Ancora sui lupi

Ho ricevuto dalla mia amica Anna Arneodo, madre di famigia con studi univesitari a Torino, proprietaria di un gregge a Sancto Lucio de la Coumbocuro, in alta Val Grana (Cuneo), la lettera che qui di seguito pubblico insieme alle foto che l’accompagnavano. [Chi continua a leggere questa nota si espone a vedere immagini di pecore sbranate dai lupi che possono offendere la sensibiità di alcuni]

Chi mi legge frequentemente questa sa che mi sono più volte espresso contro il ritorno incontrollato del lupo e dell’orso sulle Alpi e sulle aree meno abitate in genere della nostre campagne. Inserendo la parola <lupo> o <orso>nel motore di ricerca interno di questo sito si possono raggiungere diversi commenti al riguardo. Questa volta però lascio la parola a una persona che con i suoi animali fa direttamente le spese di questo ritorno. L’evento di cui scrive risale all’autunno scorso:

È una giornata chiara d’autunno, quando la stagione che avanza segna già di ombre nere le rocce e i boschi si tingono dei colori più vivi; nei valloni la prima brina e in alto tra le rocce l’erba che già ingiallisce sotto il cielo sereno di ponente. Giorni limpidi, fatti per sognare. 

Salgo con le pecore a cercare ancora un po’ d’erba lungo una gorgia dove “la baucho” rimane verde tra le rocce. Ma le mie pecore non arriveranno mai nei pascoli alti…

Questo è il mio montone sambucano, razza a rischio d’estinzione; tre anni,
selezionato resistente alla scrapie;

Questa è la mia pecora, Crèmo, un “noujoùn” (novella); non aveva ancora un anno,
in primavera avrebbe partorito un agnello nuovo;

Questa era Canèlo, anche lei una femmina di rimonta di appena 10 mesi;

Questo è quanto rimane di una pecora con il suo agnellino…

Questo è Sansone, giovane montone di un anno, anche lui sambucano,
selezionato resistente alla scrapie…

Potrei continuare: diciotto animali mi hanno ammazzato i lupi quel giorno, in un pomeriggio chiaro d’autunno, fatto per raccogliere i sogni belli per l’inverno: la stagione sta per finire, le pecore sono gravide, già le mammelle si ingrossano, fra poco avrò tanti agnellini e sarà un bel presepio nelle stalle tiepide… Già!

C’era un branco di lupi ad attendermi; e i lupi fanno i lupi: mangiano le pecore.

Ma gli uomini dovrebbero essere uomini, non vigliacchi.

Leggo in questi giorni gli articoli traboccanti di ira scandalistica contro qualcuno che per sbaglio ha ucciso un giovane lupo in dispersione vicino alle case: è peggio di un assassino!

Povero lupo, ucciso da un colpo di fucile! Perquisizioni, sequestri di cartucce e di armi, multe: quanti soldi pubblici spesi, quanto dispiegamento di forze; sembra si parli di un rastrellamento dei tedeschi contro i ribelli nell’ultima guerra, come mi raccontava nonna.

Ma avete visto le foto delle mie pecore: credete che abbiano sofferto meno di quel lupo, per morire? 

Quanta gente si è mossa per soccorrerle? Quanti soldi ha speso la società “bene”, “ecologista”, con un santo senso etico della giustizia e del bene comune? Niente. La colpa è sempre del pastore che non ha fatto bene il suo lavoro, non ha custodito bene le pecore, non ha messo in atto le giuste misure di prevenzione, non ha i cani sufficienti, NON …!

NON sa convivere con i lupi!

Sull’altare del perbenismo ecologista la gente della montagna, i pastori, novelli Abramo, sacrificano giorno per giorno le loro creature e sé stessi. Sono la gente della montagna, i pastori, la razza a rischio di estinzione.

Il lupo NON è più un animale a rischio di estinzione: solo in Piemonte sono presenti circa 500 lupi, quanti in tutta la Francia.

Molti lupi ormai (oltre il 70% in alcune regioni) sono ibridi, incroci con cani, e in quanto tali non dovrebbero essere protetti, poiché minacciano la biodiversità stessa del lupo; inoltre sono molto più pericolosi, perché confidenti con l’uomo.

I lupi stanno perdendo la paura dell’uomo e questo non è più secondo natura.

Il pastore NON può convivere con il lupo.

Sul lupo sono state costruite enormi speculazioni economiche, business che rendono molto: in realtà a chi finge di proteggere il lupo non interessa nulla del lupo, ma dei soldi – milioni di euro – che crescono attorno all’immagine del lupo. Per questo ormi l’uomo conta meno del lupo.

A chi importa qualcosa delle nostre pecore, di noi pastori, di noi gente di montagna?

Anna Arneodo
Sancto Lucìo de Coumboscuro
12020- Monterosso Grana (CN)
017198744
meirodichoco1@gmail.com

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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4 risposte a Ancora sui lupi

  1. Cesare Chiericati ha detto:

    E’ la figlia del mitico Sergio Arneodo immagino?

  2. Alberto ha detto:

    Mi dispiace per quanto accaduto alla signora Arneodo e ai suoi animali. I risarcimenti di cui godrà non potranno sicuramente ripagare il lavoro da lei fatto e l’affetto per le pecore uccise dal lupo. Dire però che esiste un business intorno al lupo mi pare affermazione che nasce dal comprensibile risentimento di un momento molto difficile. Il ripopolamento del nord Italia non è stato pilotato, ma è stato un fenomeno naturale che ha riequilibrato un ecosistema in cui non vi erano quasi più predatori. Per questo il lupo va tutelato, come devono essere tutelati i pastori attraverso il sistema dei risarcimenti, che pure ha dei limiti, ma è l’unico punto di equilibrio possibile. Sono d’accordo invece su quanto detto riguardo agli ibridi, ma la gestione di questa situazione è purtroppo molto complessa. In linea generale non sarei contrario ad una caccia selettiva di questi soggetti, purché fatta sotto una strettissima regolamentazione.

    • Giacomo ha detto:

      Io vivo nell’altro Lazio, trovare i lupi sul mio terreno non è stato piacevole, la mia opinione è che si faccia ripopolamento di animali quasi senza cognizione di causa.
      Tra cinghiali dell’est che si riproducono 4 volte più velocemente dei nostrani, caprioli che mangiano qualsiasi gemma o albero da frutto, e infine i lupi in zone dove non si erano mai visti, come i cinghiali a Roma… la vita di campagna comincia divenire giorno per giorno sempre più difficile.
      Quanto ai risarcimenti, mi pare un po’ egoistica come posizione, mi ricorda quelli che guidano in maniera disattenta e poi dicono:”che problema c’è? Ho l’assicurazione!” Poi magari uno rimane zoppo e farebbe volentieri a meno dell’indennizzo…

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