Corona virus. Ormai la frittata è fatta. E per di più non sembra che si sia imparata la lezione

Ormai la frittata è fatta. Diffondendo all’interno sproporzionate paure poi rimbalzate in tutto il mondo, l’enfatica e ossessiva eco mediatica della scoperta in Italia di due modesti focolai di corona virus ha causato danni molto gravi a un’economia già in difficoltà.  Si può almeno sperare che la lezione sia stata imparata? A vedere che cosa è successo da quando il governo ha sollecitato  giornali e tv ad abbassare i toni, sembra purtroppo di no.

La comunicazione di massa — in particolar modo ma non  solo quella della tv — è molto più quantitativa che qualitativa.  A prescindere da come se ne parla, la notizia cui viene dedicato più spazio e tempo è quella che conta di più e che è più gravida di conseguenze preoccupanti. Non capirlo equivale a non conoscere l’abc del linguaggio radiotelevisivo. Il modo più efficace di spegnere l’ondata di paura che ha fatto seguito all’enfatica e ossessiva “copertura” mediatica della vicenda del corona virus sarebbe stato in primo luogo quello di parlare anche d’altro riducendo di conseguenza lo spazio e il tempo dedicati al morbo. Innanzitutto questo avrebbe contribuito a ridimensionare l’allarme.

Invece si sta continuando a dare massimo quando non  esclusivo rilievo  alle cronache riguardo al corona virus, salvo porre qualche accento in più sui successi del contrasto al suo diffondersi  e sul fatto che nella maggior parte dei casi la malattia non è grave. Qualcosa che a questo punto non basta affatto a rovesciare la situazione.

La vicenda ci ha fatto cioè scoprire che i media sono per lo più nelle mani di «apprendisti stregoni» i quali dimostrano di non rendersi affatto conto della potenza degli strumenti di cui dispongono e dei loro possibili effetti squilibranti; oppure che per aumentare il numero dei loro telespettatori e quindi dei loro profitti non sanno resistere alla tentazione di diffondere paura a piene mani. A ciascuno di noi non resta che rimediare al guaio in tutta la misura del possibile gettando gocce di buon senso nel mare di questo gigantesco equivoco (con la speranza che le gocce siano tante).

1 marzo 2020

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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