Marco Pannella: dire chi è stato veramente è il modo più giusto di rispettarne la memoria

Taccuino Italiano, Giornale del Popolo, Lugano, 20 maggio 2016

Con la morte di Marco Pannella, nato a Teramo  nel 1930 e scomparso ieri a Roma all’età di 86 anni, lascia la scena di questo mondo un uomo politico italiano che per tutta la vita ha lottato per i suoi ideali in modo disinteressato, senza né arricchirsi né puntare a grandi cariche. In questo merita di venire additato ad esempio per tutti.  Ciò detto, il che non è poco, e sperando tutto il meglio per lui ora che è entrato nella vita eterna,  il rispetto per la sua memoria non deve però indurci a dimenticare le sue convinzioni e il ruolo che assunse nella vita pubblica e nella cultura italiana durante tutta la sua lunga militanza politica e civile. Pannella è stato sempre sulla scena come antesignano di una cultura e di una visione del mondo anti-religiosa che vede nel persistere della presenza cristiana l’ostacolo principale al pieno dispiegarsi della luce  della civiltà dei Lumi. Uomo di grande fantasia e carisma politico, amava definirsi “radicale, socialista, liberale, anticlericale, antimilitarista, antiproibizionista, nonviolento e gandhiano” ossia ogni cosa e il suo contrario, ma in sostanza tutto questo si riassumeva in un’ incrollabile veemenza giacobina, peraltro nient’affatto nonviolenta, che niente ha mai scalfito. Ciononostante, uomo della buona borghesia e pupillo di uno zio prete, sapeva anche essere di buone maniere con sacerdoti e presuli, né gli mancarono al riguardo incontri al massimo livello, tra cui uno con Giovanni Paolo II. Sarebbe però mancare di rispetto alle sue idee e alle sue scelte di vita se da ciò si volessero derivare attenzioni e stima per la fede che egli mai dimostrò.  Ovviamente la vita di ciascuno è in sostanza un mistero, e non sappiamo che cosa sia passato nel segreto del suo animo finché è vissuto. Restando però alla sua presenza pubblica, a quanto è stato visibile agli occhi di ognuno di noi, gli mancheremmo di rispetto se poco o tanto pretendessimo di fare di lui qualcosa di diverso di quel che ha voluto essere.

Pannella era un liberale-radicale, posizione che comunque anche in Italia ebbe un forte peso pur  se, diversamente che in Svizzera, in termini di consensi elettorali restò sempre assai minoritaria. Né avrebbe potuto essere diversamente dal momento che il Pci, e i suoi eredi dopo la caduta del muro di Berlino, non gli lasciarono molto spazio politico. A tale scarso spazio politico corrispose però una grande capacità di penetrazione culturale. Di pari passo con lo svanire del marx-leninismo il liberal-radicalismo divenne così la nuova cultura dell’area che era stata del Pci e del Psi fino al punto che oggi, paradossalmente vittima del proprio successo, il Partito Radicale, fondato nel 1955 da Pannella e da altri fuorusciti del Partito Liberale Italiano, si è ridotto ai minimi termini tanto da non essere più presente in Parlamento.

Deputato  dal 1976 al 1992, Marco Pannella — potendo sempre contare sul forte appoggio de la Repubblica, de L’Espresso e dei circoli culturali, economici e politici che in essi si riconoscono — ha avuto un ruolo di primo piano nelle campagne politiche che portarono alla legalizzazione in Italia prima del divorzio e poi nell’aborto, nonché alla vittoria dei “no” a due referendum popolari promossi da chi avrebbe voluto l’abrogazione delle leggi con cui erano stati introdotti. Non hanno invece avuto il medesimo successo le sue campagne per la liberalizzazione del consumo delle droghe.  Si è pure impegnato su temi meno controversi, come innanzitutto la lotta contro la fame nel mondo e contro le gravi carenze del sistema giudiziario e carcerario italiani, ma puntando tipicamente ad azioni simboliche di tipo rivendicativo. Amando richiamarsi all’esperienza di grandi figure del movimento non-violento, come in primo luogo il Mahatma Gandhi e Martin Luther King, ha fatto in più occasioni scioperi della fame per protesta, ma senza costruire niente di paragonabile ai movimenti popolari non-violenti guidati da quei due grandi protagonisti della storia del ‘900.  Già a partire dal 1977 aveva pure avviato a livello europeo un’iniziativa politica “trans-nazionale”, che però non ebbe affatto il successo che il suo Partito Radicale aveva avuto in Italia.

 

 

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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4 risposte a Marco Pannella: dire chi è stato veramente è il modo più giusto di rispettarne la memoria

  1. plinius ha detto:

    ma che strano… sto Pannella almeno su una cosa poteva poi essere un po più .. coerente:…. chiedere e far eseguire sul serio, almeno su di sé, l’eutanasia attiva, un po’ a tempo debito…così avrebbe dimostrato a tutti com’è bello, buono e saggio …morire così!… e ci avrebbe risparmiato un mucchio di pagliacciate di finte arsure del morire (sempre solo quasi!….) di sete ecc…..Nel senso della Misericordia, comunque, finalmente, risposi in pace…se può,… con le sue sole forze!

  2. rino fruttini ha detto:

    RIPORTO DI SEGUITO QUANTO SCRITTO A VITTORIO FELTRI , IN MERITO AI SUOI DUE ARTICOLI SU “LIBERO” DI IERI 20 C.M.

    Caro Direttore,
    innanzi tutto i miei ammirati complementi per chi, come te, alla nostra età, si vuol cimentare in nuove , anche se collaudate, responsabilità. E dunque, “ in bocca al lupo”!
    Prima di passare ad alcune osservazioni sui tuoi articoli di oggi, ti sarei grato di verificare se il mio libro “La Saga del Burchia” sia giunto in tuo possesso, quale mio omaggio, come mi risulterebbe dalla ricevuta di recapito postale.
    Marco Pannella è stato indubbiamente un personaggio della storia italiana; soprattutto di quella del movimento radicale. Tuttavia non riesco a capire quali siano stati gli effetti positivi della sua protesta, seriale e immaginifica sul plafond della nostra democrazia. Dalle elezioni del 1948 in avanti, con una Costituzione che si dice “la più bella del mondo”, un eufemismo per definirla garantista nelle prerogative di diritti civili e individuali ed equilibrata nei contrappesi dei tre poteri della democrazia costituzionale, e con la frequenza di un governo annuale eletto almeno una volta all’anno, e corredata da un numero incredibile di referendum abrogativi, non capisco quale possa essere stato il ruolo di Pannella nel garantire progresso , democrazia, libertà al popolo italiano . Pannella semmai ha garantito una buona dose di anarchia e sciovinismo, del quale oggi ne abbiamo piene le tasche , dopo decenni di scioperi, avendo sopportato le prepotenze dei disadattati dei centri sociali, le manifestazioni di piazza, le rivendicazioni di diritti individuali , nella disconoscenza ed arrogante ignoranza dei doveri generali .
    Per i due fiori all’occhiello del pannelliamo/ radicalismo , ovvero divorzio ed aborto, ti pare, caro Direttore, che questa società fatta di figli di divorziati, senza alcun sano riferimento familistico e familiare, in crisi demografica da almeno 5 anni, con decine di migliaia di aborti, in clamorosa contraddizione con le richieste di “uteri in affitto” e con le unioni di fatto omosessuali , sancite da una” legge ad focium o ad lesbicham” , per poco più di 7.000 coppie, debba mostrare riconoscenza ad alcuno, di alcunché?
    O invece debba recriminare verso la governance , degli ultimi 50 anni dei poteri forti dei cosiddetti “diritti civili” , di cui Pannella era comprimario, che hanno provocato una simile deriva del sistema di autogestione civile e sociale della società italiana?

    Ed infine vengo alla riforma della Costituzione. Sottoscrivo le tue motivazioni al SI, sottolineandone alcuni aspetti. Il primo, che intende superare l’ argomentazione principe dello schieramento dei NO, secondo il quale il senatori sarebbero nominati e non eletti. Ebbene , la confusione che viene divulgata dai mass media, fra il nominare e l’eleggere è grande. La nomina viene dall’alto; l’elezione dal basso. I senatori saranno il risultato di una elezione del corpo elettorale di ciascuna regione, che li designa già nella scheda, con un listino apposito per tale incarico; che poi sarà confermato dall’assemblea regionale, dopo che il quoziente dei 95 senatori sarà stato assegnato su base nazionale.
    La governabilità della Nazione sarà garantita da una lista, con indicazione del Premier, composta anche da più partiti, che supererà il 40% dei voti al primo turno. Altrimenti si andrà al ballottaggio. Ancora non capisco quali siano stati i motivi che hanno portato Forza Italia a porsi al di fuori di tale sano ragionamento di democrazia elettorale parlamentare.
    Un caro saluto, tuo aff.mo
    _____________
    RINO FRUTTINI

  3. Giovanni Gulimo ha detto:

    Gent.mo Dottor Ronza, anche questo suo articolo ha avuto il potere di rasserenarmi. La sua visione così serena e “spiritualmente distaccata” degli avvenimenti, lontana da emotività e sensazionalismo e soprattutto da interessi di parte, mi aiuta tantissimo a vivere questo tempo che Dio ci dona. Secondo lei, cosa c’è veramente dietro a tutta una serie di articoli su Pannella comparsi su Famiglia Cristiana, Città Nuova ( che paragona il nostro nientedimeno a Papa Bergoglio e Chiara Lubich!!!)? Cosa sta succedendo tra i cattolici italiani?
    La ringrazio di cuore. Giovanni Gulino

    • Robi Ronza ha detto:

      Purtroppo nel nostro Paese (ma anche altrove) molti cattolici vivono oggi la fede come se fosse soltanto una morale, e non in primo luogo una visione del mondo da cui tra l’altro deriva una morale. Stando così le cose, in un momento in cui la cultura dei media è per lo più influenzata da culture post-illuministe, finiscono per assorbirle passivamente. Le…santificazioni post-mortem di Umberto Eco e di Marco Pannella sono soltanto due conferme di tale stato di cose.

      RR

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