La nomina di Ignazio Cassis, figlio di immigrati dalla Sardegna, a ministro degli Esteri della Svizzera: quali prospettive

Taccuino Italiano, Giornale del Popolo, Lugano, 22 settembre 2017

 L’elezione a ministro degli Esteri della Confederazione di uno svizzero italiano, Ignazio Cassis, figli di italiani immigrati dalla Sardegna, sarà di aiuto allo sblocco dei vari dossier importanti che da troppo tempo continuano a restare in sospeso in tema di relazioni tra Svizzera e Italia, e perciò anche tra Svizzera e Unione Europea? La risposta è sì, ma è anche doveroso aggiungere: non automaticamente.

E’ un’occasione importante non solo per la Svizzera ma anche per ‘Italia, ma a soltanto a patto che su di essa si lavori. Ripeto ancora una volta, avendolo già scritto e detto in tante occasioni, che è tempo che qualcuno in Svizzera, si tratti di istituzioni o di grandi soggetti dell’economia privata, investa in una grande opera di riqualificazione dell’ “immagine” elvetica in Italia  (e d’altra parte probabilmente anche in Francia e in Germania).

Grazie alle intense relazioni trans-frontaliere, nelle regioni italiane di frontiera tale “immagine” è positiva, anzi di solito molto positiva.  Mano a mano però che ci si allontana dalla frontiera riprendono forza i luoghi comuni a senso unico sulla Svizzera forziere dei capitali dei mafiosi e rifugio dei grandi evasori fiscali; della Svizzera che magari funziona bene, ma solo perché ha tanti soldi grazie ai servizi che rende a costoro. Non si riesce a capire che  sono la stabilità e l’alta qualità amministrativa ad aver fatto della Svizzera un grande crocevia finanziario (esponendola perciò anche agli specifici rischi che da tale ruolo derivano) e non viceversa. Un tempo inoltre il ruolo internazionale della Svizzera era comunemente noto e apprezzato. Adesso, dopo che da decenni Berna fa la politica del profilo basso, del peso di tale ruolo non si accorge più nessuno. Praticamente ignota, infine, è la realtà della Svizzera in quanto grande motore di ricerca e di innovazione tecnologica.

Si aggiunga che l’Italia di oggi, da decenni gravata da una crisi istituzionale che ancora non accenna a finire, deve anche fare i conti con una classe politica priva di visione in genere, e priva di visione internazionale in particolare. Con riguardo alle relazioni italo-elvetiche ciò vale più che mai nel caso dell’attuale governo, composto quasi soltanto di laziali, di toscani e di emiliani, nati e formatisi in territori che non hanno né grande sensibilità, né esperienza di relazioni di frontiera; per i quali l’ “estero” è spesso qualcosa di esotico, non di vicino a casa.  Gente che, come grottescamente è accaduto, pretende di siglare con la Svizzera accordi in lingua inglese ignorando il fatto che l’italiano è  lingua nazionale non solo dell’Italia ma anche della Confederazione.

Per tutto questo insieme di motivi il fatto che a Berna ci sia adesso un ministro degli Esteri italofono e di origine italiana può essere molto utile, dicevamo, ma solo nella misura in cui se trae spunto per avviare l’operazione che si diceva.

La svolta però può iniziare a partire assai più da Milano che da Roma. E in questa prospettiva occorre a mio avviso innanzitutto  investire sulla crescita qualificata di relazioni di prossimità, oggi rese possibili da AlpTransit, tra Milano e Zurigo. Un asse di cui le due città siano i  poli pulsanti sarebbe per entrambi i Paesi un grande motore di nuovo sviluppo. Alleanze non solo tra le due piazze finanziarie ma anche tra le due economie e i due rispettivi sistemi universitari farebbero nascere un grande polo transalpino di peso paragonabile a quelli dell’Europa renana.

Si può capire che alle Ferrovie Federali  il successo turistico di AlpTransit basti e avanzi.  E’ però un successo tattico, che strategicamente conta poco o nulla. In quanto poi necessario ponte linguistico e di intermediazione culturale il Ticino è un anello indispensabile di un tale sviluppo. Perciò non ha nulla da temerne.  Auguriamoci dunque che l’arrivo di Cassis in Consiglio Federale sia il detonatore di questo cruciale processo.

Annunci

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Taccuino Italiano e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.