Miracolo a Torino: la “maggioranza silenziosa” adesso è diventata una cosa di sinistra

Miracolo: adesso la “maggioranza silenziosa” non solo piace un po’ a tutti, da Il Giornale a la Repubblica, ma  (diremo parafrasando Nanni Moretti)  è anche diventata una cosa di sinistra. Tutto è cominciato ieri a Torino, dove una manifestazione a favore della Tav, la ferrovia veloce Lione-Torino, e contro la politica della decrescita ha riempito piazza Castello di una folla tanto fitta quanto motivata. Promosso via Internet da un comitato spontaneo, l’evento ha raccolto come noto l’adesione di migliaia di persone molto diverse da quel pubblico di militanti che accade di solito di vedere in circostanze del genere. Una tipica folla da “maggioranza silenziosa”, composta per lo più da gente di mezza età e di ceto medio che in altri tempi la grande stampa illuminata avrebbe snobbato. Adesso invece va bene tutto se serve a tirare un colpo al governo Lega / 5 Stelle attualmente in carica. “Torino, un’altra Italia”: all’ombra di questo titolo che sovrastava a tutta pagina una grande foto panoramica della manifestazione, il normalmente austero quotidiano torinese La Stampa ha dedicato alla manifestazione pagine e pagine di immagini e parole non di rado quasi liriche: “Una piazza positiva, e propositiva negli interventi e nelle aspirazioni. E una piazza progressista, nel senso dell’impegno a sostenere le ragioni dello sviluppo e a testimoniare l’importanza (e la necessità) di una visione di progresso” .  Immagini e parole coronate da titoli entusiastici come “Quando la rivoluzione è silenziosa”, “Una folla non populista e positiva”, “Una piazza mai vista prima. Senza bandiere e insulti 30 mila sì alla Tav e al futuro”, e così via.

Beninteso, siamo ben convinti anche noi della necessità di un collegamento veloce (e perciò anche  di grande capacità) tra Torino e Lione, e siamo ben convinti anche noi dell’urgenza che l’Italia si rimetta sulla via dello sviluppo. Avendo però buona memoria ci ricordiamo anche di quando, ai tempi dei governi Berlusconi, quegli stessi grandi interessi e grandi giornali, che oggi suonano la marcia funebre ai no-Tav, invece li proteggevano dipingendo come nobili gesta gli assedi e i sabotaggi dei cantieri della Tav in val di Susa. Piuttosto che averli contro è certamente meglio avere dalla propria parte degli interessi e dei giornali tanto forti. Chi nel governo o fuori del governo è schierato a favore di una ripresa dello sviluppo deve a nostro avviso stare però bene attento a non dipendere da un sostegno che è sostanzialmente strumentale; e che perciò potrebbe venire tolto con la stessa velocità con la quale è stato dato.

11 novembre 2018

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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