Mikel Azurmendi (1942-2021): storia di un incontro e di una vita cambiata

Anche se ci eravamo incontrati e conosciuti soltanto via Zoom, la notizia diffusasi ieri sera dell’improvvisa morte di Mikel Azurmendi – noto in Italia anche per un suo intervento al Meeting di Rimini 2020 — mi ha colpito come quella di un vecchio amico.

Come tanti avevo letto con grandissimo piacere L’abbraccio. Verso una cultura dell’incontro, BUR/Rizzoli, 2020, il volume in cui egli, intellettuale di sinistra con un passato di militante dell’ETA, racconta la storia della sua riscoperta, anzi della sua scoperta di Cristo e della Chiesa grazie all’incontro con la gente e con l’esperienza di CL in Spagna.

Era una testimonianza, la sua, tanto più di grande interesse per me che proprio allora stavo scrivendo Luigi Giussani, Comunione e Liberazione & oltre, un libro, pubblicato poi quest’anno dalle Edizioni Ares, in cui cerco di spiegare (col vantaggio che mi viene dal non esserne un rappresentante ufficiale) che cosa CL è veramente al di là del muro di pregiudizi e di fraintendimenti entro cui si trova oggi racchiusa in Italia. Nel libro gli ho poi dedicato due pagine in cui suggerisco vivamente la lettura de L’abbraccio. Verso una cultura dell’incontro come una via maestra per farsi un’idea autentica della realtà di popolo germogliata dalla fede che Comunione e Liberazione è al di là dei suoi limiti e nel medesimo tempo dei preconcetti di cui si diceva.

Desiderando conoscerlo di persona ero riuscito di raggiungerlo tramite amicizie comuni scoprendo fra l’altro che, avendo egli letto un mio libro, non gli ero ignoto Per lui provai immediatamente una grande simpatia, forse anche ricambiata.

Lo scorso 2 luglio (cfr.qui Mikel Azurmendi, Mireille Yoga e altri: «Storie di un incontro e di vite cambiate»), su invito dell’Associazione Rosmini di Padova, partecipammo insieme alla presentazione via Zoom del libro Storie di un incontro e di vite cambiate a cura di Micol Mulè, Circolo delle Imprese/Amazon, Milano 2021, in cui vari fondatori e iniziatori di opere di rilievo (tra cui Arturo Alberti, Mario Dupuis, padre Pigi Bernareggi, padre Aldo Trento, Alda Vanoni, don Antonio Villa, Peppino Zola) spiegano come l’incontro con don Giussani sia stato all’origine di quanto hanno fondato e iniziato.

Nel corso dell’incontro — tuttora accessibile all’indirizzo Youtube dell’Associazione,  https://www.youtube.com/user/rosminipadova — i suoi curatori avevano avuto la piacevole sorpresa di sentirlo dire che la lettura di Storie di un incontro e di vite cambiate, era ciò che lo aveva infine deciso a presentare la sua domanda di iscrizione alla Fraternità di CL.

A parte questo, con ciò che aveva detto aveva ancora una volta dimostrato quanto egli fosse una conferma vivente di come nell’esperienza di fede gli ultimi sono i primi. Una volta mi aveva confidato di  dispiacersi di non aver trovato prima la fede. Gli avevo risposto che c’era a mio avviso qualcosa di provvidenziale in quel suo incontro tardivo che faceva appunto di lui un testimone così limpido e importante del «gli ultimi saranno i primi». Avrei voluto ridirglielo di persona su questa terra, ma non ho fatto in tempo. Glielo dirò quando ci rivedremo.

7 agosto 2021


 [R1]

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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