Le calunnie di Saviano e Formigoni

Dal momento che non li ha mai spiegati, non so per quali motivi e sulla base di qualinotizie Roberto Saviano inveisca contro Formigoni e lo insulti definendo “ras”, “corrotto”,  “corruttore” e così via. È difficile capire in base a quali esperienze e a quali informazioni uno scrittore nato a Napoli, cresciuto a Caserta e che da tempo vive a New York si senta così sicuro di poterlo mettere alla gogna insieme ai milioni di lombardi che con ampia maggioranza lo elessero per quattro volte alla presidenza del governo della loro regione. Tutto ciò considerato, tanto furore sembra quasi più patologico che logico.

È assumendo come prove certe delle supposizioni che l’ex-presidente della Lombardia venne condannato e messo in carcere. Siccome questo emerge chiaramente dalla lettura della sua sentenza di condanna, sono tra coloro che ritengono egli sia vittima di un errore giudiziario.

Saviano è il fortunato autore di Gomorra, romanzo di denuncia ma anche paradossalmente epopea della camorra napoletana. Dal romanzo la multinazionale Sky Tv ha tratto l’omonima serie televisiva grazie a cui in tutto il mondo Napoli non è più la città di Fenestella ‘e Marechiaro e di Voce ‘e notte bensì solo e soltanto una grigia e cupa giungla di cemento dove sotto un cielo sempre plumbeo vive un’umanità dedita al male, alla sopraffazione e alla violenza.

Dopo aver  squalificato la propria città natale viene da pensare che Saviano,  dagli Stati Uniti dove vive confortevolmente grazie al successo di tale operazione, stia mettendo le basi per tentarne il bis con i personaggi cambiati. Che stia lavorando cioè a una nuova “Gomorra” con Milano al posto di Napoli. Siccome però a Milano manca un’organizzazione criminale consolidata e storica come la camorra napoletana c’è da domandarsi se lo scrittore non pensi di assegnare il ruolo demoniaco nientemeno che a Cl, e quello del sua figura emblematica nientemeno che a Roberto Formigoni.

Ricordiamo ancora una volta che il principio di laicità è entrato nella storia con Cristo e la sua Chiesa; ed è tra l’altro per  affermarlo che i cristiani versarono sangue per tre secoli. E’ perciò ovvio che non la Chiesa ma ogni singolo cristiano è responsabile del proprio eventuale impegno politico individuale o organizzato. E ciò vale analogamente per qualsiasi specifico lembo di Chiesa, dunque anche per Comunione e Liberazione.   E’  pur vero tuttavia che  nella storia della Repubblica italiana l’unica importante esperienza politica lucidamente ispirata alla dottrina sociale della Chiesa  sono i diciotto anni di governi della Regione Lombardia presieduti da Roberto Formigoni. Governi che, proprio in forza di tale azione politica laicamente proposta e attuata, raccolsero grande consenso popolare. Della consistenza del progetto e della vastità del consenso è un’eredità assai significativa il vigente Statuto d’autonomia della Lombardia, approvato dal Consiglio regionale quasi all’unanimità nel 2008. Siccome ciò è chiaro e lampante per tutti, amici e nemici, questo spiega perché Saviano faccia un sol fascio di Cl e dell’azione politica di Formigoni. E accusi lui, che non governa più la Lombardia dal 2012, e insieme a lui addirittura Cl in quanto tale, di essere i primi responsabili di carenze dolose, peraltro tutte da dimostrare, della politica di contrasto dell’epidemia di Covid-19 messa in atto dall’attuale governo regionale lombardo.

Ferme restando tutte le distinzioni che è doveroso fare, non si può dunque difendere Cl senza difendere Formigoni e viceversa. L’uomo venne in sostanza assediato, fatto cadere e portato in tribunale per quello che impersonava: un governo  laicamente ispirato alla visione del mondo cristiana, e  per di più sostenuto da grande consenso popolare, al potere nella regione più popolosa e più avanzata d’Italia. Qualcosa perciò di insopportabile per la borghesia laica progressista che è la vera «razza padrona» del nostro Paese. E’ questo il nocciolo della questione. Tutto il resto è banale.

22 aprile 2020

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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2 risposte a Le calunnie di Saviano e Formigoni

  1. Bocian ha detto:

    Caro dott. Ronza, in parte mi stupisco del suo stupore. Il percolato ideologico (come lo ha definito qualcuno) che il Saviano spande a piene mani, ha probabilmente un obiettivo preciso: far dimenticare il più possibile i #milanononsiferma e #abbracciauncinese. E quale strategia è più efficace di quella del “dagli al nemico” invece del ragionare sui fatti?

  2. Matteo Fiore ha detto:

    Caro Ronza, ben scritto!

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