Draghi, «Youth4Climate» e le cose come stanno

C’è qualcosa che fa venire in mente la «crociata dei fanciulli» (una pagina della storia medioevale una volta tanto davvero oscura) nel movimento giovanile internazionale sorto attorno a Greta Thunberg, in questi giorni riunito a congresso in Milano.

È l’idea che con la loro innocenza i fanciulli, i più giovani abbiano perciò ipso facto una fermezza e una sapienza che gli adulti non possono più avere. Perciò la battaglia epocale — che gli adulti, colpevoli e incapaci di riscattarsi, non vogliono o non sanno combattere — potrà venire vinta soltanto se in campo ci scendono loro.

Il tema del congresso, “Youth4Climate: Driving Ambition (= Giovani per il clima: impellente ambizione”) esprime tale pretesa, tanto più se si considera che l’inglese “driving” significa anche “sferzante “, “urtante”, “battente”.  Siamo insomma nel pieno dell’onda all’apparenza generosa ma in realtà equivoca di cui già in precedenza ebbi occasione di dire (si veda ad esempio «Riscaldamento globale»: perché è importante spiegare, soprattutto ai più giovani, che è un problema, ma non un incubo, 12 agosto 2021).

Sono perciò tra quelli che non si compiacciono per tutta l’importanza che l’Italia ufficiale, e non solo, ha dato all’evento. Se però si va oltre l’eco del tutto acritica e molto convenzionale che quasi tutto il circo mediatico sta dando alla vicenda, si scopre che nei suoi due interventi di ieri ai lavori del congresso – reperibili integralmente sul sito web di Palazzo Chigi — il premier Draghi non si è limitato a dei convenevoli. Nel suo discorso di saluto, https://www,governo.it/it/articolo/intervento-del-presidente-draghi-allevento-youth4climate-driving-ambition/18073, ha fatto un quadro realistico della situazione e di come la sta affrontando. Non è arrivato fino a dire che oggi puntare solo alle energie rinnovabili sarebbe un grave errore, ma in certo modo lo ha fatto capire. È un po’ meno della verità lampante ma comunque molto di più di quanto oggi il pensiero unico impone di sostenere; e di quanto perciò gli altri leader europei amano proclamare.

Il dialogo fra Draghi e il congresso non è stato però soltanto rituale. Dopo aver parlato e ascoltato il premier ha ripreso la parola per un intervento di replica, https://www.governo.it/it/articolo/lintervento-di-chiusura-del-presidente-draghi-allevento-youth4climate-driving-ambition, che merita pure di venire letto attentamente. In questa sua replica Draghi sfugge alla morsa dell’alternativa tra utopia e realismo cinico, cavallo di battaglia degli organizzatori del congresso, spiegando dove e come egli si impegna e suggerisce di impegnarsi per conciliare tutela dell’ambiente e riduzione delle disparità di sviluppo, non senza un accenno al fatto che perseguire l’una a spese dell’altra non è né giusto né opportuno. Non ha poi esitato nemmeno a ricordare ai benintenzionati ragazze e ragazzi presenti  che quando l’assenza di emissioni nell’atmosfera è frutto non di attenzione all’ambiente ma di mancanza di sviluppo non è una bella cosa.  Per un uomo di governo come lui sono gesti di coraggio non da poco.

1 ottobre 2021  

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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