Il pio Joe Biden, l’aborto e la discesa in campo dei vescovi americani

Tenuta accuratamente nascosta dalla stampa italiana più influente durante tutta la campagna presidenziale, negli Stati Uniti la questione della scelta pro-aborto di Biden  è tornata alla ribalta con una forza tale che nemmeno i nostri giornali a lui più favorevoli stanno riuscendo ad ignorarla. Sarà paradossale ma comunque è vero che mentre il pluridivorziato Trump, ex-libertino e tiepido protestante, è apertamente schierato contro l’aborto, il buon padre di famiglia e pio cattolico Biden considera la scelta di uccidere un bimbo nel seno materno come un fatto privato che lui non condivide ma che ritiene non si possa vietare per legge.

Se dunque il convincimento che il ricorso all’aborto sia immorale è ormai maggioritario tra gli americani, d’altro canto sembra di capire che in campo cattolico regni una grande confusione. Basti dire che sulla stessa linea di Biden è anche un’altra personalità cattolica di primo piano, l’italo-americana Nancy Pelosi, presidente della Camera dei Rappresentanti e arci-nemica di Trump, che in quanto madre di cinque figli sostiene di essere perciò più cattolica di tanti suoi fratelli nella fede che pur essendo pro life hanno meno figli di lei. Si conferma così ancora una volta quanto la pretesa che l’aborto sia lecito, e perciò debba essere legale, sia prima di ogni altra cosa un frutto del sonno della ragione. Implica infatti l’irrazionale censura del fatto che in esso entrano in gioco due vite e non una.  E quella del nascituro è in ogni caso la più indifesa, e quindi la più meritevole di tutela.

Fatto sta che una delle ultime decisioni presidenziali di Trump è stata quella di proclamare il 23 gennaio “Giornata nazionale della santità della vita umana” (National Sanctity of Human Life Day). In quel giorno ogni anno negli Usa si svolgono delle manifestazioni contro l’aborto, la più importante nel centro di Washington, nell’anniversario del 23 gennaio 1973 quando con una sua sentenza la Corte Suprema lo rese indirettamente legale, imponendolo così anche in quella larga maggioranza di Stati Usa nei quali era vietato. La decisione di Trump rafforza quindi le manifestazioni del 23 gennaio dando ad esse un’ufficialità che finora non avevano.

Viceversa con uno dei decreti che ha firmato nel giorno della sua entrata in carica Biden ha sancito la ripresa dei finanziamenti a favore di agenzie dell’Onu cui Trump li aveva sospesi perché la promozione dell’aborto rientra nei loro programmi di cooperazione allo sviluppo.

Volendo evitare di venire coinvolta in modo strumentale nel duello elettorale fra Trump e Biden, fino alla sua entrata in carica la Conferenza dei Vescovi cattolici americani ha taciuto riguardo alla posizione di Biden sull’aborto. Nel giorno stesso del suo giuramento come Presidente degli Stati Uniti il presidente della Conferenza, l’arcivescovo di Los Angeles, mons. José Gomez, ha però pubblicato una dichiarazione molto chiara e insieme molto equilibrata — reperibile via Internet sia in inglese che in spagnolo (cfr. https://www.usccb.org/news/2021/usccb-presidents-statement-inauguration-joseph-r-biden-jr-46th-president-united-states) — in cui fra l’altro critica apertamente la posizione di Biden sull’aborto e sul gender sottolineando come siano contrarie sia alla ragione che alla fede. Si apre così un confronto tra la Conferenza episcopale statunitense e il nuovo presidente Usa che varrà la pena di seguire attentamente, e che non può venire ridotto a un teatro dei burattini, come la stampa italiana “illuminata” sta già tentando di fare, parlando semplicemente di Chiesa americana spaccata di fronte alla presidenza Biden.

22 gennaio 2021

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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3 risposte a Il pio Joe Biden, l’aborto e la discesa in campo dei vescovi americani

  1. Bocian ha detto:

    Carissimo Dott. Ronza, stavolta le devo fare davvero i miei complimenti.
    È riuscito laddove l’impresa sembrava impossibile: ammettere che c’è della puzza ma attribuire la maleodorante arietta a cause non meglio identificate.
    Sicché, se da una parte è quantomeno sconcertante (per usare un eufemismo assai blando) che in tema di aborto – per usare le sue parole – si debba prendere atto che “in campo cattolico regni una grande confusione”, per altro verso rimango basito al notare che i personaggi-emblema che lei propone sono Joe Biden e Nancy Pelosi. Due classici cattolici “soi-disant”, o “cattolici adulti”: in Italia ne abbiamo una notevole scorta, si può quasi dire che li abbiamo inventati noi, sono quelli del “sono cattolico, ma…” (lista lunghissima: da Romano Prodi a Matteo Renzi e fino a Giuseppe Conte, senza escludere pure quelli della sponda opposta, ma di questo semmai discuteremo in seguito, visto che questa specie di schizofrenia ne acchiappa parecchi e da parecchio tempo).
    Tornando al punto, per evidenziare e avvalorare questa “grande confusione” lei presenta i due schieramenti: la conferenza episcopale dei vescovi USA da una parte e i succitati Biden e Pelosi dall’altra, con un passaggio di “laudatio non petita” di Trump, che però è “debolmente protestante” (vorrà mica dire che è più cattolico dei “cattolici” di area dem?).
    Ora, posto che per chi approva o consente di approvare leggi abominevoli come l’aborto fino al nono mese (e chissà perché non lo chiamano direttamente infanticidio), di sostenere finanziariamente aziende che lucrano copiosamente sul massacro dei non nati, di buttare nel bidone dell’immondizia anche la difesa dell’obiezione di coscienza (e ne sanno qualcosa aziende ospedaliere costrette a chiudere o a rinnegare le proprie convinzioni), per tacere dell’appoggio a tutto il percolante mondo del mainstream genderistico, è quantomeno bizzarro o fuorviante trovargli una collocazione nel cosiddetto “campo cattolico”, varrebbe la pena di osservare i fatti. “La realtà è più grande di noi”, diceva una persona che forse anche lei ricorda come cara. E la realtà dice tutt’altro.
    Lei scrive: “Volendo evitare di venire coinvolta in modo strumentale nel duello elettorale fra Trump e Biden, fino alla sua entrata in carica la Conferenza dei Vescovi cattolici americani ha taciuto riguardo alla posizione di Biden sull’aborto.”
    E’ curioso che lei non ricordi però i numerosi mugugni verso Trump, e in piena campagna elettorale, da parte di numerosi esponenti del clero statunitense, tanto da farli di fatto figurare come endorsement verso lo schieramento opposto. Ma tant’è.
    Cita invece, con malcelato orgoglio, la dichiarazione (“molto chiara e insieme molto equilibrata”) del presidente della conferenza episcopale statunitense al neo presidente Biden. Intendiamoci: l’orgoglio è anche il mio. Anche senza arrivare alla vetta del “Noi ci alzeremo in piedi” di San Giovanni Paolo II, è stato un passaggio di chiarezza e c’è da esserne contenti.
    Ma allora dove sta la “confusione in campo cattolico”? Mi viene il dubbio che sia saltato qualche passaggio. Allora osservo qualche reazione alla suddetta dichiarazione da parte del “campo cattolico” (quello vero, non quello sedicente à la Biden, “che ogni tanto va a messa”). E salta agli occhi la reazione di un certo Cupich: “Oggi la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti ha rilasciato una dichiarazione sconsiderata il giorno dell’inaugurazione del presidente Biden”.
    Ha capito? “dichiarazione sconsiderata”, perbacco. E Il tale Cupich non è un oscuro parroco di campagna del middlewest: è un Cardinale di Santa Romana Chiesa, in quel di Chicago.
    Allora forse, alla fine dei conti, lei aveva ragione, Dott. Ronza. C’è davvero “grande confusione in campo cattolico”. Ma la colpa, a quanto pare, non è di Biden o di Pelosi. Pare invece che sia di una parte non piccola e non inconsistente del clero cattolico, da Padre Martin a Cupich ma non solo, non piccola e non inconsistente parte della gerarchia cattolica, che pur di non dispiacere ai Dem al potere (e, contemporaneamente, pur di dispiacere all’odiato Trump) si avventura a fare dichiarazioni allucinanti invece di difendere la verità e la fede, e si ostina a creare sconcerto nelle anime a loro affidate.
    Infine un commento alla sua chiosa sul “teatro dei burattini, come la stampa italiana “illuminata” sta già tentando di fare, parlando semplicemente di Chiesa americana spaccata di fronte alla presidenza Biden”. Ho paura che stavolta, come non di rado succede, la “stampa illuminata” stia vedendo le cose più chiaramente di quanto noi ci si ostini a non voler vedere.
    Sarà per quel “Ut Unum Sint”, e ci può stare. Ma pure “Amicus Plato” non merita di essere messo in un cantuccio, se non altro perché è la necessaria premessa all’essere liberi.
    Con immutata stima, Cordiali Saluti.

    P.S.: mi scuso per la lunghezza, e prometto di starmene zitto per almeno i suoi prossimi due articoli.

    • Bocian ha detto:

      P.P.S.: col capo cosparso di cenere, tuttavia mi corre l’obbligo di segnalare un’altra magnifica perla: qualche giorno fa il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, retto dall’ineffabile mons. Paglia, ha pubblicato un post su Facebook, in risposta a un’utente che esternava le mie stesse perplessità. L’incipit della risposta era: “Difendere il diritto all’aborto non significa difendere l’aborto”. Frase che non ha bisogno di commenti, per quanto risulta scombiccherata e logicamente insensata, oltre che manifestamente contraria alla Dottrina Cattolica di sempre e all’esplicito magistero della persona di cui quell’istituto porta il nome.
      Il post è stato poi prontamente rimosso. Si vede che qualcuno là dentro è rinsavito di colpo o si è reso conto della sottigliezza del ghiaccio sul quale stava amenamente pattinando, ma la rete (con la cache e gli screenshot) è inflessibile: rimane traccia di tutto, imbecillità comprese.
      Cosa dire, in conclusione? A quanto pare la “confusione in campo cattolico” non riguarda solo gli Stati Uniti, è più vicina. E parecchio.

      (OK, starò zitto per i suoi prossimi TRE articoli)

  2. Simone97 ha detto:

    Ronza hai censurato volontariamente l’appoggio plateale del Papa a Biden!
    Bravo! Complimenti! Campione d’ipocrisia. E dietro a te tutti i ciellini baciapile!
    Vi siete messi i paraocchi e ripetete sempre la solita difesa ridicola.

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