Cinque Stelle dalle barricate ai salotti. Cronache di una lunga ma rapida marcia

Quei grillini non più marziani, Corriere del Ticino*, 9 marzo 2021

Proponendosi come nuovo segretario del Partito Democratico, PD, al posto del dimissionario Nicola Zingaretti, il fondatore e leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, ha aggiunto l’altro ieri un altro anello alla catena di stravaganze e di provocazioni che caratterizzano la storia della sua rapida ascesa nel mondo della politica italiana.

D’altra parte della stravaganza come deliberato strumento di affermazione di nuove forze politiche non mancano casi anche in altri contesti: si pensi ad esempio a ciò che sulla scena politica ticinese fu Nano Bignasca (Giuliano Bignasca, 1945-2013, fondatore della Lega dei Ticinesi. Ndr).

Qualche giorno prima Grillo era sceso con la testa racchiusa in un casco da astronauta dall’auto con cui era venuto a Roma per presiedere un cruciale vertice del suo partito. Togliendosi poi il casco davanti ai cronisti e ai fotografi ammassati all’ingresso dell’albergo sede dell’incontro, aveva così dato espressione scenica a quanto da lui annunciato sulla Rete: «Oggi, alle 21:55, la sonda Perseverance atterrerà su Marte. Alla stessa ora, la Perseveranza atterrerà su un altro Pianeta, la Terra. Più precisamente alla Camera dei deputati. I Grillini non sono più marziani». Intendeva così far sapere che lui e i suoi hanno deciso di entrare a far parte dell’ordine costituito della politica italiana cessando di esserne i proverbiali «marziani». E in tal senso sosterranno a tutti i costi il nuovo governo Draghi.

Si mette per così dire la giacca e la cravatta un partito — preceduto da un Movimento Amici di Beppe Grillo attivo dal 2005 – che è giunto alla ribalta in Italia nel 2007 grazie a un’iniziativa chiamata nientemeno che Vaffanc…Day. Si trattava ufficialmente di una raccolta di firme per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare riguardante i criteri di “candidabilità ed eleggibilità dei parlamentari, i casi legittimi di revoca e decadenza dei medesimi e la modifica della legge elettorale”.

Il senso politico del Vaffanc…Day veniva ad ogni modo chiarito dalle manifestazioni di piazza che lo accompagnavano — la maggiore tra le quali alla presenza e con l’intervento di Grillo — incentrate nella sostanza su un’indiscriminata critica della democrazia rappresentativa in quanto tale.

Secondo Grillo e i suoi, infatti, l’avvento di Internet metterebbe la democrazia diretta alla portata non più soltanto di villaggi e di micro-Stati ma anche di Paesi con decine di milioni di elettori come l’Italia. Sarebbe ormai possibile la democrazia diretta come nel ‘700 il pensatore ginevrino Jean-Jacques Rousseau l’aveva teorizzata, ma che fino all’avvento di Internet di fatto risultava impraticabile. I parlamenti stanno perciò diventando superflui e sono destinati a sparire.

 In questo spirito nel 2016 il Movimento 5 Stelle si dotò di una piattaforma telematica, chiamata per l’appunto piattaforma Rousseau, che è intesa come un’assemblea generale permanente dei suoi iscritti. Significativamente però tale assemblea non ha potere di iniziativa politica. Vota infatti solo su richiesta dei vertici del partito, che peraltro né nomina né può revocare. D’altra parte tanto il nome e i simboli del partito quanto la piattaforma Rousseau sono di proprietà della Casaleggio & Associati, l’azienda milanese di servizi digitali creata da Gianroberto Casaleggio, co-fondatore del Movimento 5 Stelle insieme a Beppe Grillo, e oggi guidata da suo figlio Davide.

Dal Vaffanc…Day a Grillo col casco da astronauta la stravaganza permane, essendo posta al servizio di programmi politici anche molto diversi però sempre orientati nella direzione dello statalismo e di un forte accentramento del potere. Mentre in precedenza l’obiettivo era quello di andare al governo “per aprire lo Stato come una scatola di tonno”, parola dell’attuale ministro italiano degli Esteri, Luigi Di Maio, Grillo ha dato adesso al Movimento un nuovo programma molto a modo la cui stella polare sono “le azioni da mettere in atto secondo gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu”. I suoi elettori continueranno ciononostante a seguirlo? Molti no, ma quanti? Lo sapremo solo l’anno venturo, alla scadenza naturale di questa legislatura. Contro la prospettiva di uno scioglimento anticipato delle Camere i parlamentari grillini, un terzo almeno dei quali non ha speranza di venire rieletto, sono infatti schierati a testa bassa. 

  • Quotidiano della Svizzera Italiana

 

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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