Ursula von der Leyen e la via «verde» verso il ritorno al nucleare

Oggi come oggi, non in un futuro auspicabile ma ancora remoto, dai combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) deriva – ricordava l’altro ieri Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera —  l’80 per cento dell’energia di cui ci serviamo. E anche l’energia elettrica, all’apparenza la più “«pulita», per il 65 per cento viene prodotta bruciando carbone, petrolio o gas. Pertanto “Non è credibile che entro il 2030 si possa fare a meno dei combustibili fossili”.

Per chi ha oggi compiti di governo è quindi da irresponsabili comportarsi come se non fosse così; e fare come se in quattro e quattr’otto con le energie rinnovabili si potesse giungere a coprire la quasi totalità del fabbisogno energetico. È invece proprio questo il caso della Commissione Europea, il governo tecnocratico non eletto dell’Unione. Mentre i prezzi di questi combustibili si impennano in alcuni casi fino al raddoppio, nella sua conferenza stampa in Slovenia in margine al vertice Ue-Balcani, Ursula von der Leyen non ha esitato oggi a rincorrere Greta Thunberg proclamando imperterrita che “Deve essere chiaro che il nostro futuro sono le energie rinnovabili, non il gas”. Ancora una volta ha così gettato ulteriore benzina sul fuoco di un’emergenza che è frutto non dell’imponderabile bensì della sua stessa sconsiderata politica.

«Parleremo su come affrontare lo stoccaggio» e su come «creare una riserva strategica di gas a livello europeo», era stata ieri la sua sovrana risposta alla domanda su come la Commissione intende agire per porre rimedio a un aumento dei prezzi dei combustibili tanto più grave adesso che si avvicina l’inverno. Come se per fare tutto ciò bastassero poche settimane. Mentre per il momento la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili non aumenta (per il semplice fatto che è tecnicamente impossibile aumentarla), la principale conseguenza immediata dei roboanti programmi e dei proclami «verdi» di Bruxelles sono la caduta degli investimenti nella rete dei gasdotti e degli oleodotti nonché le reazioni difensive dei Paesi produttori, sempre più orientati a far pagare il loro gas e il loro petrolio il più possibile finché ancora viene domandato.

D’altra parte l’irresponsabile politica energetica della Commissione non è una novità. Già da mesi, badando più a compiacere Washington che a tutelare i legittimi interessi dell’Ue, la Commissione fa del suo meglio per intralciare la fornitura di gas russo agli Stati membri. Siccome però Mosca si è ormai attrezzata per vendere il suo gas anche alla Cina, e quindi non siamo più noi il suo unico grande cliente al riguardo, la principale conseguenza di tale maldestra strategia è che già da diverse settimane la Russia ha ridotto il flusso del suo gas verso l’Europa.

In attesa che le future generazioni possano attingere dal vento e dal sole l’energia di cui avranno bisogno, nel caso nostro e dei nostri immediati discendenti tornare massicciamente al nucleare sarebbe l’unico modo per liberarsi in un batti baleno dei combustibili fossili: è questo il paradossale risultato cui si giungerebbe se si desse retta a Greta Thunberg e alle sue amiche. Non sarebbe forse meglio nel frattempo puntare invece a tutto ciò che la tecnologia ci può offrire in termini di ulteriore riduzione delle emissioni e di sempre maggior efficienza nell’impiego dell’energia?

6 ottobre 2021

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Diario e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Ursula von der Leyen e la via «verde» verso il ritorno al nucleare

  1. Piero ha detto:

    Confermo e sottoscrivo! Altra considerazione … le auto virano tutte all’elettrico ma anche quella è sempre energia! Ora la gente non ha capito affatto che il pieno se lo fai caricando le batterie dalla rete e non al distributore il consumo ed assorbimento di energia e’identico. Ora le attuali forme di produzione di energia sono grosso modo : 30% da rinnovabile 70% da petrolio gas metano in parte anche carbone. Il mega mercato di benzina e gasolio del rifornimento delle auto e’ a parte. Se questo mercato dovesse attaccarsi alle prese di corrente le centrali sarebbero costrette , per la nota legge dell’equilibrio dell’energia, usare quei combustibili che ora servono a fare il pieno alle auto , per produrre energia elettrica utile a caricare le batterie delle macchine. !!! O si riempiono di pannelli solari, faccio un esempio elementare, aree vaste come il deserto del Sahara oppure agli standard di vita attuali infarciti e grondanti di superfluo ed aria fritta non c’è soluzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.