Vaccini anti-Covid: l’esempio di Israele e il vicolo cieco in cui l’Ue si è infilata a testa bassa

Europa (Unione Europea) sì, ma quale? Certamente non quella di adesso. Se il dibattito non  sul perché (ormai superato dai fatti) ma come dell’Ue non venisse tenuto ermeticamente chiuso dai padroni del vapore, e quindi dei grandi giornali e dei telegiornali, sulla politica dei vaccini anti-Covid19 ora la polemica sarebbe rovente. È ormai chiaro, come già ricordavamo, che la Commissione Europea si è fatta gabbare dalle tre multinazionali da cui si è impegnata senza garanzie ad acquistare tutti i vaccini occorrenti per i quasi 447 milioni di abitanti dell’Unione. Un affare gigantesco tanto più tenuto conto che la Ue è di sicuro un cliente solvibile. Per di più ha secretato i relativi contratti, che quindi nessuno può mettere in discussione. Né in ogni caso li potrebbe mettere in discussione il Parlamento Europeo che — essendo una camera senza diritto di iniziativa politica ma con soli poteri di revisione — può esaminare, salvo complesse alchimie formali, solo gli atti che la Commissione gli sottopone.

Se il dibattito di cui si diceva non fosse ermeticamente chiuso, magari qualche grande giornale e telegiornale farebbe sapere che Israele — l’unico Paese del mondo che sin qui è già riuscito a vaccinare circa la metà dei suoi abitanti — ha potuto adeguatamente rifornirsi dei vaccini che gli occorrevano perché ha subito proceduto all’acquisto di partite di tutti i circa 10-12 vaccini anti Covid 19 disponibili sul mercato internazionale. Il caso dell’Unione Europea ha invece dimostrato ancora una volta che il mito statalista della centrale unica degli acquisti non trova mai riscontro nella realtà dei fatti. L’esperienza non manca mai infatti di dimostrare che le enormi pressioni concentrate che ipso facto la centrale unica degli acquisti attira verso di sé, nonché lo scarso controllo pubblico effettivo delle sue procedure, finiscono per avere le conseguenze da cui appunto anche la sacrosanta Commissione Europea sta dimostrando di non essere immune.

Sarebbe bastato concordare in sede di Unione Europea un prezzo massimo di acquisto e il divieto agli   Stati membri di comprare più vaccini di quelli necessari per la loro popolazione, lasciandoli poi liberi di cercarseli da soli sul mercato internazionale, e oggi non saremmo nella situazione nella quale ci troviamo. Come nel campo dell’economia anche in quello delle istituzioni il nostro è un tempo in cui il minimo prezzo e la massima disponibilità dei beni e servizi vengono assicurati molto meglio dal metodo della concorrenza che da quello della pianificazione centralizzata. Il problema dei problemi è che il potere non se ne accorge o non se ne vuole accorgere.

21 febbraio 2021

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Diario e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Vaccini anti-Covid: l’esempio di Israele e il vicolo cieco in cui l’Ue si è infilata a testa bassa

  1. Giacomo ha detto:

    Io temo che non si siano fatti gabbare, ma abbiano gabbato noi… comprando centinaia di milioni di dosi, con i nostri soldi…
    E ora visto i dubbi, stiano creando una corsa al vaccino dovuto alla scarsità! Così invece di ragionare se sottoporsi o no ad un esperimento in cui le cavie siamo noi, fino al 2024…, ci affretta a farsi inoculare vaccini creati in 8 mesi invece che in otto anni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.