Sardine: ovvero come propagare il disprezzo e l’odio per l’avversario politico dicendo di volerli combattere

A un mese da quando riempiendo la Piazza Grande di Bologna le sardine* fecero la loro improvvisa comparsa sulla scena politica del Paese, tutto fa pensare che domani a Roma in piazza San Giovanni la loro prima grande assemblea nazionale le consacrerà definitivamente nel ruolo di nuova inattesa forza del sin qui boccheggiante schieramento di centrosinistra.

Nella storica piazza davanti alla basilica di San Giovanni in Laterano, sede canonica delle maggiori assemblee di massa sia dei sindacati che dei partiti e dei più diversi movimenti, gli organizzatori si attendono per domani non meno di 100 mila sardine convocate via Internet al grido (telematico) “crea la tua sardina e scendi in piazza per difendere i valori di democrazia e uguaglianza. Unisciti al banco. La piazza ci aspetta. E ci spetta!”. Sarebbe sciocco negare la genuinità del nuovo movimento: non si mobilitano in così breve tempo tante persone se non dando voce a domande ed esigenze reali. La grande eco benevola che tutti i maggiori giornali e telegiornali riservano alle sardine e alle loro adunate contribuisce senza dubbio ai loro successi, ma da sé sola non basta a spiegarli. Questo non significa tuttavia che siano un fiore di campo. Non si mobilitano in così breve tempo tante persone, non si organizzano in poche settimane oltre 30 assemblee di massa in altrettante città diverse se non si ha una notevole esperienza politica e se non si può contare su una notevole organizzazione. I quattro fondatori sono giovani, ma danno l’impressione di non essere inesperti, né sprovveduti, né tanto meno soli.

Il disegno politico alla base del fenomeno è non solo evidente ma anche esplicito. Già a margine della manifestazione di Bologna Mattia Sartori, il portavoce del gruppo dei fondatori del movimento, si è preoccupato di dire che “il nostro ruolo è quello di anticorpo. Siamo più un anticorpo che un movimento politico”. Per chi non avesse ancora capito contro quale pericoloso batterio tale anticorpo fosse mobilitato ha però subito aggiunto che le sardine sono nate “in contrapposizione a Salvini”; e che vogliono essere “non una comunità fluida ma una comunità fisica”.

È nell’interesse della democrazia, quindi nell’interesse di tutti, che quella parte del Paese  oggi definita come «centrosinistra» trovi in qualche modo una rappresentanza più dinamica e originale delle stanche forze politiche che sin qui la rappresentano. Una democrazia infatti funziona male se  le grandi componenti della sua società civile non sono tutte adeguatamente rappresentate anche in sede politica. In questo senso dunque molti auguri alle sardine.

Ciò fermo restando è tuttavia preoccupante che il nuovo movimento da un lato nasca non per porsi ma per contrapporsi, per dire “no” a Salvini senza dire “sì” a niente di preciso. E tanto più preoccupante è che dimostri di restare nell’alveo di quella cultura leninista secondo cui l’avversario politico non è un uomo come noi col quale semplicemente non siano d’accordo riguardo al bene comune del Paese, ma una bestia (nel caso di Matteo Salvini uno squalo); un essere indegno che va innanzitutto disprezzato se non odiato. In questo senso nell’espressione del loro disprezzo e del loro odio per Salvini le sardine sono più moderne, e quindi più raffinate nella forma, rispetto a Lenin e a tutti i suoi vecchi e nuovi eredi in Italia, ma sono uguali nella sostanza. E questo non fa affatto bene alla nostra già claudicante democrazia.

13 dicembre 2019

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*Sardine: movimento politico – nato all’improvviso nel novembre 2019 in Emilia-Romagna sulla base di un appello diffuso via Facebook — che si ispira  simbolicamente al caso delle sardine le quali, nuotando strette fianco a fianco  in grandi banchi, riescono perciò a rendersi invulnerabili agli attacchi degli squali. Ai partecipanti alle manifestazioni del movimento viene chiesto di scendere in piazza mostrando e sventolando non bandiere o simboli di partito ma solo cartelli su cui siano disegnate sardine in grandi dimensioni.

Nota. Vedo con piacere di venire seguito anche da lettori all’estero, da Paesi non solo vicini ma anche molto lontani dall’Italia: dalla Groenlandia all’Australia, dal Cile alla Cambogia. Ho pensato perciò di inserire qualche volta delle note esplicative, come quella qui sopra, superflue per i lettori dall’Italia ma forse utili per loro.

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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Una risposta a Sardine: ovvero come propagare il disprezzo e l’odio per l’avversario politico dicendo di volerli combattere

  1. Bocian ha detto:

    “Una democrazia infatti funziona male se le grandi componenti della sua società civile non sono tutte adeguatamente rappresentate anche in sede politica”
    Verissimo. Ma, oltre al fatto che i riferimenti politici delle “sardine” stanno in parlamento e persino al governo, trovo strano, dott. Ronza, che non abbia fatto notare che – unico caso al mondo – si tratta di manifestazioni di piazza e di protesta non contro chi governa (come sarebbe logico, visto che ha le leve del potere) ma contro chi sta all’opposizione.

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