Non potevano mettersi d’accordo prima?


Non potevano mettersi d’accordo prima, invece di trovarsi adesso a perdere tempo in votazioni senza senso? In fondo sono tutti colleghi, che si possono incontrare a Roma quasi tutti i giorni. Non si può non porsi questa domanda vedendo quanto sta succedendo dentro e attorno ai palazzi del potere.

Tanto più che è da prima di Natale che non si sta parlando d’altro. Per adesso a quanto pare l’unica cosa in cui tutti sono d’accordo è che il nuovo presidente della Repubblica deve essere una “personalità di altissimo profilo”, il che dovrebbe essere ovvio. C’è qualcuno che al Quirinale vorrebbe uno sciocco o un tale pescato a caso?

Frattanto fuori il mondo non è fermo in attesa. Ci sono tanti problemi sui quali sarebbe utile che il nostro governo prendesse una posizione, fosse presente, governasse.  In primis c’è la questione del Piano nazionale di rilancio e resilienza, Pnrr. I vincoli ambientali che ha posto l’Ue complicano le cose per 150 progetti del Piano. Tanto per fare un esempio gli investimenti sull’idrogeno dovrebbero prevedere una riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 74,3 per cento.  La misura esagerata dei vincoli ambientali che l’Ue si è posta sta suscitando le proteste di diversi Stati membri, mentre il nostro Paese non si fa sentire.  Poi ci sono questioni come l’Ita, erede dell’Alitalia, oggetto di una proposta di acquisto avanzata insieme da Lufthansa e dalla compagnia navale MSC, di proprietà italiana ma con sede a Ginevra, in Svizzera, nota per le sue navi da crociera ma che ha anche una grandissima flotta di portacontainer. E che dire della crisi russo-ucraina, che sta impattando anche sulle borse? Ieri al Consiglio dei ministri degli Esteri, convocato al riguardo a Bruxelles, il nostro Di Maio non c’era, e nemmeno in sua sostituzione uno dei sottosegretari. Alla sera è toccato a Draghi telefonare a Biden per rassicurarlo sull’attenzione dell’Italia alla crisi.

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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4 risposte a Non potevano mettersi d’accordo prima?

  1. cesare chiericati ha detto:

    Questo mese di giri di valzer, inutili e stucchevoli, è un ulteriore prova dell’autoreferenzialità provinciale della nostra classe politica, alimentata soprattutto dalle tre reti pubbliche Rai, dalla Sette di Urbano Cairo e dalle principali reti berlusconiane ovvero l’oligopolio ” pluralistico” che governa da decenni l’informazione televisiva.

  2. Carlo Meazza ha detto:

    Ma di cosa ci meravigliamo? La politica italiana è anche quello che vediamo, da sempre, con qualche isola felice di tanto in tanto. Così la stampa. Io però non mi straccerei le vesti, c’è di peggio, come la vita quotidiana ci dice senza pietà.

    • Carlo Meazza ha detto:

      Poi non dimentichiamo che Berlusconi ha fatto Berlusconi fino a sabato scorso. Come faceva il centrodestra a mettersi d’accordo con le altre forze politiche con Berlusconi che si era autocandidato e iniziato a fare campagna acquisti da tempo? Poi dimentichiamo le contorsioni verbali di Lupi della settimana scorsa?

  3. Bocian ha detto:

    Caro Robi Ronza, pare si stiano mettendo d’accordo adesso (29 gennaio), obbedendo a quanto richiesto qualche giorno fa da Goldman Sachs: tutto rimanga cosÌ com’è. Una sspecie di Gattopardo allo specchio.

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