Crisi di governo: meglio stare con i barbari che con gli ottimati, e men che meno con quelli che stanno non si sa dove

Tra le forze politiche in campo siamo ormai alla pantomima. Quale che ne sarà l’esito diventa perciò più che mai importante farsi un’idea della sostanza della posta in gioco, ovvero di ciò di cui in questi giorni non si parla mai.

E’ vero che buona parte della cronaca politica corrente è fatta di sciocchezze e di non-notizie. Al di sopra e al di là di esse è in atto tuttavia uno scontro decisivo per le sorti del nostro Paese. In modo certamente schematico ma nella sostanza reale si può dire che nell’Italia messa a dura prova dalla globalizzazione stanno l’uno di fronte all’altro due blocchi sociali, uno composto dai ceti produttivi e l’altro da coloro che vivono o sperano di vivere di spesa pubblica non produttiva. Per natura i primi cercano una rappresentanza politica di tipo “girondino”, ovvero lato sensu liberale e quindi autonomista; i secondi invece cercano una rappresentanza politica di tipo “giacobino”, ovvero post-marxista, radicale e quindi statalista.

Nessuno dei due blocchi trova una risposta davvero adeguata sulla scena della vita politica italiana. Restando ad ogni modo nella sfera del meglio del peggio, i primi hanno motivo di guardare alla Lega, a Forza Italia e a Fratelli d’Italia; i secondi invece al Movimento 5 Stelle, al Partito Democratico e alle forze minori nate dalla sua diaspora. Oggi come oggi le carte sul tavolo sono queste. Carte migliori non ce ne sono più o non ce ne sono ancora. Bisogna lavorare perché ci siano; questo però riguarda il futuro  (speriamo prossimo), ma non il presente.

Stando così le cose, a mio avviso chi prende le mosse dal convincimento che in politica si deve partire non dallo Stato bensì dalla persona in relazione con l’altro, e quindi dalla sussidiarietà come modello generale di riorganizzazione della vita pubblica, deve oggi volgersi senza remore verso i partiti “girondini”. Tra questi, al di là di tutti i suoi limiti, il più vicino alla gente comune, il più popolare è la Lega. Pertanto,  che si debba per un po’ sopportare un governo giallo-rosso o che si vada subito alle elezioni, come sarebbe auspicabile, oggi si devono sostenere questi “barbari”, dico riprendendo termini tratti da un acuto editoriale di Ernesto Galli della Loggia apparso di recente sul Corriere. Non gli “ottimati” che stanno dall’altra parte, e nemmeno quelli che stanno non si sa dove.

 

26 agosto 2019

 

 

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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Una risposta a Crisi di governo: meglio stare con i barbari che con gli ottimati, e men che meno con quelli che stanno non si sa dove

  1. Sisco22 ha detto:

    Vittadini-CL-CdO si schierano sempre col miglior offerente.

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