Renzi, la sinistra e i tre ragazzi Boeri

Boeri contro Renzi, scontro nella sinistra chic, La Nuova Bussola Quotidiana,  7 novembre 2015

Lo scontro evidente anche se finora non enfatizzato tra il presidente dell’Inps, Tito Boeri, e il premier Renzi è un episodio tanto significativo quanto del tutto nuovo nella complessa vicenda della crisi politica e morale, prima che economica, che in questi anni il nostro Paese sta attraversando. Boeri aveva presentato in via riservata un suo piano di riforma delle pensioni, in pratica una vera e propria proposta di legge, al centro della quale c’è l’idea di dare ipso facto una rendita  di 500 euro al mese a ogni famiglia in cui vi sia almeno un disoccupato di oltre 55 anni di età attingendo i fondi a ciò necessari da tagli alle pensioni relativamente più alte (ovvero dai 2500 euro netti al mese in su). Renzi ha respinto la proposta. L’altro ieri Boeri l’ha allora messa sul sito dell’Inps rendendola così di pubblico dominio. Da Palazzo Chigi è circolata la notizia secondo cui si sarebbe trattato di una  decisione concordata tra Boeri e Renzi per mettersi al riparo dal rischio che il documento giungesse alla stampa per vie traverse innescando polemiche. Si potrebbe anche decidere di crederci, ma non  è questa comunque la sostanza della questione.

Per l’entità del suo bilancio e per la quantità di fondi statali che riceve a copertura del suo gigantesco deficit l’Inps ha sempre avuto potenzialmente un peso politico rilevantissimo, ben superiore a quello di buona parte degli attuali ministeri. Fino a quando però lo scorso 24 dicembre, alla vigilia di Natale, il governo chiamò Tito Boeri a presiederlo, l’Inps era sempre stato affidato a personalità la cui principale e specifica virtù era quella di essere ciononostante incolori e del tutto “invisibili”. Impresa non obiettivamente non facile tenuto conto dell’entità dell’incarico, ma fino ad allora sempre riuscita. Con la nomina di Boeri  il premier Renzi ha invece scelto (o ha dovuto scegliere) di cambiare pagina. Tito Boeri è un economista di fama, professore all’Università Bocconi, illustre collaboratore de la Repubblica. Un suo fratello è un archistar, almeno alla scala italiana,  notabile di buona famiglia del PD uscito sconfitto da quelle primarie per la scelta del candidato sindaco di Milano che vennero invece vinte da Giuliano Pisapia  con il decisivo sostegno di Sinistra Ecologia e Libertà, Sel. Un altro suo fratello, giornalista, fu a lungo direttore di Focus. I tre ragazzi sono figli di un noto neurologo e di un architetto ella pure di fama,  che aveva a lungo lavorato con il celebre Marco Zanuso. Beninteso, non c’è motivo di credere che tanto successo non sia stato meritato; anche se forse, a parità di meriti, tre loro compagni di università pur altrettanto intelligenti e di sinistra, ma figli di un’operaio della Breda e di una commessa della Standa, non sarebbero arrivati così lontano. D’altra parte analoghe osservazioni si potrebbero fare riguardo a Giuliano Pisapia, figlio del famoso giurista che fu padre non solo dell’attuale sindaco di Milano e dei suoi fratelli ma anche del nuovo codice di procedura penale. Sono storie e sono persone ignorando le quali diventa difficile capire la natura profonda della sinistra italiana, del Pci e delle sue diverse ma anche simili eredità.  E’ con gente e con ambienti come questi che Renzi sta andando a scontrarsi. E sono scontri rispetto ai quali quelli con Berlusconi e con Salvini sono bruscolini

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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3 risposte a Renzi, la sinistra e i tre ragazzi Boeri

  1. Alberto ha detto:

    Fa davvero ridere che un appartenente a CL, organizzazione che ha fatto della cooptazione dei propri membri, a prescindere dalle loro capacità, un metodo sistematico in tutti i gangli del potere e dell’economia in cui il movimento si è ramificato, faccia la morale ai fratelli Boeri perché figli di buona famiglia e, quindi, ipso facto favoriti. Per altro CL pullula di operai della Breda e di commesse della Standa con figliolanza annessa….

    • Robi Ronza ha detto:

      Sui fratelli Boeri non ho fatto la morale ma soltanto dell’ironia. In quanto a Cl i giudizi del mio interlocutore non sono altro che uno specchio fedele della maschera che potenti media ostili hanno messo sul movimento. Vada a vedere di persona come vive e che cosa fa realmente il “popolo di Cl” e scoprirà che dietro quella maschera c’è tutt’altro.

      • Alberto ha detto:

        Cl la conosco fin troppo bene, stia tranquillo… parlo con cognizione di causa e i media col mio giudizio sul movimento non hanno niente a che vedere

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