Governo alla prova. Riusciranno i nostri eroi a venirne fuori? Speriamo di sì (anche se al momento non riusciamo a vedere come)

Venerdì prossimo, 7 settembre, si riunisce a Bruxelles l’Eurogruppo, composto dai ministri dell’Economia e delle Finanze dei 19 Stati membri dell’Unione Europea che hanno adottato l’euro; e il giorno dopol’Ecofin, ossia il comitato di tutti i ministri dell’Unione Europea con tale incarico, compresi quelli degli Stati che continuano ad avere una propria moneta.
Sia in Italia che altrove con queste due riunioni si apre il dibattito per la definizione del bilancio dello Stato per il 2018. Per mantenere il quadro della situazione al di là delle frattaglie della cronaca corrente conviene poi annotarsi altre scadenze: il governo è tenuto a presentare entro il 27 settembre l’aggiornamento del Def, documento preparatorio del progetto di legge di bilancio; tale progetto dovrà poi venire pubblicato entro la metà del successivo mese di ottobre, e quindi sottoposto in novembre all’esame della Commissione Europea.
Ci permettiamo di ricordare specificamente queste scadenze poiché segneranno nel nostro Paese le tappe di un confronto politico di prima grandezza che merita di venire seguito con particolare attenzione. Sempre più chiaro appare infatti che con l’attuale governo è iniziata una nuova stagione politica, comunque destinata a durare anche al di là di esso. Una stagione politica che, come in precedenza avemmo modo di dire, è il caso italiano di un fenomeno ben più che nazionale. Non solo in Italia ma anche altrove è in corso infatti quella ci siamo azzardati a definire una “insorgenza anti-giacobina” contro l’ordine costituito che si configurò dopo la seconda guerra mondiale; e perciò contro le culture politiche che vi predominano. Come quelle di due secoli fa anche questa insorgenza ha tante buone ragioni ma è grezza; e non sempre fa bene. E’ comunque un potente movimento internazionale il cui positivo carattere anti-giacobino è confermato a contrariis dal fatto che il presidente francese Emmanuel Macron, primo attuale erede del giacobinismo, si sia posto alla testa dello schieramento opposto. A nostro avviso pure la vicenda, relativamente minuta, del confronto in corso attorno al bilancio 2018 dello Stato italiano, diventa comprensibile nella misura in cui viene posta in tale prospettiva.
L’opposizione attende il governo Lega/5 Stelle al varco dell’ardua…quadratura del cerchio delle tre grandi promesse in forza delle quali i due partiti della maggioranza hanno vinto le elezioni del marzo scorso: la riduzione delle imposte e le infrastrutture promesse dalla Lega al suo elettorato per lo più settentrionale, il “reddito di cittadinanza” promesso dai 5 Stelle al loro elettorato per lo più meridionale, la riforma della legge Fornero gradita a tutti da Lampedusa al Brennero. Per cominciare a concretizzarne almeno due su tre occorrerebbe fare a spron battuto le riforme strutturali necessarie per rendere l’economia italiana ben più produttiva e competitiva di quanto sia ora. Sono le riforme di cui invece non c’è traccia nel contratto di governo dei due partiti: dal taglio della burocrazia e della spesa pubblica alla riforma della giustizia civile, dal taglio delle agevolazioni fiscali a quel decisivo strumento di razionalizzazione della spesa che sono l’autonomia e quindi la concorrenza fiscale (= ogni ente di governo territoriale spende solo le imposte che raccoglie, e chi spende meglio tassa meno i propri cittadini).
Non si può poi sfidare un fronte internazionale come quello guidato da Macron senza attrezzarsi adeguatamente. Per farlo occorre però una politica estera organica che fino ad oggi non c’è. Le conseguenze già si vedono in Libia, tanto per fare un esempio nient’affatto secondario. E molto probabilmente si vedranno presto anche in sede europea. Riusciranno i nostri eroi a scavalcare tutte queste montagne? A prima vista non sembrano affatto attrezzati per una tale impresa. Siccome però per parte nostra saremmo lieti se ci riuscissero, ci auguriamo che ce la facciano (anche se al momento non riusciamo a vedere come).
3 settembre 2018

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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