Don Antonio Villa, la fede e la speranza

Mi sono recato a salutare don Antonio Villa, fondatore nel 1976 a Tarcento (Udine) della scuola Mons. Camillo Di Gasparo di cui è tuttora la figura di riferimento. Di recente riportato nella sua casa dopo un lungo ricovero in ospedale, don Villa vive ora in condizioni di salute estremamente gravi. Tanto più considerando che egli una persona nota e stimata da molti lettori di questo sito, mi sembra giusto riferire di questo incontro, un privilegio che sento di dover condividere con i suoi tanti amici ed estimatori.

Per i molti che, come me, si incontrarono con lui già da prima a Milano, e poi nel Friuli colpito dai terremoti del 1976, è un amico di vecchia data. Una mostra sulla sua opera allestita al Meeting di Rimini 2016 («La carità costruisce per sempre /Friuli 1976-2016. Il terremoto, i volontari, don Villa, la scuola e radio Camilla») lo ha poi reso noto a un vasto pubblico.

Dal 2 agosto scorso i suoi amici ed estimatori in Friuli, cui ben presto se ne sono aggiunti altri dal resto d’Italia, stanno accompagnando con la preghiera don Antonio Villa nella sua prova. Ogni giorno con inizio alle ore 19 ha luogo via Zoom un Rosario a lui dedicato cui si può partecipare collegandosi all’indirizzo:

https://us02web.zoom.us/j/8545023634?pwd=WWlTUE9BbGlkTnovRmNCQk9TYWlNdz09

passcode: 831808

Dopo qualche giorno che partecipavamo a questo gesto, mia moglie Marina ed io abbiamo deciso di recarci a Tarcento a salutarlo di persona (sfidando la fatica, con preoccupazione dei nostri figli, di 900 chilometri complessivi di viaggio in auto, con in più la scomodità che dalla Lombardia al Friuli e ritorno si viaggia lungo l’asse ovest-est, quindi per quasi tutto il percorso si guida con il sole negli occhi sia all’andata che al ritorno). Era qualcosa che nel medesimo tempo desideravamo ma un po’ anche temevano, cui ci siamo decisi sapendo di poter pure contare sulla cordiale accoglienza di amici comuni e delle persone attorno a lui.   

È stato un incontro tanto indimenticabile quanto sorprendente. Fisicamente estenuato, don Villa parlava con notevole fatica, il che lo costringeva allo sforzo di esprimersi ogni volta con poche parole essenziali. Ciononostante la sua conversazione non era affatto smozzicata e vaga. Dal letto della sua malattia dialogava con chi aveva di fronte in modo paradossalmente attento e vivace testimoniando innanzitutto la fede e riannunciando innanzitutto la speranza. Sembrava avere lo sguardo rivolto nel medesimo tempo sia nell’al di qua che nell’al di là, e perciò aperto all’infinito come altrimenti non sarebbe possibile. Non ridico qui le parole che ci siamo scambiati anche perché ho notato che tra le persone che lo assistono ce n’è una che si annota ogni sua parola. Quindi immagino che ci sia già il proposito di rendere in futuro eventualmente pubblico quanto c’è di pubblico in questo suo insegnamento.

A conferma del sorprendente insieme di estenuazione e di energia che lo caratterizzava dirò questo: avviandoci alla conclusione del nostro incontro chiese che gli fosse data una penna e una copia del catalogo della più sopra ricordata mostra al Meeting di Rimini 2016 e, rialzatosi sul letto nella misura del possibile, con mano sorprendentemente ferma e sicura scrisse sul catalogo una dedica a “Robi e Marina, amici di sempre”.

22 agosto 2021      

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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