Alptransit: la grossa occasione per l’Italia del Nordovest che Roma preferisce ignorare

Taccuino Italiano, Giornale del Popolo, Lugano, 20 aprile 2017

Il convegno internazionale “Dalle Alpi al Mediterraneo” —  che per iniziativa dei Rotary Club di Lugano e di Genova ha avuto luogo lo scorso 8 aprile a Sigirino (Canton Ticino)  —  è stato senza dubbio una conferma confortante della quantità e della qualità degli interessi che in Svizzera e nell’Italia nord-occidentale si stanno mobilitando perché l’asse ferroviario del San Gottardo venga completato al più presto. In tale prospettiva diventa tuttavia importante rendersi bene conto di quanto forti siano  gli interessi che  a Roma e in altrove in Italia sono invece schierati contro tale asse.

Se mi è concessa una memoria personale, biografica, è qualcosa che ebbi occasione di toccare con mano negli anni (2005-2010) in cui ricopersi il ruolo di delegato alle relazioni internazionali della Regione Lombardia. In Svizzera tranquillamente, e con il consenso delle popolazioni del territorio interessato, si stava in quegli anni scavando Alptransit, un tunnel ferroviario lungo 79 chilometri sotto il massiccio del San Gottardo, proprio mentre in Italia mobilitazioni e manifestazioni anche violente  bloccavano l’avvio dello scavo in val di Susa della galleria transalpina di base  della nuova linea ferroviaria veloce Torino – Lione. Mi sembrava e ci sembrava allora sorprendente  il silenzio dei grandi telegiornali e giornali italiani, compreso quelli milanesi, sul pacifico procedere dei lavori nei cantieri dell’analogo tunnel cui si stava lavorando in Svizzera. Cercando allora, nei limiti delle nostre possibilità e competenze, di rompere il muro di tale silenzio promuovemmo iniziative e visite ufficiali nel cantiere di AlpTransit. Nel 2006 portammo anche un folto gruppo di giornalisti italiani a visitare lo stesso scavo. Nella conferenza stampa con cui la giornata si concluse ci vennero però fatte domande quasi soltanto sulle sorti dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa, e il giorno dopo gli echi sulla stampa della visita al cantiere di AlpTransit furono irrisori. Inoltre, nonostante l’ovvia occasione che la visita allo scavo era per le tv, nessun telegiornale a diffusione nazionale ne trasmise le immagini.

Tenuto conto degli stretti legami che in Italia la grande stampa ha con i poteri centrali, siano essi politici o economici, l’episodio confermò quanto poco interesse Roma avesse allora, come anche oggi, per lo sviluppo dell’asse ferroviario del San Gottardo.  D’altra parte, quando dieci anni dopo AlpTransit venne inaugurato, come si ricorderà il premier italiano Matteo Renzi giunse frettolosamente sul luogo della cerimonia all’ultimo momento. E snobbando poi il presidente francese Hollande, la cancelliera tedesca Merkel e gli altri capi di Stato presenti, ne andò prima che si concludesse lasciando al suo ministro Graziano Del Rio il compito di leggere il discorso che avrebbe dovuto pronunciare lui. E naturalmente all’inaugurazione del tunnel la stampa italiana diede il minimo rilievo possibile.

Tutto questo ha un preciso motivo. In forza di priorità politiche dimostratesi finora più forti delle priorità economiche e sociali, in Italia conta in primo luogo il collegamento con Roma. Quindi, nel caso del rapporto con il Nord Europa, il transito attraverso il Brennero conta molto di più di quello attraverso il massiccio del San Gottardo. Il Nordovest italiano da ciò risulta seriamente penalizzato, mentre analogamente l’intera Alta Italia subisce il contraccolpo del ritardato e in parte mancato sviluppo dell’asse Est/Ovest, la cui ben maggiore potenzialità economica rispetto all’asse Bologna / Firenze / Roma è cosa evidente. Sin qui la Lombardia, il cui attuale peso politico è irrisorio rispetto al suo rispettivo peso socio-economico, non ha saputo resistere alla pressione di interessi contrari ai suoi e in genere a quelli di tutto il Nordovest; dunque del Piemonte, della Liguria e anche della piccola Valle d’Aosta.

In questa come in altre questioni-chiave delle relazioni italo-svizzere scegliere Roma come unico interlocutore, come di solito fa Berna, è una perdita di tempo e di risorse. Si dovrebbero invece sviluppare solide alleanze nell’Italia del Nordovest, in sede sia istituzionale che economica. E si dovrebbe anche investire molto nella comunicazione per sensibilizzare l’opinione pubblica, non solo nel Nordovest ma in tutta l’Italia, sui reciproci vantaggi che possono derivare dal completamento dell’asse del San Gottardo nell’ottica di un riorientamento delle infrastrutture del bacino del Po in modo adeguato alle sue gravitazioni economiche principali. A tal fine si impongono però scelte e investimenti che sin qui non sono mai stati fatti.

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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