Migrazioni irregolari di massa: emergenza che si può equamente risolvere, ma solo se si cambia politica

Come  capire e affrontare l’emergenza mondiale dell’immigrazione, La Nuova Bussola Quotidiana, 2 novembre 2015

Secondo dati diffusi ieri dall’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati, Unhcr/Acnur, nello scorso mese di ottobre si sono messe in mare nel Mediterraneo, dirette verso l’Unione Europea, 218.394 persone tra migranti irregolari e aspiranti all’asilo politico: un numero di poco inferiore a quello registrato nell’intero anno 2014, quando se ne erano contate circa 219 mila. A questa impennata nei numeri si è accompagnato anche un rilevante cambiamento delle mete: adesso i passatori hanno “scoperto” la Grecia e soprattutto le sue isole a ridosso delle coste turche. Dei 218.394 arrivati nell’Unione Europea nel mese scorso oltre 210 mila l’hanno infatti raggiunta approdando in terra greca. La notizia conferma la  tempestività di Migrazioni, emergenza del XXI secolo, il secondo libro-dossier della nostra collana “I LIBRI DELLA BUSSOLA / SAPERE PER CAPIRE” (si veda in www.lanuovabq.it. ndr).  L’autrice è Anna Bono, docente di storia e di istituzioni dell’Africa all’università di Torino, specialista già ben nota ai nostri lettori.

Inaugurata il mese scorso da Matrimonio e Famiglia, Chiesa al bivio — scritto da Stefano Fontana in vista del Sinodo, ma non meno interessante adesso che il Sinodo si è concluso — la collana continua con un altro libro-dossier altrettanto ricco di informazioni di base, di dati, di documenti ufficiali e di indicazioni di prospettiva. “I libri della Bussola” sono volumi tascabili di poco più di cento pagine scritti per lettori non specializzati ma attenti al mondo che li circonda. Chiunque voglia farsi delle idee, e non limitarsi a ripetere quello che dicono i giornali e i telegiornali più diffusi (e perciò di regola più condizionati), può leggerli ricavandoci del buono. Non c’è bisogno per questo di essere andati all’università, basta la frequenza attiva all’università… della vita.

Aggiungendosi ai circa 500 mila migranti non autorizzati e aspiranti all’asilo politico che erano già giunti nell’Unione Europea nei precedenti mesi del corrente anno, gli oltre 218 mila del mese di ottobre confermano le dimensioni drammatiche e preoccupanti del fenomeno. Con il sopraggiungere dell’inverno, e quindi della diminuzione della temperatura sia dell’aria che dell’acqua del mare, il flusso dovrebbe ridursi. Tanto più dunque sarebbe il caso che l’Unione Europea e governi degli Stati membri cogliessero l’occasione della tregua imposta dalla stagione per elaborare e attuare finalmente una politica non ridotta a risposte affrettate prese sotto la pressione dell’emergenza. Il libro-dossier di Anna Bono, che vi proponiamo, è uno strumento molto utile per capire i termini della questione, e quindi per valutare le iniziative che la politica prenderà o non prenderà al riguardo nei prossimi mesi.

La questione dei questi flussi migratori irregolari di massa ha due aspetti che devono venire entrambi tenuti in conto: uno è il dovere del soccorso a persone che si trovano in mare aperto in condizioni di grande pericolo; l’altro è il dovere di fare una politica volta a prevenire e anche a impedire che altre persone si sentano costrette a fare altrettanto. Entrambe le cose sono urgenti, entrambe sono necessarie, e in entrambe ci si deve impegnare contemporaneamente. La prima delle due è la più “televisiva” e la più facile da comprendere; la seconda tuttavia è quella fondamentale,  quindi va compresa e tenuta in conto anche se è meno “televisiva”.

Come abbiamo scritto nella prefazione del libro-dossier che vi viene proposto, al di là di ogni anche drammatica causa contingente, alla radice delle attuali migrazioni irregolari di massa dai Paesi più poveri verso i Paesi più sviluppati sta una consolidata ragione strutturale. Si tratta dell’enorme squilibrio in quanto a tenore di vita, e perciò in quanto a qualità dei servizi, tra Paesi che gli attuali sistemi di telecomunicazione e di trasporto hanno peraltro reso prossimi e intercomunicanti. Tanto per fare un esempio, i redditi pro capite della Germania e dell’Italia sono pari a quasi 27 volte e rispettivamente a oltre 20 volte quello della Nigeria, la più grande economia dell’Africa sub-sahariana e una delle meno povere. Senza pregiudizio per l’urgenza di dare risposte umane ed efficaci all’attuale crisi dei migranti — la cui drammaticità è evidente —  resta però il fatto che a lungo termine la soluzione del problema non è comunque quella di tenere costantemente aperta l’Unione Europea a flussi migratori spontanei e quindi per natura loro non governabili. Se ciò fosse, un dovere di accoglienza verrebbe trasformato nel motore di un presunto diritto all’invasione.

Si deve tuttavia prendere realisticamente atto  che, avendo cause strutturali, queste migrazioni “non programmate” sono un fenomeno destinato a durare ancora a lungo. Finché non si sviluppa una politica capace di dare risposte efficaci al problema in tutti i suoi aspetti, l’odissea di questi esodi di massa dal Sud al Nord del mondo non avrà fine malgrado le temporanee commozioni  suscitate da qualche immagine particolarmente tragica, o le temporanee esecrazioni suscitate da delitti particolarmente efferati commessi da criminali giunti tra noi  insieme a gente in cerca solo di lavoro, di pane e di sicurezza. E ciò avrà seri effetti destabilizzanti sia nei Paesi di arrivo che nei Paesi di partenza di questi esodi disperati.

 

 

 

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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