Dell’urgenza di ripristinare l’italiano come lingua attuale della Repubblica

Adesso siamo arrivati anche a booster invece che richiamo per definire la terza dose, ovvero appunto la dose di richiamo della vaccinazione anti-Covid19.  Sorprende che sia il mondo della cultura e sia quello della politica continuino a restare insensibili alla gravità della crisi che sta attraversando la lingua italiana.

Che senso ha celebrare con solenni cerimonie ufficiali (di cui la gente comune neanche si accorge) il 700° anniversario della nascita di Dante mentre senza motivo l’italiano corrente cede sistematicamente il passo all’inglese, talvolta per di più storpiato? Non appena viene alla ribalta qualcosa di cui tuttavia fino a quel momento non si stava di solito parlando, oggi il ricorso all’inglese è divenuto la regola. È appunto il caso di booster al posto di richiamo, vocabolo italiano di normale uso sin da quando esistono le vaccinazioni, ossia da oltre due secoli.

Il problema non è soltanto estetico o letterario. Oltre al suo significato principale, ovvero al significato specifico con cui la si sta usando al momento, una parola nella propria lingua materna riporta alla memoria sia di chi la dice sia di chi l’ascolta pure il suo senso originario e gli altri possibili significati. Rimanda inoltre alla sua radice e quindi all’area degli altri vocaboli che ad essa si collegano. Nel caso in questione la parola rievoca l’idea di chiamata e di chiamare, mentre il prefisso ri- porta con sé l’idea di ripetizione ma anche di rinnovo. La parola nella lingua materna insomma sollecita a una coscienza consapevole e critica di quanto viene detto o scritto. Se (per restare all’esempio qui citato) dalla parola richiamo si passa alla parola booster, tutto ciò va invece perso.

Nella misura in cui, come adesso sta accadendo con l’italiano corrente, ogni novità viene espressa con una parola in inglese, il segnale subliminale è il seguente: la nostra lingua dà soltanto voce a un   mondo che non ha più alcuna capacità di innovazione. Tutto il nuovo e tutto il meglio vengono da fuori, da un generico «estero» comunque di lingua inglese. Noi al riguardo non abbiamo niente da dire e da fare se non adeguarci senza fiatare e al più presto possibile. In altre parole siamo di fronte a un processo che spinge verso la riduzione della società italiana a un puro e semplice mercato di consumatori passivi e subalterni.

Non è in questione l’odierna necessità di parlare le lingue d’uso internazionale (peraltro non solo l’inglese ma anche il francese e lo spagnolo). Nel mondo globalizzato in cui viviamo questo non si discute. Non c’entra niente però con il sempre più esteso utilizzo di parole inglesi nell’italiano corrente. Un fenomeno questo che oltre al resto è anche segno del fatto che un sempre crescente numero di proverbiali addetti ai lavori non è più capace di concettualizzare e quindi di tradurre. Per tradurre infatti una parola da una lingua straniera alla propria occorre farsi una chiara idea del suo significato e poi cercare nel lessico della propria lingua un vocabolo equivalente. Non riuscirci e aggirare il problema portando di peso ingiustificatamente nell’italiano una parola straniera, di solito inglese, è un segno non di modernità bensì di preoccupante impoverimento culturale.

È mai possibile che non ci si renda conto dei pericoli che questa crisi culturale porta con sé e non ci si impegni in un’adeguata campagna per il ripristino dell’italiano come adeguata lingua attuale della Repubblica (fatto salvo il ruolo che pure altre lingue hanno in alcune parti del territorio nazionale)?

7 novembre 2021

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Diario e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Dell’urgenza di ripristinare l’italiano come lingua attuale della Repubblica

  1. cesare chiericati ha detto:

    Venerdi 5 novembre Fabio Minazzi, filosofo e dirigente dell’Università dell’Insubria, dava notizia sulla Prealpina dell’istituzione del ” Fondo italiano per la scienza” da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca per finanziare la ricerca scientifica italiana in tutti i settori disciplinari ( 150 milioni di euro per il 2022). Ottima notizia subito però depotenziata dal fatto che per sviluppare e poi discutere i programmi di ricerca è vietato l’uso dell’italiano e, come da collaudato copione nazionale, obbligatorio quello dell’inglese. Un provincialismo culturale davvero irreversibile ?

  2. Bocian ha detto:

    “CoronavAirus”, dixit.
    Ci abbiamo riso a crepapelle, ma forse era il caso di piangere.

  3. Carlo Meazza ha detto:

    Sono d’accordo in pieno su quanto scritto a proposito del cattivo uso dell’inglese al posto dell’italiano. Bisognerebbe però anche aggiungere come l’italiano si stia impoverendo da solo da anni anche, e forse soprattutto, per colpa di una cattiva scuola e certamente degli strumenti tecnologici odierni. La povertà di linguaggio, l’uso scorretto delle parole e dei congiuntivi sono ormai la norma quasi ovunque, anche sui giornali purtroppo. Quanti sono gli analfabeti di ritorno in Italia che passano, da anni, ore ed ore davanti ai programmi spazzatura televisivi?

    • Bocian ha detto:

      Caro Sig. Meazza, più che ai programmi TV spazzatura credo che l’attuale impoverimento lessicale (e culturale) nei giovani sia dovuto in massima parte ad un uso smodato (largo eufemismo) del telefono cellulare. Non sto a dirle che uso ne fanno, persino in classe (e immagino in famiglia). E non si tratta solo della lingua italiana: anche per fare calcoli elementarissimi emerge una mostruosa incapacità (e rifiuto) di usare il cervello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.