Renzi e le unioni civili: le oscure ragioni di un accanimento che di certo non gli conviene

Taccuino Italiano, Giornale del Popolo, Lugano, 11 maggio 2016

Per capire l’entità dello scontro che ieri a Roma si è consumato con l’approvazione definitiva della legge, proposta dall’on. Monica Cirinnà, in tema di unioni civili, occorre in primo luogo tenere conto che in realtà tale legge va ben oltre le unioni civili.  Si tratta in effetti di una tappa, e sin qui della tappa culminante, di un’ampia iniziativa volta alla banalizzazione e in pratica allo sgretolamento dell’istituto del matrimonio in quanto tale. Tanto più tenendo conto del rilievo epocale della questione in gioco, il vastissimo fronte contrario a tale sviluppo, che si estende anche dentro l’elettorato delle forze politiche schierate a sostegno del governo Renzi, è stato irritato dal modo nient’affatto democratico con cui tale operazione è stata sin qui portata avanti da quello che si potrebbe definire l’ordine costituito politico-mediatico. La legge venne approvata in Senato il 25 febbraio scorso senza previo esame in commissione, il che è anti-costituzionale. E su di essa sia allora che ieri alla Camera il governo ha chiesto il voto di fiducia, in forza del quale il Parlamento può soltanto votare sì o no con voto palese, senza dibattito e senza la possibilità di introdurre modifiche al testo che gli è stato sottoposto.

In quanto alla contenuto  della nuova legge, va precisato che non solo in essa l’unione civile omosessuale non è un semplice atto di registrazione bensì un atto pubblico con un rito praticamente identico a quello del matrimonio, ma lascia anche aperta la porta alla possibilità di adozione sia di figli naturali di uno dei due membri della coppia che di figli nati all’estero tramite utero in affitto; ossia a qualcosa cui di certo la larga maggioranza degli italiani è fermamente contraria.  L’esperienza dei Paesi ove già esiste l’unione civile tra omosessuali dimostra poi che ad avvalersene sono pochissime persone. Perciò in effetti il colpo più grave al matrimonio viene piuttosto da un altro contenuto della nuova legge della quale si è invece parlato pochissimo, ossia l’istituzionalizzazione delle unioni more uxorio le quali a certe condizioni possono venire legalizzate in quanto tali, ossia senza passare al matrimonio civile. Con questa nuova legge in Italia ci si trova cioè ad avere non più due ma tre diversi tipi di convivenza coniugale de jure secondo natura: il matrimonio religioso, il matrimonio civile e l’unione more uxorio, peraltro ancora più facile da sciogliere del matrimonio civile. Si tratta di uno sviluppo che sta certamente a cuore di élites molto influenti, ma che altrettanto certamente in Italia non incontra il consenso della maggioranza della popolazione. Non si riesce perciò a capire come mai Renzi vi ci sia impegnato a resta bassa proprio a pochi mesi da un voto referendario, quello del prossimo ottobre sulla sua riforma costituzionale, per uscire vincitore dal quale ha bisogno di un consenso più vasto di quello che gli basta per stare al governo. Si tratta inoltre di un referendum che – a differenza del solito in Italia – non avrà il vincolo del “quorum” ovvero sarà valido qualunque sia la percentuale di coloro che si recheranno a votare.

Con Renzi l’Italia non sta affatto dando segno di uscire dalla crisi, e perciò il governo vede intiepidirsi anche quel consenso dei maggiori giornali e telegiornali che fino  a poche settimane fa continuava a essere a prova di bomba. Tanto poco dunque conviene a Renzi la sua crociata a sostegno della legge Cirinnà che qualcuno si domanda se a ciò il premier non sia stato costretto sotto la pressione di un ricatto politico, forse internazionale.  D’altro canto occorre considerare che, a causa della sua prossimità con la Santa Sede e della sua influenza culturale sia nel Mediterraneo che nell’America Latina, l’Italia è un obiettivo importante per il movimento politico-culturale che spinge a favore della società “liquida” e dei rapporti “liquidi”. Si tratta di una pressione forte e compatta in cui spinte di tipo culturale s’intrecciano con spinte di tipo economico. Beninteso, non è un “complotto”, del quale nella condizione moderna non v’è alcuna necessità. E’ però una pressione la cui direzione e la cui logica sono evidenti. Qualcosa che richiama alle mente le Potenze di cui ad esempio scrive san Paolo nella lettera ai Romani.

 

 

 

 

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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Una risposta a Renzi e le unioni civili: le oscure ragioni di un accanimento che di certo non gli conviene

  1. Riccardo ha detto:

    Straordinariamente interessante !

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