La drammatica realtà dei fatti e il “giorno di grande festa” di Matteo Renzi e di Maria Elena Boschi

L’Italia muore ma il governo balla in piazza,  La Nuova Bussola Quotidiana,14 maggio 2016

Se la realtà delle cose viene confrontata con le prime pagine dei giornali e dei telegiornali, e con le priorità del nostro governo (ma non solo) uno non può che domandarsi: ma di che cosa parlano mai, di che cosa mai si occupano? Le due vere emergenze del nostro Paese sono da un lato la crisi economica e dall’altro la crisi demografica. Della prima si parla ogni tanto quasi di mala voglia, ma solo per dire falsamente che sta passando. Della seconda non si parla mai benché i relativi dati delineino un quadro drammatico con l’incremento naturale a – 1,5 e il tasso di fecondità a 1,4 ovvero a meno di due figli per donna.  Viceversa alla ribalta dei media continua a essere in primo piano una campagna permanente contro la  produzione e contro la stessa presenza dell’uomo nell’ambiente, sempre indicate come fonte di inquinamento e di squilibrio della natura. E in cima all’agenda del governo sta l’impegno a testa bassa per politiche volte allo sgretolamento della famiglia, l’indebolirsi della quale non può che produrre ulteriore denatalità.

La Chiesa italiana dovrebbe poi per parte sua cominciare a fare qualche salutare riflessione — osserviamo qui per inciso, ma la questione è in sé di primaria importanza –  di fronte allo spettacolo che figure eminenti di dichiarata fede  cattolica, come il premier Renzi e il ministro Boschi, ci stanno dando in questi giorni. Stiamo assistendo all’esito clamoroso di un colossale fallimento educativo  se un ex capo scout e una ex-madonnina del presepe vivente del suo paese natio dicono di considerare un “giorno di grande festa” quello in cui è stata approvata la legge Cirinnà; ovvero siedono in Parlamento con la coccarda arcobaleno al bavero per correre poi in piazza Montecitorio a tripudiare per l’avvenuta approvazione. L’itinerario di formazione che i due, insieme a tanti altri come loro, hanno percorso nella Chiesa non può che essere stato un guscio vuoto: altrimenti come avrebbero potuto giungere con tanta tranquillità a una così assoluta distanza tra l’appartenenza che dichiarano e la visione del mondo che li caratterizza? Le realtà ecclesiali di cui tale itinerario si  compone farebbero dunque bene a cominciare a domandarsi che cosa non ha funzionato.

Venendo ad ogni modo a ciò su cui ci vogliamo soffermare qui, ossia le attuali due grandi emergenze ignorate del nostro Paese, osserviamo che in ultima analisi  anche l’incapacità di affrontarle in modo efficace non è innanzitutto un fatto tecnico. Si tratta piuttosto e in primo luogo della conseguenza di una certa visione dell’uomo e del  mondo.  In tema di politica economica si è puntato al sostegno delle imprese a spese del sostegno del potere d’acquisto delle famiglie. La domanda ha perciò continuato a restare stagnante; quindi le imprese hanno sì migliorato i loro conti ma senza che ciò si traducesse in una crescita della produzione e pertanto del lavoro.

D’altro canto non si ricorda nella storia un solo caso di sviluppo in un contesto di crisi demografica. Senza contrastare tale crisi non si può comunque sperare di uscire dalla crisi economica. Stando così le cose, c’è qualcosa di tragicamente suicida  nell’accanimento con cui Renzi e il suo governo si sono spesi a sostegno del disegno di  legge Cirinnà, culmine simbolico per natura sua dell’affettività sterile, senza invece fare mai nulla a favore della famiglia. Una svolta rilevante e significativa al riguardo avrebbe tra l’altro riflessi positivi anche sul piano internazionale considerato che il problema ( cfr. in questo stesso sito Inverno demografico, l’evidenza negata, 1.5.2016) ha ormai dimensioni planetarie. A tale stato di cose, osserviamo infine, la diffusione dell’aborto contribuisce largamente. Secondo due fonti insospettabili come l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, OMS/WHO, e il Guttamacher Institute, entrambi in varia misura anti-natalisti, oggi nel mondo a un quarto delle gravidanze si pone termine con l’aborto, con un massimo nell’America Latina dove la percentuale degli aborti procurati sale al 30 per cento dei concepiti. E si tratta di un fenomeno in crescita: dal 1990-1994 al 2010-2014 si è passati nel mondo da 50 a 56 milioni di bambini abortiti all’anno. In questo quadro i baci, gli abbracci e girotondi dell’altro giorno in piazza Montecitorio sono una ben mesta e irresponsabile mascherata.

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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2 risposte a La drammatica realtà dei fatti e il “giorno di grande festa” di Matteo Renzi e di Maria Elena Boschi

  1. michelecrt ha detto:

    Renzi e La Boschi possono operare a favore dello sgretolamento della famiglia solo perché hanno avuto il via libera da Bergoglio e dalla Cei2 bergogliana di Galantino. Nessuno può credere che un serio avvertimento dall’altrasponda del Tevere non li avrebbe fermati. Non era necessario minacciare la scomunica anche se, specie a fronte delle vergognose manifestazioni di giubilo dei “cattolici” al governo e al rendere palese la loro ferma convinzione circa la giustezza della distruzione della famiglia confusa con unioni contro natura essa sarebbe più che giustificata

  2. Lucrezia ha detto:

    Si raccoglie sempre quello che si è seminato e questo vale per una parte della Chiesa, Il Presidente del Consiglio e il ministro Maria Elena Boschi sono il perfetto prodotto della vita e della pastorale di larga parte delle parrocchie dell’Italia centrale ( Toscana) ove si era terrorizzati di perdere i giovani che frequentavano e schiacciati da un ambiente culturale e sociale, subdolamente ostile, nelle sacrestie e di movimenti in cui, pur nell’ossequio formale al magistero si lasciava spazio a tesi morali e proposte dei teologi dissenzienti, dei moralisti innovatori e dialoganti sempre e solo con la sinistra , Pensare che c’era Giovanni Poalo II; sarebbe bastato riprendere le sue catechesi e offrile ai giovani e meno giovani. Purtroppo è stato un papa molto amato, ma non ascoltato e seguito. A questo si aggiunge;: in senso di inferiorità nei confronti della modernità che stava morendo, il dovere di andare d’accordo con tutti, a costo di tradire la verità.
    Grande è, inoltre, la responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare e d intervenire e non lo ha fatto

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