I mondiali di Doha e l’urgenza di riscoprire il valore educativo del calcio. Il caso promettente del «Precettore Sportivo»

La battaglia politico-giudiziaria intercontinentale in corso attorno alla vicenda della scelta di Doha, capitale del Qatar, quale sede dei campionati mondiali di calcio 2022 sta portando all’attenzione di chiunque quali e quanti siano gli interessi economici e strategici giganteschi che ruotano oggi attorno al gioco del pallone.

Per quanto mi riguarda, pur senza avere particolare passione per le pratiche sportive che sfociano in forme di spettacolo (prediligo l’escursionismo e il «trekking», sport senza spettatori per definizione), l’esperienza di lavoro, anche internazionale, mi ha reso da tempo molto consapevole dell’importanza educativa planetaria degli sport spettacolari di squadra, e in primo luogo del calcio. Mi pare pertanto assai preoccupante che l’impatto dei giganteschi interessi di cui diceva stia compromettendo quella che è, insieme alla scuola, una delle due maggiori agenzie educative di massa del nostro tempo. E tra l’altro quella che spesso può giungere là dove nemmeno la scuola ha modo di arrivare.

Trovo perciò del più grande interesse un progetto pedagogico, di cui ho avuto notizia, che è in fase di realizzazione in una squadra professionistica di calcio lombarda oggi non in serie A ma con notevoli prospettive di ascesa. Progetto EdES, Ermeneutica dell’Espressione Sportiva, Precettore Sportivo e così via: i termini, fra l’altro marchi registrati, che caratterizzano il progetto non rientrano di certo nel linguaggio corrente nel mondo del calcio. Sono però l’eco non ingiustificata di approfondimenti anche in campo filosofico e pedagogico in cui con ferrea tenacia si è impegnato per circa trent’anni l’autore del progetto, l’ex-calciatore professionista Paolo Marchesini. Convinto che l’educazione sia non “un fatto di scienza bensì un atto di sapienza” e richieda quindi “un approccio operativo eminentemente interdisciplinare e ipertestuale”, Marchesini ha perciò lungamente studiato facendo tra l’altro ampio riferimento al pensiero di figure di primo piano nel campo delle scienze umane come Roberto Busa sj, il grande tomista e uno dei padri dell’informatica, e Piero Viotto, il maggiore studioso italiano di Jacques Maritain.

La difesa dall’effetto distorsivo che l’impatto di enormi interessi economici ha sugli sport più spettacolari, e in particolare sul calcio, è divenuto quanto mai urgente. Siamo di fronte a compensi giganteschi, per di più – osserviamo qui per inciso — socialmente accreditati da uno stupefacente consenso popolare di massa. Gente che si scandalizza alla notizia che un ministro o un parlamentale guadagnino oltre 10 mila euro al mese non batte ciglio alla notizia che un famoso calciatore o un famoso allenatore di serie A al mese ne guadagni oltre un milione. L’evasione fiscale plurimilionaria del famoso campione di motociclismo viene benevolmente perdonata dal pubblico, mentre un’evasione al confronto irrisoria può troncare una carriera politica.

Già vent’anni fa la crisi del calcio in quanto esperienza educativa era  stata bene avvertita da Giovanni Paolo II. “Il calcio è di fatto uno sport mondiale e ora ciò è più evidente che mai dato il grande interesse popolare e giornalistico che lo sport suscita. La vostra è dunque una responsabilità mondiale (…) Il potere enorme che detenete deve essere utilizzato per il bene della famiglia umana”: iniziando con queste parole l’11 dicembre 2000 un suo discorso rivolto ai vertici della Fifa, la federazione internazionale  delle associazioni calcistiche, Giovanni Paolo II, papa tra l’altro con un passato di sportivo e anche di calciatore, già allora aveva indicato ai massimi dirigenti del calcio mondiale la loro grande e specifica responsabilità educativa. “Siete sì amministratori, ma anche educatori, poiché lo sport può effettivamente inculcare molti valori elevati quali la lealtà, l’amicizia e lo spirito di squadra (…) ma può anche contribuire a diffondere una cultura basata sull’egoismo e sull’avidità”(….).

Con ferrea tenacia Marchesini ha dedicato la vita, si può ben dire, all’elaborazione di un progetto pedagogico tout court che passa attraverso lo sport. Un progetto che si attua tramite un Programma detto 1PS, anche questo un marchio registrato. Perno di tale progetto è il “precettore sportivo” che affianca l’allenatore senza tuttavia minimamente sostituirsi a lui. Suo compito è quello non di formare gli atleti da un punto di vista della tecnica e dell’arte calcistica, ma di educarli sul piano umano frattanto allenandosi a titolo di esempio insieme a loro come un giocatore tra i giocatori. Nel caso di uno sport come il calcio, in cui i giovani sono per lo più carichi anche delle grandissime aspettative che i molti genitori nutrono nei loro confronti, questo significa tenere presenti pure i genitori e entrare in relazione con loro. Obiettivo del programma è quello non di formare i giovani da un punto vista sportivo, che resta un compito dell’allenatore, ma di educarli sul piano umano il che ovviamente porta con sé ricadute positive su quello dello sport.

“1. Abbattimento almeno fino al 60 per cento delle ammonizioni e delle espulsioni; 2. Diminuzione delle squalifiche e aumento delle possibilità di schierare la formazione ideale; 3. Clima di spogliatoio stabilmente sereno e atmosfera di allenamento maggiormente produttiva; 4. Semplificazione operativa e miglioramento programmatico per il lavoro dell’allenatore o docente; 5. Integrale valorizzazione e totale capitalizzazione dell’individuo-atleta nel breve/lungo periodo”: sono questi gli iniziali cinque obiettivi – dei cento di cui il programma si compone – che nel suo libro Il precettore sportivo (Aracne, 2015), primo di un trattato in cinque volumi, Marchesini spiega si possano così raggiungere nell’arco di pochi mesi.

Merita concludendo di venire osservato che le sue esperienze e riflessioni si collocano esplicitamente in un orizzonte cristiano, e non a caso. Non c’è oggi oratorio parrocchiale in Italia, ma anche altrove, che non sia dotato di impianti sportivi, e in primo luogo di un campo da calcio.  Alla Chiesa va d’altra parte riconosciuta una tempestiva attenzione per lo sport moderno. E’ un’attenzione che ha il suo inizio solenne già nel 1904 quando, con gesto allora molto sorprendente, Pio X ospita in Vaticano un torneo di ginnastica. Più tardi, appunto con il Papa sportivo Giovanni Paolo II, tale attenzione ovviamente aumenta e da allora fino ad oggi persiste. Pubblicato il primo giugno 2018 dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, il documento “Dare il meglio di sé” sulla prospettiva cristiana dello sport e della persona umana, reperibile sul sito http://www.vatican.va, è una Magna Carta sullo sport e sull’etica sportiva di grande interesse per tutti.

 

 

 

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Diario e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a I mondiali di Doha e l’urgenza di riscoprire il valore educativo del calcio. Il caso promettente del «Precettore Sportivo»

  1. andrea garulli ha detto:

    Chi sa vedere le cose, anche con largo anticipo rispetto agli occhi altrui ed è giusto negli intenti, non si arrende di fronte a nessuno, non si lascia condizionare da alcun colletto bianco e da null’altro. Quanto proposto da Paolo Marchesini, che ho avuto modo di seguire da anni, prefigura un’azione educativa totalmente innovativa e necessaria in qualsiasi ambito dell’agire umano, a maggior ragione in quello sportivo e scolastico. Spero che in questo mondo di sordi sia rimasto qualche orecchio che ancora riesca a sentire le sue parole.
    .

    • Tiziano Casari ha detto:

      Mi disposi a collaborare con PAOLO MARCHESINI fin dal 2007quando assistetti ad alcune delle sue prime sperimentazioni rimanendo stupito nel vedere l’interesse spontaneo dei giovani al suo inedito approccio educativo, per altro reso in tutto compatibile alle esigenze pratiche del calcio giocato.A ragione la Dott.ssa Baldi Roberta (che presente del compendio IL PRECETTORE SPORTIVO il libro II – Principi di Metodo) nel definirlo appunto un pioniere dell’ educazione.

  2. Anna Maria Serafini ha detto:

    Nel bolognese Paolo Marchesini è già riconosciuto come un innovatore.
    C’è da sperare per i giovani del calcio e non solo, come per le loro famiglie, che il suo illuminante contributo (in verità ben più vasto ed esteso di quanto già si scorge nei suoi libri) incontri uomini altrettanto coraggioso e brillanti. A lei Dott. Ronza il gran merito di averlo nobilmente compreso e rammentato.

  3. Valeria Vaccari ha detto:

    In quale senso – leggendo il libro I – Dott. RONZA va inquadrato il titolo: Nozze “sportive” tra scienza e sapienza.
    La ringrazio molto della eventuale risposta.

  4. Paolo Marchesini ha detto:

    A domanda rispondo in forma diluita [1.] ed in forma densa [2.].
    [1.]
    Significa l’unione permanente o – per così dire appunto – il matrimonio ufficiale tra “specifiche abilità settoriali” e ” complessive certezze universali”. (Per es.: il solo capitolo “qualità calcistiche” con l’intero libro “valore umano”).
    [2.]
    Se infatti per scienza (il cui etimo scio-scire significa “conoscere”) s’intende la conoscenza documentata di alcune parti della realtà – con una connotazione quindi rivolta alla ricerca dell'”utile” – ne deriva che la scienza dello sport è l’analisi ed il possesso di specifiche formule settoriali, di cui sono espressione quelle dinamiche chiamate “abilità sportive”.
    Se invece per sapienza (il cui etimo sapio-sapere significa “gustare, assaporare”) s’intende la logica incorporata nel sistema d’insieme della realtà – con una connotazione pertanto rivolta al gusto del “bello” – ne deriva che la sapienza dello sport è la sintesi e l’inquadramento delle suddette specifiche formule settoriali entro complessive formule universali, di cui sono espressione quelle dinamiche chiamate “vitalità umane”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.