Fontana: che cosa ha detto e che cosa gli fanno dire

L’infelice frase sulla “razza bianca” pronunciata ieri da Attilio Fontana, candidato del centrodestra alla presidenza della Lombardia, campeggia oggi sulla maggior parte delle prime pagine dei giornali e dei telegiornali.

Se però si va a vedere che cosa Fontna ha detto veramente, e in quale contesto, non si fatica ad accorgersi, purché si sia in buona fede, che la levata di scudi contro di lui dimostra non quanto  egli sia  razzista ma quanto imponente è la mobilitazione dell’establishment in Italia a sostegno del centrosinistra; quante e quali siano le forze che sono scese in campo nel tentativo di rovesciare il previsto esito delle elezioni del prossimo 4 marzo.

Parlando ieri a Radio Padania  Attilio Fontana ha detto quanto segue (la sottolineatura delle parole che hanno fatto scandalo è nostra):

«Uno Stato serio dovrebbe progettare, programmare, anche una situazione di questo tipo. Dovrebbe dire: noi vogliamo, riteniamo giusto che possano essere accolti mille, centomila, dieci milioni, cento milioni… quanti immigrati noi vogliamo fare entrare, come li vogliamo assistere, che lavori vogliamo trovare loro, che case vogliamo dare loro, che scuole… a quel punto, quando uno fa un progetto di questo genere, lo sottopone ai propri cittadini. Siete d’accordo con questa scelta? Vi va bene? Allora ha un senso. Ma fare il discorso demagogico e assolutamente inaccettabile che “dobbiamo accettarli tutti”, beh, è chiaro che è un discorso di fronte al quale bisogna reagire, bisogna ribellarsi. Noi non possiamo accettarli tutti. Perché se dovessimo accettarli tutti vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica. Perché loro sono molti più di noi, perché loro sono molto più determinati di noi nell’occupare questo territorio. Quindi noi di fronte a queste affermazioni dobbiamo ribellarci. Non possiamo accettare. Perché qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, è questione di essere logici, razionali. Noi non possiamo perché tutti non ci stiamo. Quindi dobbiamo fare delle scelte. Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se la nostra società dev’essere cancellata. È una scelta. Se la maggioranza degli italiani dovesse dire “noi vogliamo auto-eliminarci”, e va bene, vorrà dire che noi ce ne andremo da un’altra parte, quelli che non vogliono auto-eliminarsi».

Per parte nostra non entriamo nel merito di ogni dettaglio, ma ci preme sottolineare la sostanza del discorso,  che come si vede non è affatto razzista e tra l’altro finisce in modo nient’affatto aggressivo. Qualcuno si sarebbe atteso una conclusione ben più dura. Invece l’ex-sindaco di Varese non dice che se potesse ributterebbe tutti gli immigrati irregolari in mare. Dice che nel caso di un’immigrazione la quale sommergesse l’identità originaria del nostro Paese a quelli che la pensano come lui non resterebbe che  la via dell’esilio. Se poi si va ad ascoltare l’audio delle sue dichiarazioni incriminate, facilmente raggiungibile su Internet, ci si può avvedere che anche il tono non è affatto bellicoso.

L’unico errore di Fontana è stato quello di usare l’espressione “razza bianca” che ipso facto rimanda al razzismo di marca statunitense, fra l’altro comunque molto lontano dalla nostra storia e dalla nostra cultura. Se al posto di “la nostra etnia, se la nostra razza bianca” avesse detto “se la nostra identità” non si sarebbe potuto levare alcun polverone. Tutto qui.

 

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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