L’ondata di risentimento anti-giacobino ha raggiunto anche la Germania: è questo il nocciolo della questione

Dopo gli Stati Uniti, e dopo diversi altri Paesi meno alla ribalta dell’attualità internazionale, l’ondata di risentimento anti-giacobino ha raggiunto anche la Germania: questo in sintesi è il giudizio che si può dare dell’esito delle elezioni di domenica scorsa, 24 settembre, per il rinnovo del Bundestag.  Come è inevitabile in casi del genere insieme ai presentabili l’ondata porta con sé gli impresentabili. Non bisogna tuttavia cadere nella trappola di chi li usa per poter pretendere di avere comunque sempre ragione. E nemmeno nella trappola ancor più pericolosa di chi non trova di meglio che  scendere in piazza a protestare contro l’ingresso nel Bundestag di Alternative für Deutschland, AfD, ovvero a scendere in piazza contro la democrazia. AfD infatti entra nel Bundestag non per un golpe, ma per volontà degli elettori.

E’ per concreti e seri motivi che un po’ dappertutto in Occidente dilaga il disagio verso politiche che, adducendo nobili motivi umanitari, di fatto non rispettano le identità e mirano ad esporre le masse popolari autoctone alla concorrenza di flussi di immigrati irregolari i quali peraltro — provenendo da strati sociali che a casa loro sono relativamente dei “ceti medi” — emigrando dissanguano le economie e le società dei Paesi d’origine.

E’ questo il tipo di globalizzazione verso cui puntano le multinazionali dell’alta tecnologia e del commercio telematico, ovvero le nuove super-potenze del nostro tempo, decise a tutto pur di ottenere  la riduzione al minimo del costo del lavoro nel campo della manifattura e dei servizi di base. Alle quali perciò fa gioco che nel mondo sviluppato l’industria manifatturiera sparisca oppure sopravviva ma a costi del lavoro “da terzo mondo”.  E che a costi da terzo mondo si scenda anche nel campo dei servizi più semplici da un punto di vista tecnico, ma per definizione non trasferibili nell’emisfero Sud: tipicamente i servizi di trasporto e di distribuzione. La geografia elettorale delle elezioni tedesche lo conferma: il voto a favore di AfD supera la sua media generale del 12,6 per cento nei Länder dell’ex Germania Est, fino al massimo della Sassonia-Anhalt dove è divenuta il primo partito, e  negli storici distretti industriali di ogni parte del Paese, in Renania come in Baviera.

Per le gigantesche nuove multinazionali di cui si diceva ogni tipicità è poi una complicazione, se non un ostacolo. A loro conviene che il mercato mondiale dei beni di consumo diventi sempre più uniforme e che il lavoro sia sempre più mobile, il che presuppone una società sempre più “liquida”, ossia sempre più frantumata e quindi più docile. Perciò la famiglia, la comunità e le identità culturali, buone o meno buone che siano, vanno bene soltanto nella misura in cui risultano saldamente sulla via del tramonto.

L’uomo ideale per questa “filosofia” è un unisex/plurisex che parla un dialetto rudimentale fatto della lingua locale impastata da parole inglesi (in attesa che le seconde travolgano completamente la prima), che legge i marchi meglio e più in fretta delle parole, che si precipita a comprare a colpi di i.phone prodotti buoni per tutti dall’Oregon alla Nuova Zelanda e dalla Patagonia allo stretto di Bering. Che perciò l’uomo abbia un’identità va male comunque, quale che sia. Sono gradite solo quelle che si possono rivendere come pittoresche ma in sostanza senza radici, e quindi trasformare in prodotto per il mercato globale. Le elezioni tedesche riconfermano che il risentimento popolare contro le élites politiche e mediatiche neo-giacobine al servizio di questo progetto politico  continua a crescere. Sarebbe bello che trovasse risposte migliori, ma se nessuno gliele offre non ci si può lamentare che inclini a quelle peggiori.

 

 

 

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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2 risposte a L’ondata di risentimento anti-giacobino ha raggiunto anche la Germania: è questo il nocciolo della questione

  1. michelecrt ha detto:

    Analisi impeccabile ma nelle élites che promuovono la mobilità e la fluidità in un sistema che non è solo basato sul potere economico (le multinazionali dell’economia di internet) va compresa la chiesa di Bergoglio che promuove in modo ossessivo il “diritto alla migrazione/invasione” e “fluidifica” la morale.

    • Robi Ronza ha detto:

      Grazie. L’amico Michele Corti sa tuttavia che non condivido il suo giudizio su Papa Francesco. La Chiesa è una, di questa unicità, più importante di ogni opinione se questioni contingenti, occorre tenere innanzitutto conto.
      RR

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