Lega, primo partito operaio, PD, primo partito borghese: cronache di un’Italia cambiata

Il rimescolamento in corso nella politica italiana, Corriere del Ticino, 18 novembre 2021

Oggi in Italia il partito operaio per eccellenza è la Lega di Matteo Salvini mentre il Partito Democratico di Enrico Letta, primo anche se lontano erede del Partito comunista italiano, è la forza politica in cui maggiormente si riconoscono i pensionati e quei ceti più agiati e più colti che si concentrano nelle grandi città.

È questo uno dei tanti sorprendenti risultati di una recente ricerca da cui esce confermato il profondo rimescolamento in corso nella società italiana. Un fenomeno che acutamente Renato Mannheimer e Giorgio Pacifici già avevano intravisto e poi tratteggiato in «Italie /sociologia del plurale», un saggio edito a Milano da Jaca Book nel 2018.

Frutto dell’analisi delle risposte date nello scorso ottobre da un campione di 4 mila persone, la ricerca in questione – presentata e ripresa con grande rilievo dal Corriere della Sera — si deve alla Ipsos di Nando Pagnoncelli, nota azienda specializzata in ricerche di mercato e sondaggi in campo politico. Ciò che ne esce è un’Italia ormai lontanissima da quella che si era consolidata nei decenni della Guerra fredda riuscendo poi in qualche modo a perdurare per molti anni anche al di là della caduta del Muro di Berlino.  Come già osservavano Mannheimer, noto sondaggista, e Pacifici, sociologo dei problemi della trasformazione, l’assetto socio-politico dell’Italia è divenuto assai più complesso di quanto fosse in passato e assai meno «sistemico». Mentre in passato il tenore di vita era un indice sufficiente per delineare le varie articolazioni della società, oggi strati sociali un tempo compatti si sono frantumati in sotto-gruppi in base ad altri elementi come la certezza soggettiva o meno di mantenere tale tenore di vita nel tempo, e la capacità di presidiarlo sul piano culturale e politico.

È divenuto “sempre meno rilevante il peso delle ideologie, ma anche inevitabilmente anche quello di ogni insieme di valori che pretendesse di avere una validità generale”.  Si spera sempre più nella tecnologia che nella politica, il che aiuta a capire perché continui a crescere il numero di coloro che non partecipa più alle votazioni. In un Paese come l’Italia, dove nei primi anni ’70 del secolo scorso si asteneva meno del 7 per cento degli iscritti in catalogo, alle votazioni comunali dello scorso ottobre a Milano oltre il 52 per cento non ha votato; e l’astensione ha raggiunto il massimo nei quartieri più poveri.

Dalla ricerca dell’Ipsos il Partito Democratico, primo nelle intenzioni di voto con il 20,7 per cento, risulta raccogliere un consenso più maschile che femminile e piace in particolare, come si diceva, ai meno giovani. Se votassero soltanto le persone di oltre 65 anni “avrebbe il 36,4 per cento dei consensi mentre se ad esprimersi fossero solo i 35-49enni crollerebbe al 13,5%”. I giovani e le donne, tema ricorrente in tanti discorsi dei leader del Pd, tendono insomma a voltargli le spalle. A confermare il carattere ormai tutt’altro che popolare della sinistra storica è il dato relativo agli imprenditori professionisti e dirigenti. Con il 25,4 per cento il Pd è il partito che preferiscono seguito da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, 21 per cento e poi dalla Lega, 18,6.

La Lega, secondo partito nelle intenzioni di voto con il 20 per cento, piace come dicevamo innanzitutto agli operai, 27,8, e alle donne in condizione non professionale, 23,2 per cento, ed è ovviamente forte innanzitutto nel Nord. Non mancano sorprese anche riguardo al terzo partito, Fratelli d’Italia, preferito dal 18,8 per cento degli elettori intervistati. Con il 23,1 per cento nel Nordest e il 21 nel Nordovest, il 20,9 nel Centro e solo il 13,7 per cento al Sud, Fdl si sta affermando come un partito sostanzialmente nuovo che cresce a spese di Forza Italia ed è sempre meno erede del vecchio elettorato di Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini.

 Quarto nelle intenzioni di voto, 16,5 per cento (seguito a distanza da Forza Italia con l’8 per cento), è il Movimento 5 Stelle. A conferma nel suo ruolo di partito che raccoglie soprattutto il consenso di chi vuole o deve sperare per lo più nelle provvidenze statali, il M5S risulta ancora una volta caratterizzato da un forte “consenso nel Sud che vale il 25,1% contro una media nel Nord attorno al 10%”.

16 novembre 2021

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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