Si fa un gran parlare della Grecia, ma la vera posta in gioco è l’Unione Europea

Da Cameron un assist all’Italia. Saprà approfittarne?, La Nuova Bussola Quotidiana, 21 giugno 2015

Grazie al fatto di essere la terra dove è nata la civiltà dell’Occidente, e dove inoltre sono stati raggiunti per la prima volta molti dei primi traguardi fondamentali della civiltà umana in quanto tale, la Grecia ha una grande immagine alla scala non solo europea ma mondiale.  La sua odierna consistenza demografica ed economica tuttavia non è minimamente paragonabile a quella che proporzionalmente ebbe nell’antichità.  La Grecia di oggi è un Paese di poco più di 11 milioni di abitanti con un reddito  pro capite inferiore di un terzo al nostro, e la cui economia è pari al 2 per cento circa di quella della Comunità Europea nel suo insieme.

Dall’esito del vertice in programma domani a Bruxelles sapremo se la sua insolvenza (default) diventerà ufficiale o se invece, come sempre sin qui è  accaduto  in casi analoghi, si giocherà la carta del rinvio. Il rinvio paradossalmente conviene a tutti: sia ai creditori, il maggiore dei quali è la Germania e le sue banche, che così possono rimandare di iscrivere nei loro bilanci le somme prestate alla Grecia non più come crediti ma come perdite; e sia ad Atene che così non è ancora insolvente in modo ufficiale con tutto ciò che ne consegue. I fatti sono comunque quelli  che sono: la Grecia – che in sostanza è un’Italia del Sud priva però di un’Italia del Nord — non è in grado di ripagare i propri debiti.  Può solo, come sin qui si è lasciato che facesse, farsi prestare soldi dal Fondo Monetario Internazionale per pagare i suoi debiti con le banche straniere, poi farsi prestare dalle banche straniere i soldi per ripagare il Fondo Monetario  Internazionale e così via. In  pratica si sta cercando di prendere tempo per consentire ai suoi grandi creditori di prepararsi a reggere il colpo. Essendo tra l’altro il turismo estivo una delle maggiori entrate dell’economia greca, conviene  comunque anche a loro rinviare quantomeno al prossimo autunno un redde rationem che potrebbe tra l’altro spaventare molti turisti stranieri inducendoli a disertare le spiagge greche.

Nel frattempo sulla scena europea è in corso un’operazione che potrebbe nel futuro avere anche più peso dell’eventuale insolvenza di Atene. Fatto senza precedenti, il governo britannico ha dato il  via a un’offensiva diplomatica volta a proporre una riforma dell’Unione Europea con l’obiettivo evidente, anche se non proclamato, di ridimensionare il ruolo della Germania. Svanito l’originario ruolo centrale della Francia,  negli ultimi decenni le istituzioni europee sono sempre più divenute un sistema che ruota attorno alla Germania. Da un tale sviluppo la Gran Bretagna si era in  precedenza soprattutto  difesa  più che altro prendendone le distanze. Adesso invece Cameron, premuto dell’incombente referendum per il “sì” o il “no” alla permanenza di Londra nell’Ue (in programma nel 2017), ha deciso di cambiare radicalmente strategia.  In vista del Consiglio Europeo del 25 giugno prossimo  sta incontrando i capi di governo  di tutti o quasi gli Stati membri dell’Unione Europea, dai più grandi ai più piccoli. La stampa italiana ha parlato quasi  soltanto del suo incontro con Renzi, ma in realtà Cameron sta andando ovunque,  anche in Lussemburgo, anche in Slovenia, a cercare consensi sul suo progetto. E non ha esitato a incontrarsi con grande evidenza anche con il presidente del Parlamento Europeo, il socialista tedesco Martin Schulz,  che è l’unico vero serio antagonista in Germania della cancelliera Merkel.

Diciamo ancora una volta che un Paese come il nostro ha tutto l’interesse a rimettere in discussione uno status quo dell’Unione Europea che è poco favorevole sia ai suoi membri mediterranei che ai suoi membri danubiani.  Ben venga dunque la scrollata di Cameron che è pro domo sua ma di fatto apre degli spazi che sono utili anche noi.  Renzi se ne accorgerà e Gentiloni sarà capace di approfittarne? Questo è il problema.

Advertisements

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in La Nuova Bussola Quotidiana e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...