (Grigioni, Svizzera)

  2. Studio Avv. Dott. Plinio Pianta ha detto:

    Non sapendo se avete ricevuto la mail sottostante (qualcuno pare non l’avesse ricevuta) ve la rimando…

    Cordiali saluti

    Plinio Pianta

    Da: Studio Avv. Dott. Plinio Pianta [mailto:plinio.pianta@bluewin.ch] Inviato: domenica, 18. gennaio 2015 23:48 A: ‘Pablo Ermotti’; ‘Patrizio Foletti’; ‘lelaeitalo@ticino.com’; Leidi Fabio (leidi.f@gmail.com); ‘mauro.mini@ti.ch’; ‘Mimi Lepori – CONSONO’ Cc: Robi Ronza (comment+efnowy1364qi8zw_3mii11y@comment.wordpress.com); Pianta Paola (paolafranzoso@yahoo.it); ‘fgabry@libero.it’ Oggetto: I: [Nuovo articolo] Il sonno della ragione genera imbecilli

    Cari amici della Fraternità …oltrechè soci ALI

    In annesso vi giro l’articolo del ns amico Robi Ronza su quanto a margine dell’incontro a Milano di sabato 17.1.15 …

    Certo che l’intolleranza di questi individui che predicano la tolleranza è piu che palese disonestà intellettuale!

    Paola e Gabriele (mia figlia e genero che ci leggono in copia) hanno partecipato a una serata tempi fa a Varese e dal contatto con Adinolfi e gli altri relatori hanno avuto la disponibilità ad intervenire a ev incontri in Ticino.

    Ho letto le bellissime testimonianze sul GdP di Pablo e Fabio in merito al loro pellegrinaggio a Santiago di Compostela… e mi son detto…non si potrebbe noi con altri amici organizzare uno o più incontri anche in Ticino pes Lugano, Bellinzona..

    Testimonianze che proprio in vista della prossima votazione federale sull’iniziativa contro la sessualizzazione specie nelle scuole dell’infanzia e elementari…iniziativa respinta dal Consiglio federale recentemente (senza controprogetto!)..malgrado un gruppo di genitori del Canton Basilea sta combattendo per la sospensione dell’obbligatorietà di tale infame +scolarizzazione con sex box + ecc nientemeno che davanti al Tribunale federale amministrativo….il gruppo della Svizzera interna che ha raccolto l’iniziativa (comunque riuscita) e con la quale sono in contatto ha distribuito una pubblicazione (no 10/dicembre 2014 info&iniziativa-di-protezione.ch, http://www.iniziativa-di-protezione.ch) con le prove lampanti che l’Ufficio federale della “cosiddetta” salute pubblica ha quali “consulenti scientifici” i due pedofili Uwe Sielert e Helmut Kentler dell’istituto di pedagogia sessuale di Dortmund e professore di pedagogia all’uni di Kiel!!!!

    Come si puo’ tacere di fronte a tali oltraggi all’educazione?…..i nostri cari amici Eugenio e Giuss ci aiutino!

    Cosa ne pensate…….purtroppo al sud delle alpi il tutto passa parecchio inosservato…non si potrebbe creare un gruppo di informazione….magari anche con la collaborazione di altri gruppi, movimenti e ns stampa…..??

    Questi propagatori si che si dovrebbero denunciare per crimini contro l’umanità .contro.i cosidetti diritti dell’uomo, cioè diritti dei fanciulli!! ….e Lui ha detto: Guai a quelli che scandalizzano questi piccoli…sarebbe per loro meglio una macina di mulino al collo!!!

    Fatemi sapere…Cordiali saluti

    Plinio

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