Covid 19. È importante la salute, però anche la libertà

Mi auguro che il fatto di essere vaccinato fino alla terza dose mi metta al riparo da reazioni scomposte se affermo che la vicenda della campagna vaccinale mette sempre più in luce quanto la libertà e la democrazia stiano declinando nel nostro Paese.

Per parte mia, come ho già varie volte scritto (cfr. ad esempio (Le buone ragioni del vaccino, il professor Franco Locatelli e la lealtà dello Stato29 novembre 2021), mi sono fatto vaccinare per il semplice motivo che ritengo sia comunque meglio esserlo che non esserlo, anche se non ho dubbi che, tanto più trattandosi di vaccini fatalmente meno sperimentati del solito, la protezione che offrono non può essere assoluta. E per lo stesso motivo non si può escludere che alcune delle possibili reazioni avverse non siano ancora note. Tuttavia mi piacerebbe sapere bene per quali motivi un numero notevole di persone, compresi molti medici, sono contrari a questi vaccini e li rifiutano.

Ci sono anche medici che (vorrei sapere in forza di quale legge) perciò sono stati sospesi dal loro Ordine, e quindi non possono più lavorare. Mi interesserebbe molto sapere direttamente e in modo esauriente da persone come loro le ragioni di una scelta che sono disposti a pagare anche a così caro prezzo. Invece non posso saperlo perché anche in questo caso è scattata la mannaia di una censura tipica del nostro tempo: quella che consiste nel negare a una certa realtà o a un certo personaggio l’accesso alla scena mediatica.

Non si sa bene per ordine di chi — ma certo di qualcuno che non fatica ad ottenere diffusa obbedienza — ci sono da una parte realtà e personaggi cui nei telegiornali e nei salotti televisivi si dà la parola, e dall’altra realtà e personaggi di cui si parla, di regola soltanto per esecrarli, ma ai quali non si dà la parola. Al massimo vengono mostrati in video ma senza audio, facendo far loro l’effetto del pesce nell’acquario, mentre un commentatore s’incarica di spiegare ciò che stanno o starebbero dicendo. In modo subliminale ma molto forte si lancia così al telespettatore o al radioascoltatore un segnale molto chiaro: quelli cui si dà la parola sono accettabili e hanno ragione, quelli invece di cui si parla ma ai quali non si dà la parola sono inaccettabili e hanno torto.

Ebbene, come libero cittadino vorrei essere io a decidere chi secondo me ha ragione e chi ha torto, chiunque egli sia e per stravagante che sia la sua posizione; e non essere invece il destinatario di un giudizio preconfezionato. Audietur et altera pars, si ascolti pure l’altra parte. Questo aureo principio del diritto romano dovrebbe essere di rigore, e ciò tanto per più per la Rai, ossia la radiotv di Stato, che con notevole sprezzo del ridicolo continua a definirsi “servizio pubblico”.

Nel caso specifico della vaccinazione anti Covid 19 si registra poi una censura ulteriormente grave. L’art. 32 della nostra Carta costituzionale sancisce fra l’altro che “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. (…)». Pertanto sembra evidente a me come a molti che, nella misura in cui si cerca di imporre l’obbligatorietà del vaccino anti-Covid 19 senza averlo stabilito per legge, si viola la Costituzione. Di questa cosa che per di più sembra ovvia si dovrebbe almeno poter discutere. Invece niente da fare: non c’è un telegiornale o un importante salotto televisivo in cui se ne parli. Anche per i cantori della “ Costituzione più bella del mondo” se il grosso dei partiti è d’accordo i principi costituzionali possono finire nel cestino.

10 dicembre 2021

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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9 risposte a Covid 19. È importante la salute, però anche la libertà

  1. Serena ha detto:

    Al senato proprio l’ altro giorno sono stati auditi medici con ragioni molto importanti: cerchi il link.
    Addirittura un medico ha citato uno studio che mette in relazione questi vaccini e gli aborti di molte donne.
    Forse vale la pena ascoltare tutte le campane!

  2. Bocian ha detto:

    Caro Dott. Ronza, giriamo sempre lì ma non c’è verso che qualche anima pia si decida rispondere nel merito. E non credo che ce ne saranno neanche in futuro.
    Aggiunga pure che coloro che nelle alte sfere (persino ecclesiastiche) hanno le stesse perplessità sue (e mie) su questo punto fondamentale del diritto, se ne stanno ben bene in silenzio, per pura codardia e timore della gogna mediatica conseguente alla violazione del politicamente corretto.
    “Chi ama la res publica avrà la mano mozzata”, si ricordi.

    P.S.: vaccinato pure io con terza dose, a scanso di equivoci.

  3. Carlo Meazza ha detto:

    Sono diversi i novax che vanno in televisione e francamente fanno pena. Spiace dirlo ma è così. Giudicanti e aggressivi verso gli altri e con argomenti talmente irrazionali e male esposti da far spegnere la televisione. Quali informazioni serie e punti di vista stimolanti riescono a dare? Io comunque li farei andare sempre, per non avere dubbi sulla necessità di vaccinarsi. Parlare di libertà e democrazia mi sembra proprio fuori posto. Di quelli che vanno in piazza a scandire quelle parole, impoverendole, quanti hanno mai partecipato a manifestazioni contro il razzismo, contro la violenza sulle donne, contro la mafia, per i diritti civili per tutti, in difesa dell’ambiente ecc.ecc.? Questo vale anche per chi scrive sui giornali. Credo che la scelta di alcuni giornalisti di non invitare i novax nelle loro trasmissioni non sia proprio per censura ma per motivi di cui sopra. Robi, lo hai visto da Giletti quel medico che é andato col braccio finto a farsi vaccinare? Non é questione di libertà e democrazia ma di decenza. Non siamo fortunatamente in Ungheria, Polonia, Turchia, Egitto, Cina ecc.ecc.

    • Robi Ronza ha detto:

      “Io comunque li farei andare sempre, per non avere dubbi sulla necessità di vaccinarsi. ” Vedo con piacere che siamo dunque d’accordo sul nocciolo della questione. In quanto poi agli eventuali istrioni o settari o sboccati ce ne possono essere, e ce ne sono, da tutte le parti. Ogni posizione, a mio avviso, deve essere giudicata ed eventualmente contestata a partire da chi la esprime meglio e più dignitosamente; non a partire dai matti che ci sono in ogni “villaggio” politico e sociale della società italiana.
      E’ invece una sleale abitudine della stampa “illuminata” italiana quella di scegliere come campione della posizione di centrosinistra il rispettato professore di turno e come campione della posizione di centrodestra il primo matto del villaggio che viene a tiro.
      Osservo infine che, li si amino o no, non si possono mettere sullo stesso piano dei governi democratici che sono al potere grazie al consenso di una larga maggioranza degli elettori, come quelli della Polonia e dell’Ungheria, e dei regimi autoritari come quelli dell’Egitto e della Cina.

      • Carlo Meazza ha detto:

        Il fatto che molti arrivino al potere grazie a libere e democratiche elezioni non garantisce che chi è eletto sia davvero democratico. I fatti e le scelte seguenti alla loro nomina credo si possano criticare se non le si condivide, da noi si può.

  4. Vanni ha detto:

    “Non siamo fortunatamente in Ungheria, Polonia, Turchia, Egitto, Cina ecc.ecc.”
    Anche questo accostamento è al limite della decenza.

    • Carlo Meazza ha detto:

      L’ho scritto a proposito della libertà di stampa e non in base a mie opinioni, ovviamente opinabili, ma a fatti.

      • Bocian ha detto:

        Dunque se ne deve dedurre che in Polonia o Ungheria (e chissà perché proprio queste due nazioni…) ci sarebbe lo stesso livello di libertà di stampa che c’è in Cina, in Egitto o in Turchia. E ciò sarebbe desumibile “dai fatti”. Sarebbe davvero interessante conoscere quali siano questi “fatti” e, possibilmente, quale sia il livello di comparazione che li ha resi simili a quelli fra i peggiori regimi totalitari del pianeta.
        Ma immagino che passerà ad altro, more solito. Se poi nel frattempo ci chiarisse cosa pensa della questioncella di un obbligo sine lege, in aperta violazione della costituzionepiùbelladelmondo, le saremmo persino riconoscenti.
        Sorvolo, per carità di patria, sull’attribuzione del patentino di democratico.

    • Carlo Meazza ha detto:

      La ringrazio per il prezioso contributo

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