Quando essere veloci è più importante che sapere di che cosa si sta parlando: il caso della rassegna stampa di Sky Tv

La vicenda politica oggi è quello che è, ma talvolta l’informazione finisce per essere anche peggio. Frutto di una cultura per la quale è innanzitutto importante essere veloci, più importante che sapere di che cosa si sta parlando, molto del giornalismo attuale è paccottiglia. Raramente però mi era accaduto di trovare così ampia conferma di tale mesto stato di cose come nell’edizione di stamattina della rassegna stampa del telegiornale di Sky tv.

Nella prima versione di questa nota  avevo citato il nome del conduttore di turno della rubrica. L’avevo fatto con disagio, e solo per dovere di precisione, perché non si può pensare che sia colpa soltanto sua se ha studiato poco e male sin dalle scuole elementari, e se non ha mai incontrato un capo redattore in grado di accorgersene e di sollecitarlo a colmare le sue lacune (consigliandogli frattanto di moderare la sua presunzione). Ora l’ho tolto accettando il rilievo di chi mi ha osservato che comunque ciò poteva non essere rispettoso nei suoi confronti. Non è  d’altra parte una singola persona bensì una situazione complessiva quella che intendevo e intendo denunciare.

A causa della festa di Ferragosto — uno dei pochi giorni dell’anno in cui in Italia le redazioni dei giornali restano chiuse — la rassegna si riferiva oggi solo a siti web e a qualche giornale straniero. Una circostanza particolarmente sfavorevole per quel conduttore le cui trionfanti traduzioni al volo di titoli dall’inglese, dal francese e dallo spagnolo sono quasi sempre lacunose e non di rado sbagliate. Almeno si aiutasse con le figure, ma ama troppo essere veloce per perdere tempo a guardarle. Le immagini dell’atterraggio di fortuna di un aereo della Ural Airlines in un campo di mais nei pressi di Mosca gli dovevano essere giunte con una didascalia nell’inglese degli Stati Uniti in cui “corn”, non significa grano bensì mais.

Nelle foto e nelle riprese si vedeva infatti che l’aereo era in mezzo a un grande campo di mais, ma niente da fare. Per lui era in mezzo a un campo di grano. In quanto a un titolo in inglese in cui si diceva  delle due “congresswomen”, ossia parlamentari federali statunitensi, cui Trump ha chiesto a Netanyahu di negare l’ingresso in Israele, dopo un attimo di smarrimento lo sguarnito ma guizzante collega si  è avventurato a parlare di loro come di due “elette” (non si sa se nel senso morale o tecnico del termine..).

Si passa poi alla lettura del titolo di un giornale francese ove si dice che lo scorso “juillet” ossia luglio è stato il più caldo da decenni. Niente da fare: il nostro scambia “juillet”, luglio, per “juin”, giugno, e proclama che in Francia lo scorso giugno ecc.  Passando poi ad aggiornarci sulla crisi del Kashmir, territorio a statuto speciale amministrato dall’India, dice che la crisi è scoppiata perché l’India ha deciso di “sospendere l’indipendenza” di tale territorio. Ovviamente il Kashmir non è mai stato indipendente; né la sua indipendenza, se mai ci fosse stata, avrebbe potuto venire sospesa dall’India. Il dirupo da cui pare sia purtroppo precipitato a Policastro (Salerno) un turista francese diventa quindi una falesia, ma il più bello arriva quando il nostro commenta la notizia secondo cui Trump sarebbe interessato a comprare la Groenlandia dalla Danimarca. “Bizzarra idea”, commenta  con sapienza, “come se un pezzo di mondo si potesse comprare a suon di dobloni!”. Evidentemente il meschino non sa che molta parte del territorio degli Usa è frutto di acquisti in denaro: nel 1803 Washington comprò dalla Francia di Napoleone la Luisiana francese, due milioni e 140 mila chilometri quadri estesi dall’attuale Luisiana fino ai confini con il Canada; e nel 1867 comprò l’Alaska dalla Russia. Quindi, per inattuale che sia oggi un’idea del genere, per gli americani l’acquisto in denaro di territori non ha niente di bizzarro; è qualcosa che fa parte della loro storia.

16 agosto 2019, aggiornato il 17 agosto

www.history.com

 

 

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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