Perché la Nato, ossia gli Usa, hanno provocato la crisi ucraina? L’ipotesi di Mauro Bottarelli

Il casus belli della crisi tra Russia e Ucraina ora precipitata nella guerra, è stata – non dimentichiamolo – la conclamata intenzione di far entrare nella Nato l’Ucraina.

Un gesto inutile e provocatorio perché l’Ucraina, come la Finlandia ai tempi della Guerra fredda, è un Paese che, per gli intensi legami che ha con la Russia, è comunque meglio non entri in un’alleanza schierata contro di essa. E per di più, come allora la Finlandia, non ne aveva alcun bisogno poiché la non appartenenza alla Nato non le impedisce o non le impediva di essere pienamente inserita nel circuito economico occidentale.

Su Ilsussidiario di oggi Mauro Bottarelli avanza al riguardo un’ipotesi che mi pare molto fondata, ossia che “l’Ucraina è stata bellamente sacrificata per evitare una Lehman Brothers al cubo che ormai era imminente. Punto. Dal canto suo, la Russia ha colto la palla al balzo e consumato fredda al punto giusto la sua vendetta rispetto al golpe di Maidan. Un’operazione come quella in atto, infatti, richiede preparazione strategica. Enorme. Tre fronti di attacco, una potenza tale da distruggere in due ore tutte le difese anti-aeree ucraine e aprire l’avanzata di terra sia dal Donbass che dalla Bielorussia che dalla Crimea. Un’avanzata militare tanto chirurgica quanto devastante.” È stata così creata, osserva Bottarelli la ghiotta occasione di una Guerra Fredda 2.0 di lungo periodo. Nuova emergenza, nuovo stimolo (…)” E così è stato evitato il rischio che il mondo stava correndo: un’esplosione del leverage di mercato che facesse da detonatore all’indebitamento record su cui siedono i governi: appunto, una Lehman Brothers globale e all’ennesima potenza”. E così grazie a Vladimir Putin, e all’inconsapevole sacrificio di Kiev, l’economia internazionale può respirare.

La Russia, per parte sua, si era già preparata da tempo alle possibili sanzioni occidentali riducendo al minimo la sua proprietà di titoli del tesoro degli Stati Uniti, da 176 a soli 3,9 miliardi di dollari. “In compenso sapeva già che l’energia non sarebbe stata toccata. Le banche solo sfiorate. E l’estromissione dal sistema di pagamento SWIFT nemmeno evocata, visto che tutti quanti sanno come la Cina abbia già offerto l’ingresso nella sua versione alternativa, il CIPS. E, cosa più importante, la gran parte delle riserve valutarie di Mosca sono state investite in oro fisico. Il quale, come mostra il balzo a 1.940 dollari di questa mattina, da una situazione di perdurante tensione geopolitica ha solo da guadagnare.”

Venendo al nostro Paese si deve osservare che l’appartenenza alla Nato gioca sempre più spesso  contro i nostri  interessi. É accaduto in Libia, è accaduto in Siria, e adesso accade nel caso della Russia.Sono presenti in Russia circa 500 aziende italiane, di solito tutt’altro che piccole. Basti citare alcuni nomi: la Pirelli e i gruppi bancari IntesaSanpaolo e Unicredit. Agli investimenti diretti si aggiungono notevoli esportazioni di manufatti e prodotti alimentari italiani. L’enorme aumento del costo del gas provocato dalla crisi ucraina incide particolarmente in Italia, che per referendum popolare ha rinunciato all’energia nucleare sin dal 1987, con un’incidenza particolarmente grave sulle molte aziende manifatturiere italiane che sono grandi consumatrici di energia. E si aggiunga che si è sempre più ridotta l’estrazione di gas nazionale (dai 21 miliardi di metri cubi di alcuni anni or sono ai 3,2 miliardi del 2020) e sempre più aumentata l’importazione di gas russo rispetto a quello di altre fonti.  Resta da vedere se il governo Draghi avrà la forza che occorre esercitare sulla crisi ucraina un influsso pacificatore.

25 febbraio 2022

                       

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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6 risposte a Perché la Nato, ossia gli Usa, hanno provocato la crisi ucraina? L’ipotesi di Mauro Bottarelli

  1. Roberta22 ha detto:

    Dire interesse nazionale in Italia è peggio che bestemmiare. Dove eravate voi democratici, moderati inciucioni quando tutto ciò accedeva? Prendevate un caffè insieme a chi distruggeva il nostro Paese, tra una mostra e l’altra del meeting! Vi ricordate Gentiloni e le acque della Sardegna regalate a Macron mentre lui toglieva a Fincantieri gli appalti in Francia presi legalmente? Chi denunciò il fattaccio? Non certo Lupi e “noi con l’Italia”(altra presa per il didietro).

  2. Antonio Nava ha detto:

    Tra cronaca e storia faccio due segnalazioni. 1. Sul “golpe di Maidan” citato da Bottarelli , p. David Nazar su Aggiornamenti Sociali dell’aprile 2014 spiega che “In questa crisi il conflitto riguarda il popolo e i vertici di un Governo corrotto, non l’opposizione tra regioni…” 2. Circa il “casus belli” il sito Settimananews il 24.2.2022 riporta il pensiero dell’arcivescovo
    Borys Gudziak “La ragione dell’aggressione russa… è perchè l’Ucraina è una democrazia nascente e,per molti versi, vivace.” Cordialmente (e laicamente).

  3. Luigi Geninazzi ha detto:

    Caro Robi, mi stupisce che tu accrediti le fantasiose spiegazioni di Bottarelli (uno che prende in giro le Repubbliche baltiche e la loro ansia di sicurezza, ignorando platealmente la storia passata e attuale). Ma quel che mi dispiace è notare che un osservatore sempre attento e preciso come te condivide una gigantesca fake-news putiniana che dilaga anche in Occidente ( a cominciare da Sergio Romano fino a Barbara Spinelli, per non citare gli improvvisatori commentatori dei talk-show): quella che la Russia è minacciata, umiliata e accerchiata dalla Nato. Ero sul posto e mi ricordo bene: la Nato non aveva voglia d’imbarcarsi in questa nuova impresa, sono stati i Paesi appena usciti dal comunismo dell’Europa centrale che hanno supplicato la Nato di prenderli sotto il suo ombrello protettivo. W sono stati preveggenti, visto quel che sta succedendo. Fatti una domanda: se la Lettonia (dove il 30 % della popolazione è russa) non fosse nella Nato Putin se la sarebbe già ingoiata con facilità estrema. La Nato, sia chiaro, ha commesso tanti errori nei suoi ultra 70 anni di vita (ultimo es. Afghanistan) ma se ne ha fatto una giusta certamente è la decisione di accogliere i Paesi dell’Europa centrale! La Nato non ha mai sparato neanche un colpo a salve contro la Russia. Senza contare che fino a poco tempo fa le truppe Nato in Polonia e Paesi baltici erano poche migliaia di uomini e solo recentemente si è pensato di aumentare il potenziale bellico, dopo le minacce (divenute realtà il 24 febbraio) di Putin. La realtà evidente è che Putin non teme i missili e i carri armati della Nato, ma la voglia di libertà e democrazia dei Paesi che la Russia ha allontano per sempre come la vicina e gemella Ucraina. “La fascia di sicurezza” che pretende di avere la Russia di Putin ai suoi confini (concetto vecchio e obsoleto data l’attuale sofisticazione degli armamenti) e la retorica dell’accerchiamento corrispondono al Lebensraum degli anni Trenta con cui Hitler ha provocato la terza guerra mondiale.

    • Robi Ronza ha detto:

      Non dico che i russi siano minacciati, bensi che si ritengono minacciati dalla presenza di un’alleanza, la Nato, che peraltro nacque contro di loro. In quanto all’entrata nella Nato della Polonia e di altri Paesi dell’Europa dell’Est a me sembra sia stata l’esito di una volontà reciproca, in cui come ovvio era sopratutto a pesare quella della Nato. Il caso dell’Ucraina (come sarebbe anche quello della Bielorussia) è ad ogni modo diverso da quello della Polonia e del resto dell’Europa centrorientale. Ucraina e Bielorussia non sono semplicente Paesi caduti sotto l’influenza dell’Urss nel 1945 e rimasti tali fino al 1991. Sono delle “Russie”, ovvero una parte della Russia storica. Questa loro particolare situazione va compresa e se ne deve tener conto, a mio avviso, anche al di là della volontà di Putin. Tutto questo a mio avviso va considerato, anche se ovviamente non giustifica l’aggressione militare russa dell’Ucraina attuamente in corso.

      • Luigi Geninazzi ha detto:

        Sono d’accordo con te sul fatto che Ucraina, a differenza di Europa centrale, ha stretti legami con Russia Ma mi ricordo bene che andando spesso in Ucraina, fino al 2014 l’adesione alla Nato non interessava a nessuno in Ucraina, non era argomento sul tavolo. L’idea era stata lanciata da bush nel 2008 ma era una boutade senza seguito, non fu mai aperta la procedura, nemmeno una bozza, nulla di nulla. QUANDO divenne attuale e cruciale la questione? Dopo l’aggressione di Russia a Crimea e Donbass l’Ucraina si accorse di essere indifesa di fronte a pretese Cremlino. Da qui la domanda anzi la supplica di entrare nella Nato, molto fredda sul tema. Conclusione caro Robi: il genio malefico di Putin prova quel che dice di voler evitare!

  4. Luigi Geninazzi ha detto:

    Ovviamente intendevo seconda guerra mondiale….La terza deve restare un lapsus!

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