Covid 19. La nobile guerra di cui sempre si parla, e quella meno nobile che si combatte cercando di non farlo sapere

Stato e Regioni: il centralismo che soffoca le autonomie, Corriere del Ticino*, 18 giugno 2021

Sullo spunto dell’emergenza della pandemia del Covid 19 si sta combattendo in Italia una battaglia politica «subacquea» ma non per questo meno aspra. Si tratta di un altro episodio della mobilitazione in corso sin dalla nascita della Repubblica, nel 1948, per impedire nei fatti quel passaggio dello Stato italiano dal centralismo alle autonomie che venne sancito dalla Carta costituzionale allora entrata in vigore.

Contro tale sviluppo subito si schierò, e fino ad oggi con notevole successo, il blocco di burocrazie centrali statali e para-statali nato e cresciuto sotto il fascismo, ma che poi dopo il fascismo nessun governo democratico ha mai potuto o voluto riformare. Escluso esplicitamente il modello federale, i cosiddetti “padri costituenti” ossia gli autori della Costituzione italiana vollero che le Regioni fossero sì enti con poteri legislativi, ma che i loro poteri legislativi fossero di regola delle «competenze concorrenti»; ossia che spettasse loro — come fra l’altro nel caso della “tutela della salute” — “la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato”. La “determinazione dei principi fondamentali” è il grimaldello che poi la burocrazia centrale, all’ombra dei più diversi governi, ha usato per ridurre a ben poco il reale potere legislativo delle Regioni.

La sanità è sin qui l’unica consistente eccezione. Ai tempi dell’Assemblea Costituente un vero e proprio sistema sanitario nazionale in Italia non esisteva, come anche altrove. La sanità era una semplice competenza di una direzione del ministero dell’Interno. Non le si dava l’importanza, né aveva il peso economico che ha adesso. Realmente istituite solo nel 1970, oltre vent’anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, le Regioni a statuto ordinario fecero in tempo ad assumersi tutte le loro competenze costituzionali in campo sanitario prima che nel 1978 nascesse a Roma il ministero della Sanità. Esso restò poi un’esile struttura fino al 1999 quando un governo di centrosinistra, per iniziativa del ministro Bassanini, stabilì venisse accorpato nel nuovo ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Sopraggiunse invece un governo Berlusconi che lo fece rinascere nel 2001 col nuovo nome appunto di ministero della Salute.

Obiettivo evidente del rinato ministero era quello di riaccentrare in tutta la misura del possibile quelle competenze in campo sanitario che frattanto non solo erano state pienamente assunte dalle Regioni, ma ne costituivano ormai la competenza principale. Oggi le Regioni italiane sono in sostanza enti sanitari: la spesa nel settore assorbe oltre l’80 per cento dei loro bilanci. Perciò il rientro sotto l’ala della burocrazia ministeriale della sostanza di quei poteri che la Costituzione assegna loro in campo sanitario è per tale burocrazia di importanza non solo tattica ma anche strategica.

Sin qui però l’impresa non era riuscita principalmente perché la Lombardia, con la riforma sanitaria dell’epoca dei governi di Formigoni, si era data un servizio sanitario così efficiente e quindi gradito ai cittadini da non poter essere messo in discussione. Si tratta però di una riforma che con la fine di tali governi restò a metà: completa a livello ospedaliero ma ancora da fare a livello della medicina di base, del presidio sanitario del territorio. Sopraggiunta all’inizio dello scorso anno la pandemia del Covid19, la Lombardia resse molto bene il colpo a livello ospedaliero, ma non altrettanto bene a livello appunto del territorio; quindi anche al momento della vaccinazione di massa stentò a mettersi in moto (anche se poi ricuperò brillantemente il tempo perduto). Di qui il varo di una grande offensiva contro i poteri delle Regioni in campo sanitario, preparata e accompagnata non a caso da un’accanita campagna di stampa contro la sanità lombarda.

Si tratta adesso di vedere come andrà a finire: se cioè, al di là di carenze che pur ci sono state, i fatti prevarranno sulle opinioni, e se quindi il carattere strumentale di questa campagna diventerà sempre più chiaro alla gente non solo in Lombardia ma anche nel resto del Paese.

*quotidiano della Svizzera Italiana

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Corriere del Ticino e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Covid 19. La nobile guerra di cui sempre si parla, e quella meno nobile che si combatte cercando di non farlo sapere

  1. Roberta22 ha detto:

    Si chiama Sintema Sanitario Nazionale, sig. Ronza. Quello che da a ogni cittadino il diritto di curarsi in tutto il Paese. La Regione Lombardia fa parte di una cosa chiamata Italia.

  2. Alberto ha detto:

    La ricostruzione di Ronza circa la sanità lombarda è quanto meno tendenziosa: non è esistita una fase A a cui doveva seguire una fase B, non realizzata a causa della caduta del “celeste”. La situazione B, cioè l’estrema fragilità della sanità territoriale e di prossimità, è dipesa dalle scelte in favore delle reti ospedaliere che hanno assolutamente privilegiato il privato, mosso esclusivamente da una finalità lucrativa. Le defaillances di un sistema di tale genere si sono palesate nel momento in cui una situazione del tutto imprevista ha svelato la sua mission volta a soddisfare non tanto i reali bisogni sanitari dei cittadini quanto piuttosto la volontà di guadagno dei proprietari delle strutture private.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.