L’urgenza di un’alternativa al Movimento 5 Stelle, erede evidente e preoccupante del fascismo della prima ora

Cattolici popolari e liberali, ecco l’alternativa ai grillini,La Nuova Bussola Quotidiana, 7 luglio 2016

Anche se la pretesa dei 5 Stelle di essere la luce dopo tenebre sta cominciando a mostrare la corda, resta il fatto che tutte le altre forze politiche oggi alla ribalta della scena pubblica del nostro Paese fanno attualmente una peggiore figura. In assenza di proposte migliori c’è perciò motivo di temere che il movimento fondato da Beppe Grillo possa  aumentare i propri consensi fino a diventare la forza di maggioranza relativa. Il problema è che, quale che sia la buona fede di tanti suoi elettori e militanti, si tratta, come già in più occasioni sottolineammo [ Cfr ad esempio in questo stesso sito “Come resistere al neo-autoritarismo dei grillini”, 22 giugno 2016] , di una forza politica neo-autoritaria.  Una realtà che, in modo ovviamente consono  alla nostra epoca, ha dei sorprendenti ma anche preoccupanti punti di contatto con il fascismo repubblicano del primo Mussolini: quello che, dal nome della piazza ove era a Milano la sua sede centrale, passò alla storia come fascismo sansepolcrista. Tra l’altro è simile anche il contesto in cui i due movimenti giungono alla ribalta della vita pubblica: in entrambi i casi in un momento di grave delegittimazione della democrazia e delle forze politiche storiche, un momento caratterizzato da una diffusa domanda di “pulizia” e di efficienza.  Ovviamente né sappiamo né ci auguriamo che il Grillo di oggi abbia poi una parabola analoga a quella del Mussolini sansepolcrista dei primissimi  anni ’20 del secolo scorso, ma sta di fatto che troppo spesso i suoi discorsi e le sue tesi sembrano una fotocopia di discorsi e di tesi di quel primo  Mussolini.

D’altro canto la crisi della democrazia rappresentativa non è soltanto un fatto italiano. Tendenze neo-autoritarie serpeggiano un po’ ovunque in Europa trovando uno spazio privilegiato nell’Unione Europea  la cui unica istituzione democratica, il Parlamento Europeo, fa da foglia di fico a un sistema nel quale la sostanza del potere  sfugge alle regole della democrazia. Tanto più tenendo conto di tale situazione complessiva, non si può dunque che guardare con grande preoccupazione al Movimento 5 Stelle nonché all’attuale assenza dalla scena di forze e di proposte politiche in grado di offrire efficaci e credibili alternative alle sue proposte e alla sua filosofia.  Come fare per costruire una presenza e una proposta politica alternativa ai 5 Stelle? Una presenza pubblica si compone essenzialmente di due elementi: da un lato da una capacità di comunicazione e quindi di persuasione e dall’altro dalla capacità di elaborare e sviluppare un  progetto. Si tratta di due funzioni diverse che in un mondo come il nostro sempre meno si possono esaurientemente ritrovare nelle medesime persone. Uno dei segreti del successo del Movimento 5 Stelle è stata appunto la feconda complementarietà di Grillo e di Casaleggio, che hanno saputo lavorare insieme, ciascuno nel proprio ruolo, senza intralciarsi né tanto meno combattersi. Anche in questo il Movimento 5 Stelle ha saputo essere diverso dai partiti tradizionali dove  troppo spesso, per mancanza di stima e di rispetto reciproco, i costruttori di consenso e i costruttori di idee invece di cooperare si scontrano.

Preliminarmente si tratta ad ogni modo di valutare  quali ambiti della società civile del nostro Paese possono fare in modo adeguato e sufficiente da base sociale all’iniziativa politica di cui si diceva. A nostro avviso  si tratta da una parte degli ambienti cattolici popolari non subalterni alla cultura post-marxista e dall’altro degli ambienti liberali nel senso più originario del termine, a loro volta non subalterni alla cultura post-giacobina. Sono ambiti in cui di certo non la si pensa su tutto allo stesso modo. Tuttavia, attorno al comune riconoscimento del primato della persona, si possono combattere insieme molte battaglie. In quanto al progetto politico esiste già ampio e approfondito materiale su proposte che ruotano attorno a nuove forme di economia produttiva, al rispetto della vita e alla riscoperta della famiglia come risorsa sociale primaria, all’autonomia responsabile della società dallo Stato, a un rapporto positivo con l’ambiente in quanto umana dimora, a  nuove forme di relazione e di cooperazione internazionale basate sulla corresponsabilità al di là del miope scontro tra l’idea astratta dell’accoglienza indiscriminata e l’idea di un’autosegregazione non solo ingiusta ma anche impossibile. Quella che invece ancora manca è un nuovo o rinnovato ceto politico capace di fare proprio tale progetto.  C’è qualcuno disposto a dargli vela lasciandosi alle spalle acque stagnanti  dove ormai si possono soltanto combattere inutili e patetiche battaglie dei topi e delle rane? Battaglie, osserviamo concludendo, che ormai servono soltanto a convincere sempre più elettori all’astensione.

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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