E le riforme?

Forse qualcuno ricorderà che il governo Draghi nacque, praticamente su imposizione dell’”Europa” (ossia della Germania), come garanzia degli impegni presi dall’Italia in cambio degli ingenti aiuti europei che stava ricevendo. Impegni che implicano anche l’attuazione di riforme in assenza delle quali la corretta spesa degli aiuti diventa molto difficile.

Poi la Russia ha attaccato l’Ucraina e tutta l’attenzione dell’opinione pubblica è stata assorbita dalla guerra. È però il caso di riservare almeno un po’ di attenzione anche a quelle riforme, non solo perché ci riguardano più da vicino ma anche perché un maggior interesse da pare dell’opinione pubblica potrebbe essere di aiuto.

A quindici mesi dall’ entrata in carica del governo Draghi non risulta ancora portata a termine una sola delle 63 riforme previste dal PNRR, Piano nazionale di ripresa e resilienza, che pure sono “parte integrante del Piano perché fondamentali per l’attuazione degli interventi”. Tanto per fare due esempi importanti, il disegno di legge sulla concorrenza è ancora fermo nientemeno che sulle concessioni balneari. Ci si può domandare se non sarebbe il caso di stralciare la questione e mandare avanti il resto del disegno di legge. Le concessioni balneari sono di certo importanti per un gran numero di comuni costieri, ma ci si deve domandare se tutto il resto della nuova disciplina debba restare fermo per questo. Il disegno di legge per concludere la riforma della giustizia, promessa entro il 31 dicembre, è ancora all’esame del governo.

Frattanto si va avanti stanziando fondi del PNRR a legislazione invariata col rischio che poi vengano spesi lentamente, poco e male: 28,8 miliardi per le metropolitane, un miliardo e mezzo per la gestione rifiuti, un miliardo e 600 milioni per la ricerca e così via. Fermo restando che la guerra in Ucraina merita attenzione, non sarebbe il caso di tenere più sott’occhio anche queste cose?

13 maggio 2022

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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2 risposte a E le riforme?

  1. Roberta22 ha detto:

    Tu da lombardo non sai cosa siano le concessioni balneari. Gli stabilimenti offrono servizi che nessun altro paese può dare. Sono frutto di investimenti generazionali e va preso in considerazione quando si fa una gara d’appalto. Perché l’Italia deve concedere ad altri paesi le sue ricchezze? Non lo fa nessuno! Ma da noi esiste gente, gente come te, che si occupa solo del proprio territorio
    (la lombardia) e non concepisce di essere parte di un paese che si chiama Italia. Fino all’eccesso di politici (la sinistra, i figli di Prodi) che lavorano apertamente per i padroni stranieri. L’autonomia che la gente del tuo territorio rivendica per se stessa io la rivendico per tutto il Paese. Per voi l’unione europea non è più una istituzione, ma una Fede!

    • Robi Ronza ha detto:

      Non ho negato l’importanza e la delicatezza della questione delle concessioni balneari. Ho solo detto che sarebbe stato meglio farne oggetto di una legge a parte per evitare che tale questione bloccasse l’intero provvedimento.

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