Usa. Millennials contro l’aborto

Negli Stati Uniti attualmente il 52 per cento dei Millennials si dice contrario all’aborto; da quando il battito cardiaco può essere percepito in ogni caso, oppure salvo il caso in cui il concepimento sia frutto di una violenza o di incesto oppure quando la vita della madre è in pericolo.

È questo l’esito di un sondaggio condotto dalla Vinea Research nella prima settimana di questo mese. L’anno scorso risultava invece che fosse il 47 per cento. Tra i più giovani insomma il no all’aborto sta crescendo ed è ormai il giudizio della maggioranza.

Non solo il Texas, di cui si è parlato anche da noi, ma anche altri Stati americani hanno di recente introdotto il battito cardiaco percepibile del feto come limite invalicabile per praticare l’aborto. In effetti il nascituro nella sua essenza c’è già tutto anche prima, ma l’idea di interrompere un battito cardiaco evidentemente colpisce, e si dimostra di aiuto sulla via della presa di coscienza della natura da subito umana del prodotto del concepimento.

Al di là di questo resta anche da considerare il fatto che il no all’aborto sta procedendo negli Stati Uniti malgrado che la comunicazione di massa che conta sia tutta schierata dalla parte opposta. Ciò dimostra come non sia vero che la gente comune oggi non è più comunque in grado di farsi delle idee anche in contrasto con quanto legge o sente sui giornali e alla televisione.

19 gennaio 2022

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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