Lo scontro senza esclusione di colpi in corso nel Mediterraneo, e le frattaglie di cui ci si sta  occupando a Roma

Malgrado il grosso ma soprattutto le moltissime frattaglie che stanno bollendo nella pentola della politica nel nostro Paese, sarebbe ora che a Roma si ricominciasse a pensare pure al Mediterraneo.

Da quando nel 2015, al tempo del governo Renzi, in un’area in sua concessione nelle acque territoriali egiziane, l’Eni scoprì e quindi assicurò all’Italia il gigantesco giacimento di gas naturale poi chiamato Zhor, nel Mediterraneo è infatti iniziata una «guerra subacquea» senza esclusione di colpi  di cui lo sventurato Giulio Regeni fu a mio avviso la prima vittima (cfr. in questo stesso sito  Giulio Regeni: esigere la verità, ma senza fare il gioco di chi del suo efferato assassinio vuole cinicamente fare un uso politico, 11 aprile 2016).

Sullo spunto di tale scoperta l’Eni ha, a quanto pare, elaborato un piano di grande respiro strategico. Il piano consiste nello sviluppo di un sistema di gasdotti sottomarini grazie ai quali mettere in rete i suoi giacimenti di gas in Libia e appunto in acque egiziane con quelli altrettanto ricchi che sono stati individuati nel tratto di  Mediterraneo compreso tra le coste di Israele, le coste di Cipro e le acque territoriali delle isole greche dell’antico Dodecanneso. Grande crocevia designato di tale sistema è Cipro, Stato membro dell’Unione Europea e importante “hub” dei rapporti non ufficiali, negati ma sempre più intensi, tra Israele e il mondo arabo.

Contro tale progetto varie potenze si stanno muovendo. Tra queste in particolare la Turchia neo-ottomana di Erdogan. Nel febbraio scorso Ankara ha firmato con l’evanescente governo di Tripoli un accordo che estende le Zone economiche esclusive, Zee, dei due Paesi fino a renderle confinanti tra loro nelle acque del Mediterraneo immediatamente a sud di Creta, la maggiore delle isole greche.  Tutto insomma è pronto per lo scoppio di una crisi di prima grandezza con la Francia che soffia sul fuoco alla ricerca, a spese dell’Italia, di quell’ampliamento della sua zona d’influenza nell’area cui puntava con l’attacco alla Libia di Gheddafi, finito poi come sappiamo.

Se queste cose sono tanto importanti perché giornali e telegiornali italiani ne parlano poco o nulla? Per informazioni rivolgersi ai loro direttori, ai loro editori e ai loro grandi patroni.

31 agosto 2020

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Diario e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Lo scontro senza esclusione di colpi in corso nel Mediterraneo, e le frattaglie di cui ci si sta  occupando a Roma

  1. Rosanna Fossà ha detto:

    Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur

  2. Bocian ha detto:

    Sarebbe interessante anche conoscere la posizione del Ministero degli Esteri…
    Anzi no, meglio no. Molto meglio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.