Vescovi africani si schierano contro le migrazioni attraverso il Mediterraneo, ma qualcuno non vuol farcelo sapere. Francesco strumentalizzato per una battaglia che non è la sua

Continuando nella serie delle notizie importanti totalmente censurate  dai giornali e dei telegiornali italiani che contano,  mi soffermo questa volta sul vibrato appello con cui i vescovi dell’Africa Occidentale esortano i loro giovani a non tentare più l’avventura disperata dell’emigrazione irregolare verso l’Europa che – osservano – oltre a finire spesso in tragedia non conviene né a loro né alla loro patria.

Riuniti a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, per l’ Assemblea plenaria della Conférence episcopale régionale de l’Afrique de l’Ouest,  CERAO, la loro Conferenza subcontinentale, tali presuli ne hanno concluso i lavori lo scorso 24 maggio appunto con un appello che tra l’altro colpisce alla radice l’ideologia neo-anarchica con cui queste migrazioni vengono politicamente gestite  in Europa dall’ultra-sinistra: una trappola in cui purtroppo cadono anche larghi settori della Chiesa.

Nell’appello i vescovi richiamano l’attenzione dei giovani sui “pericoli delle migrazioni irregolari”. “I nostri cuori di Pastori e di padri”, affermano, “soffrono nel vedere imbarcazioni sovraccaricate di giovani, di donne e di bambini sprofondare nei flutti del Mediterraneo”. Rivolgendosi direttamente a queste persone i vescovi affermano di “comprendere la vostra sete di felicità e di benessere che i nostri paesi non vi offrono. La disoccupazione, la miseria, la povertà sono dei mali che umiliano e rivoltano le coscienze (…) Ciononostante questa situazione non deve condurvi a sacrificare la vostra vita lungo vie pericolose e destinazioni incerte. Non lasciatevi ingannare da false promesse che vi portano alla schiavitù e a un avvenire illusorio!”. I vescovi invitano i giovani  a impegnarsi piuttosto con tenacia per avere successo in Africa e così “rendere prospero questo continente” e nello stesso tempo invitano i politici africani a combattere la corruzione e ogni altro ostacolo che frena lo sviluppo dell’Africa. Il documento nel suo testo integrale si può facilmente trovare in Internet in lingua francese e credo anche in lingua inglese.

Chi in Europa facilita e legittima le migrazioni irregolari ha davvero a cuore il bene di questi migranti? Se ciò fosse vero un documento come quello dei vescovi della CERAO avrebbe dovuto fare notizia e innescare un ampio dibattito. Invece zitti tutti. Il che significa che non è certo il bene di questi disperati ciò che interessa a chi perora la causa della loro accoglienza indiscriminata. Costoro finiscono insomma di essere oggetto di una doppia strumentalizzazione: da un lato quella di chi lucra sull’organizzazione del loro viaggio e dall’altro quella di chi li usa politicamente per stringere d’assedio governi sgraditi.

Avevo atteso che qualche giornale o telegiornale rompesse il silenzio, con la segreta ma delusa speranza che lo facesse almeno la stampa ufficiosa cattolica, ma niente di tutto questo è sin qui accaduto, il che induce a meste considerazioni. Ieri ho pensato infine che, nel mio piccolo, fosse venuto il momento di dare almeno un colpo al muro quando ho visto La Repubblica con la prima pagina dominata da un titolo a quattro colonne in cui si proclamava una sciocchezza come “Cattolici a un bivio: il Papa o Salvini”, e quattro pagine all’interno del medesimo livello. E dove, come se non bastasse,  aggiungendo equivoco ad  equivoco (che pro bono Ecclesiae mi auguro sia in buona fede) nomi noti del cosiddetto mondo cattolico venivano chiamati a strumentalizzare pure Papa Francesco incastrando i suoi sacrosanti  appelli al dovere del salvataggio di vite umane in pericolo dentro un disegno politico complessivo che non gli appartiene.

Dal salvataggio di vite in pericolo non deriva ipso facto un presunto dovere di accoglienza stabile e definitiva della persona salvata. Sono due cose che non hanno niente a che fare l’una con l’altra. Mischiarle equivale a trasformare la domanda di soccorso in una licenza di invasione. E soprattutto ci si dovrebbe impegnare a fermare questi esodi in partenza, come suggeriscono i vescovi della CERAO, impegnandosi davvero a creare le condizioni perché chi oggi è tentato dalla migrazione irregolare possa invece restare in patria a favorirne lo sviluppo.

9 luglio 2019

 

 

 

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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3 risposte a Vescovi africani si schierano contro le migrazioni attraverso il Mediterraneo, ma qualcuno non vuol farcelo sapere. Francesco strumentalizzato per una battaglia che non è la sua

  1. Massimo Tonucci ha detto:

    Negli anni 70 con Ronza fummo i primi in Italia ad ospitare un giovane prete tailandese che in una lingua di terra confinante con la Cambogia accoglieva in campi profughi tailandesi cambogiani che fuggivano dalla loro terra. Invitammo questo giovane sacerdote a Pesaro poi venne al Meeting di Rimini. Come vedi Robi siamo ancora sulla breccia…..ciao

    • Robi Ronza ha detto:

      Lieto e grato perchè siamo entrambi ancora sulla breccia ti ringrazio per averlo ricordato. E’ una storia tutta da riscoprire di cui si trova ampia eco (dico per chi può accedere ad archivi ove lo si conserva) nei numeri del settimale Il Sabato del 1979-80.

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