Cop24. L’incubo che non c’è,  la spada di Damocle che l’Onu non vuol farci vedere, e il buon esempio della Georgia

La Cop24, ossia l’annuale conferenza dell’ Onu sul clima in corso in questi giorni a Katowice in Polonia, sta diventando spunto per la consueta ondata  di previsioni catastrofiche sul futuro dell’ambiente nonché di discredito della presenza dell’uomo sulla Terra. Da quando iniziarono 24 anni or sono, queste conferenze – in cui si riuniscono gli Stati e gli altri enti che firmarono la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, entrata in vigore nel 1994 – non hanno mai cessato di essere megafono di drammatiche grida di allarme poi smentite dai fatti.

Se le previsioni delle prime conferenze della serie si fossero avverate, già da tempo ci aggireremmo laceri e senza speranza tra le buie nebbie di un mondo devastato. Ciononostante queste conferenze vengono prese come oro colato dal grosso dei media, e continuano pertanto a dare  un fondamentale contributo al diffondersi di una delle maggiori paure che attanagliano l’uomo contemporaneo: quella cioè che egli non sia in grado di fare un uso responsabile delle grandi capacità tecniche e scientifiche di cui dispone.

Senza dubbio il problema c’è, ma l’uomo può anche in questo caso affrontarlo e risolverlo senza bloccare il progresso; come peraltro ha sempre fatto nella storia con tutte le grandi sfide cui si è trovato di fronte. La ragione non scientifica bensì politica alla base della sistematica diffusione di queste paure ci sembra evidente. Se il rischio è gigantesco e non democraticamente governabile dall’uomo comune, allora è meglio lasciare che se ne occupino a modo loro delle élite sovranazionali infallibili perchè illuminate dalla scienza.

Alla proclamazione dell’incubo della presunta catastrofe ambientale prossima ventura corrisponde invece l’ostinata censura della crisi demografica, la vera grande spada di Damocle che pende sulla nostra testa.  Anche se finalmente qualcuno comincia adesso a parlarne con riguardo all’Italia, si continua a nascondere il fatto che le sue dimensioni sono ormai non soltanto nazionali o europee ma mondiali (si veda ad esempio in questo stesso sito La crisi demografica è ormai planetaria, ma cercano di non farcelo sapere, 17 luglio 2017).

E’ una crisi che serpeggia ormai dappertutto. Non solo tra i giganti demografici continua a crescere soltanto l’India, ma anche piccoli e per noi remoti Paesi di ogni parte del mondo si trovano oggi nella medesima situazione. Faccio il caso, che merita particolare attenzione, della Georgia, circa 4 milioni e mezzo di abitanti, insieme all’Armenia estremo avamposto trans-caucasico dell’Europa. In Georgia del problema si è fatta carico con sorprendente successo non lo Stato bensì la Chiesa. Nel 2007  il patriarca della Chiesa autocefala georgiana,  Ilia II, annunciò che avrebbe personalmente battezzato e si sarebbe anche proposto come padrino di ogni terzo genito e di ogni ulteriore nuovo nato in famiglie regolarmente unite in matrimonio. L’anno dopo il tasso di fecondità salì da 1,6 a 2,1 figli per donna, superando dunque il cosiddetto livello di sostituzione; e da allora non è più sceso.

Ovviamente non si può immaginare che la ricetta sperimentata con tanto successo dalla Georgia possa in modo automatico venire applicata altrove con altrettanto buon esito. E’ tuttavia una conferma evidente di quanto la crisi demografica, questo cruciale problema politico del nostro tempo, paradossalmente sfugga alla sfera del potere.

Ciò che ad ogni modo ci interessa qui sottolineare è quanta e quale sia oggi la censura dell’emergenza demografica, mentre a piene mani si diffonde la paura di una catastrofe ambientale che non c’è; e da cui comunque non è l’Onu che ci salverà.

 

5 dicembre 2018

 

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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Una risposta a Cop24. L’incubo che non c’è,  la spada di Damocle che l’Onu non vuol farci vedere, e il buon esempio della Georgia

  1. andreabombo@libero.it ha detto:

    Consiglio: sarebbe bello mettere sul blog il comando per la stampa degli articoli! Grazie del lavoro che fate!

    Andrea Bombonati

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