Romano Scalfi, 1923-2016: un’eredità ricca di grande futuro

 Padre Scalfi, precursore dell’incontro tra Oriente e Occidente, La Nuova Bussola Quotidiana, 27 dicembre 2016

Si svolgeranno domani a Seriate, la piccola città alle porte di Bergamo ove abitava e dove è morto a 93 anni nel giorno di Natale, i funerali di padre Romano Scalfi, fondatore del centro “Russia Cristiana” che a Seriate aveva sede.

A lui più che a chiunque altro si deve la ricomparsa nella Chiesa in Italia, e nella cultura del nostro Paese in genere, della spiritualità, della filosofia e della teologia orientali, nonché la tempestiva scoperta e diffusione del “samizdat”, l’editoria clandestina che aprì la via in Russia, e nelle altre nazioni dell’allora Urss, alla caduta del regime sovietico.

Nato a Tione di Trento nel 1923 e sacerdote dal 1948, padre Scalfi aveva subito sentito quale propria specifica vocazione il servizio alla causa del reincontro della Chiesa d’Occidente e di quella d’Oriente, la cui urgenza Giovanni Paolo II  ribadirà poi nel 1980 affermando, con parole passate alla storia, che “Non si può respirare come cristiani, direi di più, come cattolici, con un solo polmone; bisogna aver due polmoni, cioè quello orientale e quello occidentale”.

Formatosi per questo a Roma presso il Collegium Russicum con studi durati dal 1951 al 1956, e nel 1954 laureatosi frattanto in sociologia presso l’Università Gregoriana, padre Scalfi nel 1957 sale a Milano dove con il sostegno di mons. Galbiati fonda il Centro Russia Cristiana; lo affiancano in tale opera altri sacerdoti come lui diplomatisi al Russicum. Il nome stesso del Centro è un segno della straordinaria speranza e della grande ampiezza di visione del sacerdote trentino e dei suoi amici. Erano tempi in cui non si parlava quasi più di Russia ma di Unione Sovietica; e in Russia il trionfo ufficiale dell’ “ateismo scientifico” era così evidente che parlare di “Russia Cristiana” sembrava un pio sogno se non qualcosa di archeologico. E ciò più che mai nel 1957, l’anno nel quale l’Unione Sovietica mette in orbita lo Sputnik, il primo satellite artificiale della Terra, cogliendo in contropiede gli Stati Uniti e giungendo così al culmine del suo successo e della sua parabola storica.

 

La prima sede del Centro Russia Cristiana a Milano è un alloggio di due stanze al primo piano di un edificio in via Martinengo annesso al convento delle Piccole Suore dell’Assunzione. Al piano terra del medesimo edificio andrà poi ad abitare don Luigi Giussani. Questi amerà perciò dire da allora scherzosamente che padre Scalfi, il quale appunto stava al piano di sopra, era… il suo superiore. Il loro incontro e la loro sintonia non è però semplicemente il frutto di un cordiale vicinato. Come tra l’altro viene bene messo in luce nella monumentale biografia di Alberto Savorana, Giussani ha sempre prestato molta attenzione all’esperienza e alla teologia della chiesa orientale. L’incontro con Scalfi  gli apre al riguardo  nuove prospettive cui si volge con entusiasmo. A sua volta Scalfi vede nel movimento di Comunione e Liberazione, che sta nascendo attorno a Giussani, il migliore alveo possibile in cui situare la propria opera. Da quel momento ciò che fa l’uno s’intreccia con ciò che fa l’altro, con grande rispetto per il proprium delle rispettive vocazioni ma anche in piena e mai revocata sintonia. Chi, come anche chi scrive, segue sia l’uno che l’altro avverte le loro rispettive opere come capitoli di una medesima storia.

La profonda influenza reciproca tra Scalfi e Giussani non è stata ancora indagata, ma appare sin d’ora come un elemento importante dell’opera di entrambi. Lo stesso vale pure  – osserviamo qui per inciso – per quanto concerne padre Emmanuel Braghini, confessore di don Giussani e di generazioni di suoi discepoli e allievi. La storia della loro reciproca influenza, sintonia e amicizia resta ancora da approfondire e da scrivere, ma sarà di certo ricca di insegnamenti.

Senza soffermarci in dettaglio sulla biografia di padre Scalfi, che fra l’altro è stata già scritta (cfr. Pigi Bolognesi, Russia cristiana/ Una biografia di padre Romano Scalfi, San Paolo Edizioni, 2007), possiamo qui limitarci ad accennare a grandi linee agli sviluppi  della sua opera che dalla fine degli anni ’50 del secolo scorso non ha cessato di crescere precedendo e poi accompagnando le grandi svolte della storia della Russia e dell’Oriente di tradizione cristiana in genere. Ne rendono conto le collezioni della rivista del Centro, dapprima chiamata “Russia Cristiana”, poi “L’altra Europa” e dal 1991 “La Nuova Europa”, nonché il catalogo della Casa di Matriona, la sua editrice.

Ormai da anni la Fondazione Russia Cristiana ha sede a Seriate (Bergamo) nell’antica villa Ambiveri, a ciò destinata da Betty Ambiveri, sua ultima proprietaria a titolo privato. A lei è intitolata la biblioteca specializzata che ivi ha sede: 27 mila volumi, periodici, e un archivio dati sull’ex Unione Sovietica. Nella villa, che dispone di una chiesa di rito bizantino, ha sede anche una scuola di iconografia russa.

Dal 1991 la Fondazione Russia Cristiana ha potuto cominciare a svolgere pure in terra russa il lavoro culturale ed ecumenico che fino a quel momento le stato possibile solo a partire dall’Italia. Nel 1993,insieme alla Caritas della diocesi cattolica di Mosca e alla Facoltà Teologica ortodossa di Minsk, ha fondato a Mosca  la Biblioteca dello Spirito. Dal 2004 questa è poi divenuta un centro culturale che con convegni, presentazioni di libri, mostre fotografiche, proiezioni di film mira ad approfondire il dialogo con la Chiesa ortodossa. Fondatore preveggente e tempestivo di un’opera che i tempi hanno reso sempre più attuale, padre Romano Scalfi lascia insomma un’eredità ricca di grande futuro.

 

 

 

 

 

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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Una risposta a Romano Scalfi, 1923-2016: un’eredità ricca di grande futuro

  1. Luigi Culmone ha detto:

    bellissimo articolo con una splendida chiosa finale.:.padre Scalfi con Don Ricci e Giussani ed anche Woitila hanno aperto la strada dell’abbraccio tra cattolici ed ortodossi

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