AlpTransit: il nuovo collegamento ferroviario ad alta velocità tra la Lombardia e il bacino del Reno di cui in Italia non si parla

Taccuino Italiano, Giornale del Popolo, Lugano, 15 febbraio 2016

Una coltre di silenzio tanto sorprendente quanto incomprensibile copre in Italia, e non da oggi, tutto ciò che si sta discutendo, e rispettivamente tutto ciò che sta avvenendo in Svizzera e in particolare in Ticino, con riguardo al passaggio attraverso le Alpi centrali. Mai la questione ha raggiunto le prime pagine dei maggiori giornali e telegiornali. La massima parte del grande pubblico in Italia non ne sa nulla. Non sa che AlpTransit —  la nuova galleria ferroviaria di base lunga 79 chilometri scavata all’altezza del San Gottardo —  verrà aperta al traffico nel prossimo giugno; non sa che lo scavo del tunnel del Ceneri è stato completato; non sa del dibattito in corso attorno alle proposte di ammodernamento del tunnel autostradale del San Gottardo e quindi nemmeno della votazione in programma in Svizzera al riguardo il prossimo 28 febbraio.

Tanto più tenuto conto dell’importanza che tutto ciò riveste anche per il futuro dell’economia italiana, questa schizofrenia non può che lasciare assai sorpresi. A questo punto e in questa sede forse però non vale la pena di discuterne. Meglio prendere atto che così stanno le cose per poi interrogarsi su quel che da parte svizzera si potrebbe fare per porre rimedio alla situazione. In tale prospettiva, considerando l’entità dell’investimento che la Confederazione ha fatto su AlpTransit (e anche considerando la posta in gioco nella votazione del 28 febbraio),  è a nostro avviso davvero strano che nel quadro di tale opera non sia stato messo né  tuttora si pensi di mettere in bilancio pure una campagna di informazione e di sensibilizzazione dei media in Italia investendovi risorse proporzionate all’ entità della posta in gioco.

Ormai un po’ dappertutto in Occidente, ma in particolare in Italia, il governo e la politica ufficiale decidono sempre meno, e non sono più un motore importante del processo di sviluppo dell’opinione pubblica. Tutta quanta limitata come è a contatti e a sollecitazioni a livello governativo, la politica sin qui portata avanti al riguardo da Berna ci sembra a dir poco ingenua Al di là delle sollecitazioni a livello governativo di cui si diceva, soltanto un pubblico di addetti ai lavori è poi stato talvolta raggiunto da iniziative a livello di Camere di Commercio e enti simili. Ciò tuttavia è insufficiente  rispetto alla necessità di far diventare la questione del transito attraverso le Alpi qualcosa di noto alla generalità del pubblico in Italia. Una volta messo in moto, il processo di informazione può anche procedere per forza propria, ma occorre metterlo in moto; e l’esperienza dimostra che in Italia, a Milano non ci sono forze o volontà sufficienti in proposito. I fatti da  soli non bastano, nemmeno un fatto epocale come l’inaugurazione di AlpTransit. A seguito della sua apertura il collegamento con Zurigo, e quindi con Basilea e il bacino del Reno, diventa da quest’anno per Milano e la Lombardia non meno rapido e capiente di quanto sia quello con l’Italia peninsulare, il che non potrà che avere un rilevante impatto  sull’economia dell’Alta Italia e sul suo baricentro. Comprensibilmente l’ordine costituito  italiano, in cui Roma ha un peso molto più che proporzionale a quello che le spetterebbe, non favorisce tale percezione.  Se però si aiuta Milano a rendersene conto,  poi le cose andranno avanti per forza propria.

Senza dubbio non si tratta tuttavia di un’impresa di poco conto. Sottostando alle pressioni della Germania, da Berlusconi a Renzi tutti i governi succedutisi a Roma negli ultimi vent’anni hanno dato la priorità al tunnel di base sotto il Brennero: una galleria non certo inutile ma che tra l‘altro nella migliore delle ipotesi sarà pronta fra dieci anni. Senza pregiudizio per i buoni motivi all’origine della decisione di scavare un tunnel di base sotto il Brennero, la via maestra tra il cuore economico dell’Italia e quello della Germania, e tra Rotterdam e Genova,  non passa per il Brennero bensì per la regione del San Gottardo, quindi per AlpTransit.  Il Brennero è però la via più breve fra Roma e Berlino. Non sempre le capitali fanno davvero gli interessi del Paese del cui governo sono la sede. E il caso della sordina posta da Roma sul San Gottardo a vantaggio del Brennero lo conferma.

Si tratta allora di rimediare. E’ appunto questo ciò che sta accadendo in Lombardia dove c’è chi — nel quadro di un progetto internazionale a finanziamento pubblico-privato chiamato Lu-Mi-Med (Lugano-Milano-Mediterraneo) —  sta lavorando alla realizzazione dell’anello transfrontaliero mancante del nuovo itinerario veloce. Un itinerario il cui capolinea strategico è in ultima analisi appunto il Mediterraneo. Tutto questo però – ribadiamo un’altra volta – non cammina se non c’è un forte appoggio dell’opinione pubblica. E su questo la Svizzera farebbe bene a lavorare.

Annunci

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Taccuino Italiano e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...