“Amoris Laetizia”: perché non sono smarrito nè confuso

 Amoris Laetitia e i “dubia” dei quattro cardinali, 18 novembre 2016

Dopo l’iniziativa dei cardinali  Brandmüller, Burke, Caffarra e Meisner di scrivere al Papa per esprimere alcuni loro dubia riguardo al capitolo ottavo dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, vorrei contribuire al dibattito spiegando perché, per quanto mi riguarda, non mi sento al riguardo né smarrito, né confuso. Beninteso, con grande e sincero rispetto per il “grave smarrimento” e la “grande confusione in merito a questioni assai importanti per la vita della Chiesa”, che i quattro cardinali scrivono esser stati suscitati in molti fedeli da quanto si legge in tale documento.

Questo non significa che ritenga inopportuna la loro iniziativa. La percezione dei problemi della vita della Chiesa che hanno personalità di tale livello e di tale esperienza è ovviamente ben più ampia e documentata della mia. Senza dunque né avere né voler dare alcun giudizio in merito, e anzi confidando a priori che la lettera dei quattro cardinali sia utile, mi limito a dare una mia personale valutazione, in cui magari anche molti altri potranno riconoscersi.    

Preciso che quanto scrivo qui è il frutto di una riflessione stimolata dalla notizia della pubblicazione della lettera dei quattro cardinali e quindi dei loro dubia, che mi sono andato a leggere attentamente. Grazie a Internet oggi documenti del genere sono accessibili a tutti. Perciò non soltanto i proverbiali “addetti ai lavori” ma chiunque vi sia interessato ha il dovere di andarseli a vedere di persona. Ho anche riguardato l’esortazione post-sinodale — essa pure un documento non solo accessibile via Internet, on line come si usa dire, ma anche su carta al prezzo di pochi euro – e mi sono riletto bene i punti del capitolo ottavo oggetto dei dubia. Dico tutto questo nel dettaglio volendo con ciò suggerire al lettore di fare lo stesso. Sono ben lieto se qualcuno terrà conto di quanto scrivo qui, purché tuttavia lo faccia dopo aver letto quei documenti originali.

Non mi sento né smarrito né confuso leggendo la Amoris Laetitia sostanzialmente per un motivo: perché sono stato educato a pensare alla morale come a una strada verso una meta chiaramente indicata lungo la quale ognuno è chiamato a procedere, più speditamente che può, a partire dalla posizione in cui si trova.  In tale prospettiva  un ladro abituale che comincia a rubare un po’ meno è meglio di un uomo sino ad allora onestissimo che comincia a rubare un po’. Nell’ Amoris Laetitia ritrovo la medesima visione: per esempio al punto 304, uno di quelli citati nei dubia, là dove si dice che è riduttivo “soffermarsi a considerare solo se l’agire di una persona risponda o  meno a una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedeltà a Dio nell’esistenza concreta di un essere umano”. E ciò detto si aggiunge però che “ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti a una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma. Questo non solo darebbe luogo a una  casuistica insopportabile, ma metterebbe a rischio i valori che si devono custodire con speciale attenzione”.

A questo punto mi sembra che la svolta cui siamo chiamati, se di una svolta si può parlare,  si situi non nel campo della dottrina bensì in quello della coscienza informata sia del confessore che del penitente, e prima ancora nel campo della comunità cristiana come luogo del cammino morale. Finché si immagina il cammino morale come riflesso di un dialogo tra un confessore e un penitente intesi come individui singoli ed isolati allora la perentorietà diventa un argine forse indispensabile per mettere l’uno e l’altro al riparo da comode vie d’uscita. Tutto cambia invece, mi sembra, se tale cammino è nell’alveo di un’appartenenza vissuta alla Chiesa, quindi di una vita almeno tentativamente in comunione; il che implica fra le altre cose una grande e preliminare fiducia nel magistero.

 

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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Una risposta a “Amoris Laetizia”: perché non sono smarrito nè confuso

  1. alleanzadifamiglie ha detto:

    Concordo pienamente! Grazie.

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