Non siamo nel caos

Non siamo nel caos –tramite i links più sotto indicati (*)  acquistabile  online con sconto, e pure in versione e.book  — è una rielaborazione organizzata di oltre un centinaio tra i più di mille articoli pubblicati in questo sito tra il 2011 e il 2018. Obiettivo: delineare il quadro entro cui si situa quanto via via vado scrivendo in queste pagine.Non siamo nel CAOS si articola a tal fine in 12 capitoli e in un post scriptum:1. Anatomia di una crisi; 2. Scuola, la priorità assoluta; 3. L’inverno demografico; 4. Difendere la vita; 5. L’ambiente, dimora dell’uomo; 6. Italia, Paese sismico; 7. Terrorismo: la sfida e le risposte; 8. Migranti e gommoni; 9.Il Mediterraneo e l’Italia che non c’è: Libia; 10. Il Mediterraneo e l’Italia che non c’è: 11. Siria; Europa sì, ma quale?; 12. Gli Usa di Donald Trump; Post scriptum, A proposito di Papa Francesco.  Precede e presenta il testo una prefazione del cardinale Angelo Scola (**).

Prima di essere politica ed economica la crisi in cui ci troviamo è culturale. Proprio per questo affrontarla con efficacia è tanto difficile. Perché è qualcosa che non si può risolvere innanzitutto politicamente, né tanto meno innanzitutto economicamente. Non è vero tuttavia che siamo nel caos. Siamo però in una ben difficile situazione tanto più che, spingendo ai margini dello spazio pubblico tutto ciò che non è politica o economia, il potere ha  inaridito le fonti della convivenza civile: quindi  le basi stesse dall’agire politico e dell’agire economico. La speranza, la disponibilità al sacrificio di sé e la fiducia nel futuro, senza le quali dalla crisi non si esce, vengono infatti (o non vengono) da qualcosa che insomma va ben oltre l’economia e ben oltre la politica.

D’altra parte non sembra che la cultura oggi predominante possa essere di grande aiuto nella ricerca di quell’“oltre”. In tale situazione diventa allora fra l’altro importante allungare lo sguardo al là dei limiti dell’attuale ordine costituito della cultura politica del nostro Paese. Imboccata questa strada, la prima e più imponente realtà in cui ci si imbatte in Italia è la visione del mondo cristiana: una vastissima riserva di esperienze e di idee da lungo tempo poco o nulla utilizzata.

Nella nuova “geografia politica” che ora nel nostro Paese si sta delineando, ponendosi in un orizzonte da cui l’esperienza cristiana non sia esclusa, che cosa può saltar fuori oggi di buono per tutti? Vale certamente la pena di domandarselo. Non siamo nel caos tenta di dare in proposito quache risposta.

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(**) Prefazione del cardinale Angelo Scola

Un buon esempio di quella nuova laicità cui i cristiani sono chiamati nella società plurale del nostro tempo. È questo in sostanza ciò che innanzitutto vedo di buono nelle pagine che seguono. Fin da quando eravamo liceali con la bella esperienza del Michelaccio, il giornale studentesco con edizioni a Busto Arsizio, Gallarate, Como, Lecco, Sondrio e Varese,  ho avuto modo di godere dell’abilità giornalistica di Robi e della sua curiositas a 360°. Dopo tanti anni ritrovo questa duplice attitudine in questo libro.

Sono molto d’accordo con il punto di partenza da cui muove Robi Ronza, che cioè prima di essere politico ed economico il travaglio del cambiamento d’epoca in atto è culturale nel senso più ampio del termine. Non è pertanto qualcosa che si possa risolvere innanzitutto politicamente, né tanto meno innanzitutto economicamente. In questo quadro l’urgenza di una rinnovata presenza consapevole dei cristiani nella vita pubblica ha una duplice ragione. Farsi carico della condizione dell’uomo contemporaneo è per i cristiani, una necessità della loro stessa fede nel Dio incarnato. Tanto più che il carattere culturale prima che politico e economico della crisi mette in campo specificamente la Chiesa e i cristiani: la fede, in quanto dice all’uomo chi è, diventa cultura (Benedetto XVI).

Non si tratta beninteso di tornare a percorrere strade proprie di altri tempi e opportune in altre situazioni ma oggi non più giustificate. Si tratta di attingere al grande patrimonio di esperienza umana, di idee vissute e maturate nei secoli dal popolo cristiano, in una parola di santità, per dare laicamente il proprio contributo alla costruzione di relazioni buone per l’uomo e per la società. Tutto questo avendo ben chiara quella ineliminabile distanza tra la Città di Dio e la Città degli Uomini che mette al riparo da ogni tentazione di clericalismo.

La pienezza della verità dell’humanum che hanno gratuitamente ricevuto dalla rivelazione di Gesù Cristo è ciò che di meglio, con l’aiuto dello Spirito, i cristiani possono offrire a tutti gli uomini e le donne di ogni tempo.

Non entro qui nello specifico di tutti i giudizi e di tutte le proposte che Ronza sviluppa in questo libro. Fermo restando che l’ho trovato ricco di spunti originali e di osservazioni spesso illuminanti, il libro mi interessa soprattutto come testimonianza e come esempio di una sensibilità e di un metodo che mi auguro facciano scuola. Si potrà poi discutere su questa o su quella analisi o su questa o su quella proposta, ma vedo utile che lo si faccia muovendosi nell’ampio orizzonte ben individuato da Ronza.

Venendo alla vita pubblica italiana quale adesso si configura, resta poi da vedere come e dove una presenza così caratterizzata può trovare non solo ascolto ma anche effettiva attenzione e adeguato spazio. In un contesto ormai così diverso da quello molto più rigido ma anche molto più semplice degli anni della Guerra fredda, ciò che allora era opportuno e inevitabile oggi sarebbe sterile ed equivoco. A mio avviso occorre promuovere scelte ampie e collaborative che, senza trascurare il livello nazionale europeo e mondiale del “politico”, possiedano l’umile coraggio di partire dal basso (comuni, periferie).

Ai laici che ne hanno vocazione tocca di porre tale presenza nella vita pubblica muovendosi in essa alla luce delle virtù teologali (fede, speranza, carità) e delle virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza). Al magistero tocca di garantire tanto con vigilanza quanto con simpatia che quell’ineliminabile distanza tra la Città di Dio e la Città degli Uomini di cui si diceva venga rispettata sia da una parte che dall’altra.

+ Angelo Cardinale Scola, Arcivescovo emerito di Milano

Imberido di Oggiono, 31 dicembre 2018

 

 

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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