Siria, Afghanistan: i dopoguerra che non finiscono mai

Giovedì scorso, 20 gennaio, sono stato tra i videospettatori di una testimonianza da Aleppo (Siria) di padre Ibrahim Alsabagh OFM, parroco della parrocchia cattolica di rito latino della città.

Padre Ibrahim – che molti in Italia conoscono per averlo ascoltato sia al Meeting di Rimini che altrove — parlava al pubblico di alcuni paesi della riva sud del lago di Varese le cui parrocchie erano riuscite a realizzare tale collegamento. Su Aleppo, dove la guerra ha distrutti centinaia di case, stremata dalla mancanza di cibo e di gasolio da riscaldamento (l’inverno nel nord della Siria si fa sentire) , è calato anche il flagello del Covid19, che gli ospedali rimasti, a corto di medicinali e alti materiali, combattono come possono.

Una situazione per molti versi analoga è quella dell’Afghanistan dove il ritiro delle forze occidentali è stato accompagnato dall’interrompersi degli scambi regolari con l’estero.

Le guerre moderne iniziano senza essere dichiarate e terminano senza trattati di pace lasciandosi alle spalle tutto il dissesto che hanno causato. Nel caso della Siria si aggiungono le sanzioni imposte sul Paese da Stati Uniti ed Unione Europea a causa delle quali diventa difficile reperire anche prodotti di prima necessità mentre i siriani all’estero non possono nemmeno inviare denaro ai genitori e agli altri parenti in patria. Ecco dunque una bella iniziativa che il nostro ministero degli Esteri potrebbe prendere: quella di proporre agli alleati di sospendere le sanzioni contro la Siria, di cui fanno le spese innanzitutto i più poveri, e di normalizzare gli scambi con l’Afghanistan.

22 gennaio 2022

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Diario e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Siria, Afghanistan: i dopoguerra che non finiscono mai

  1. Carlo Meazza ha detto:

    Credo che le popolazioni di quei due paesi non si siano nemmeno accorti che la guerra è finita e di essere finalmente in pace. Per loro è una continua, giornaliera, in questo caso particolarmente ingiusta e vergognosa, guerra con la vita. Per questo cercano di venire da noi dove trovano, a est, fili spinati di paesi “democratici” ad accoglierli. Noi, almeno, li raccogliamo in mare

  2. Benson ha detto:

    Il comportamento degli Stati Uniti e dei loro vassalli europei verso la Siria è vergognoso, criminale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.