Governo Conte bis: il prezzo che si dovrà pagare

Per cominciare a capire qualcosa in più sull’abile colpo di mano grazie al quale senza cambiare premier si è cambiato il governo, varrà la pena di ascoltare con la massima attenzione  il discorso con cui Giuseppe Conte chiederà domani la fiducia alla Camera. Sarà importante non tanto soffermarsi sui già annunciati punti del  suo programma (scatole chiuse con etichette suadenti ma di ignoto contenuto) quanto capire quale prezzo dovrà pagare, e a chi, in cambio della plateale benevolenza di cui il nuovo governo è stato beneficiato dall’ordine costituito nordatlantico che regna sull’Europa.

Si incrociano in Europa tre grandi linee di gravitazione geo-politica, rispettivamente nordatlantica, mediterranea e baltico-danubiana. Per un insieme di motivi storici, che per brevità non rievochiamo qui, fino ad oggi la prima si è sempre imposta sulla altre due. La loro equa composizione è invece  conditio sine qua non perché l’Unione Europea diventi un soggetto forte cessando di essere il gigante economico ma insieme il nano politico che tuttora è.

Fra le tante cose che la cultura politica dei 5 Stelle e quella del Pd hanno in comune c’è anche un’innata reverenza verso il Nord Europa. E’ una reverenza che nasce dal convincimento che essendo passato attraverso la Riforma protestante il Nord Europa sia perciò all’avanguardia della modernità, mentre invece il Sud e l’Est dell’Europa siano alla retroguardia perché la respinsero. Movimento 5 Stelle, Pd e forze minori di sinistra condividono perciò  un complesso d’inferiorità nei riguardi del Nord Europa che li rende spontaneamente proni all’interesse nordatlantico, con vivo compiacimento dei diretti interessati ossia i Paesi nordeuropei. Nella misura in cui predomina questa mentalità e quindi questa strategia un Paese come il nostro è invece strutturalmente svantaggiato. Bene lo si vide ad esempio quando entrammo nell’area dell’euro col cappello in mano accettando senza fiatare un cambio lira/euro e delle condizioni per noi molto svantaggiose. Chi invece oggi vuole sì un’Unione Europea, ma la vuole diversa, ovvero non soltanto orientata all’interesse nordatlantico, viene bollato come anti-europeo, sovranista, nazionalista e così via.

In tale quadro il voto  dei 5 Stelle a favore della nomina di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione Europea ha segnato lo scorso 16 luglio l’inizio dell’operazione che in questa settimana si è completata con la nomina del nuovo governo giallo-rosso. Se dunque domani, come è molto probabile, il premier incaricato Conte canterà le lodi dell’Unione Europea così come attualmente è, ovvero a sola trazione nordatlantica, ignorando l’Europa danubiana e additando il Mediterraneo come problema, e  non come risorsa primaria per l’Italia e per gli altri membri mediterranei dell’Ue da valorizzare con una politica attiva di pacificazione e di sviluppo condiviso, avremo allora la conferma di quanto lontano sia il nuovo governo dai veri interessi del nostro Paese.

Se poi tutta la stampa italiana più diffusa continuerà  a digerire senza un singulto una “discontinuità” caratterizzata dal passaggio dello stesso premier da un governo all’altro, e se da Bruxelles, da Parigi e da Berlino continuerà la pioggia di pacche sulle spalle di Conte e dei suoi ministri, allora avremo la conferma tanto della miopia quanto della forza dei gruppi di potere mobilitatisi a favore di tale operazione. Di fronte a un blocco del genere rumoreggiare in massa davanti alla Camera può essere consolatorio, ma conta poco. Conterebbe molto di più – diciamolo ancora una volta – lavorare alla costruzione di tutte le alleanze e di tutti i consensi qualificati  che oggi occorrono, in sede tanto nazionale che internazionale, per trasformare una maggioranza elettorale in una maggioranza di governo.

8 settembre 2019

 

 

 

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Diario e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Governo Conte bis: il prezzo che si dovrà pagare

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.